Approfondimenti

PERSONE SENZA DIMORA: PROBLEMI, DIRITTI, SOLUZIONI

Cosa comporta essere una persona senza fissa dimora? Leggi l’articolo per scoprire le difficoltà, il diritto alla residenza e il contributo della nostra Fondazione.

Da sempre la Casa della Carità offre accoglienza e aiuto alle persone senza fissa dimora, a cui sono offerti diversi servizi: dalle docce al guardaroba, dal centro di ascolto allo sportello per la residenza fittizia.

Ma chi sono le persone senza dimora? Lo approfondiamo in questo articolo.

Cosa vuol dire essere senza fissa dimora?

Nell’immaginario collettivo, quando ci si riferisce alle persone senza fissa dimora si pensa solitamente a chi vive in strada. Tuttavia, secondo la definizione della Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora (fio.PSD), essere senza dimora non significa solo la mancanza di un’abitazione o l’assenza tangibile della casa come tetto, “ma la più complessa mancanza di un ambiente di vita, di un luogo di sviluppo delle relazioni affettive, dei progetti e interessi personali, dove prendersi cura di sé”.

Le cause della “homelessness” dipendono da diversi fattori e dinamiche, tra cui, sempre la fio.PSD individua:

  • Fattori biografici: come la perdita del lavoro e/o dell’alloggio, la rottura dei rapporti familiari, un lutto, un incidente, una migrazione forzata, la detenzione, difficoltà economiche
  • Fattori di contesto socioeconomico: come l’accesso e la qualità dell’istruzione, della salute, del lavoro, delle politiche abitative, ma anche la rete sociale e l’ambiente familiare. Tra questi fattori rientrano anche elementi che coinvolgono l’intera società come le crisi economiche, gli effetti della globalizzazione, la trasformazione delle città, la precarizzazione del lavoro
  • Fattori psicologici, individuali e relazionali: come malattie fisiche o mentali, abuso di sostanze, vissuti di violenza e abusi

Che cosa comporta essere senza dimora: i problemi e le difficoltà

Così come esistono molteplici cause che portano una persona a essere senza dimora, diversi sono anche gli effetti che la condizione di homeless genera.

Anche una breve esperienza di assenza di dimora può avere un impatto negativo sulla salute fisica e mentale della persona, sulla sua occupabilità, sull’inclusione sociale e sulla partecipazione alla società

A lungo termine, inoltre, le persone senza dimora hanno un’aspettativa di vita significativamente più bassa rispetto alla media della popolazione.

L’homelessness ha conseguenze non solo per le persone che si trovano in quella condizione, ma anche per le società in cui vivono. Secondo Feantsa (la Federazione Europea delle Organizzazioni che lavorano con le persone senza dimora) “è stato dimostrato che i costi finanziari e di altro tipo per la società derivanti dal non affrontare il problema dell’assenza di dimora sono significativi e, in alcuni casi, superano addirittura i costi delle soluzioni sostenibili”.

Le politiche nazionali per le persone senza dimora

In Italia, le politiche e le azioni per il contrasto della grave emarginazione adulta sono state delineate per la prima volta nel 2015. Negli anni, a queste linee di indirizzo si sono aggiunti il “Piano Nazionale degli Interventi e dei Servizi Sociali 2021-2023” e la “Lisbon Declaration on the European Platform on Combatting Homelessness” del 2021, nei quali si promuove il superamento di approcci emergenziali in favore di approcci maggiormente strutturati, in cui sono compresi, tra gli altri:

  • i servizi di accesso alla Residenza anagrafica/fittizia e fermo posta, con i relativi servizi di supporto
  • la definizione dei finanziamenti dedicati al potenziamento dell’Housing First e dell’Housing Led*

Il diritto alla residenza per chi è senza casa

Il diritto alla residenza, così come l’iscrizione all’anagrafe comunale, è un diritto soggettivo e non concessorio, riconosciuto dal nostro ordinamento che, per le persone senza dimora, prevede la possibilità di:

  • Stabilire la residenza nel luogo del proprio domicilio ovvero nel Comune in cui la persona vive di fatto e, in mancanza di questo, nel Comune di nascita (223 del 30.05.1989)
  • Fissare la residenza in una via fittizia territorialmente non esistente o esistente ma non adibita a residenza per i cittadini, equivalente in valore giuridico (Circolare Istat 29/1992)

Per anni, basandosi su questi principi, la Casa della Carità, sostituendosi al pubblico, ha dato la possibilità di utilizzare il proprio indirizzo di via Brambilla 10 come residenza “fittizia” a persone che, pur non abitando in via Brambilla, avevano stabilito con la Fondazione una relazione e iniziato un percorso verso l’inclusione sociale. 

Avere un luogo dove fissare la residenza, infatti, permette di richiedere documenti come la carta di identità o la tessera sanitaria. E di godere di alcuni diritti fondamentali: dalla salute all’istruzione, dal lavoro al voto.

Questo ha permesso a persone senza dimora e a persone che non avevano la possibilità di indicare un indirizzo di residenza, di avere un luogo dove ricevere la posta, richiedere la carta d’identità e la tessera sanitaria, essere rintracciate per le comunicazioni.

Accanto a questo lavoro sociale quotidiano, la Casa della Carità si è impegnata a lungo anche a livello culturale e politico insieme ad altri enti del terzo settore cittadino, sollecitando il Comune di Milano a stabilire un indirizzo per le residenze anagrafiche.

Questa attività di advocacy ha avuto successo e nel 2019 sono nati gli Sportelli per la residenza anagrafica ResidenzaMi.

Le persone senza dimora a Milano

Secondo “racCONTAMI”, la rilevazione delle persone senza dimora presenti sul territorio di Milano svolta a giugno 2023, sono 2.021 le persone senza dimora, presenti in strada o in strutture di accoglienza.

Tra le persone incontrate in strada, il 39% si concentra nel centro storico. Si tratta per circa il 90% di uomini che, in due terzi dei casi, hanno un’età superiore ai 35 anni. Chi vive in strada dimostra una discreta conoscenza dei servizi dedicati: nel complesso, infatti, il 52% dice di incontrare le unità mobili almeno una volta alla settimana. 

Tra i bisogni espressi dalle persone incontrate, ci sono la necessità di: 

  • custodire oggetti personali (62%) 
  • avere accesso a servizi di tipo sanitario (52%)  
  • avere accesso a una connessione internet (46%)  
  • poter avere vestiti puliti (46%)

Come richiedere la residenza fittizia per persone senza dimora a Milano

I cittadini e le cittadine senza dimora che vivono stabilmente sul territorio del Comune di Milano che non hanno contatti con alcun servizio sociale o sanitario e che vogliono richiedere la residenza fittizia possono rivolgersi:

  • al Centro Sammartini di via Sammartini, 120 con accesso libero e spontaneo. Lo sportello è dedicato a persone adulte senza dimora
  • allo sportello filtro della Casa della Carità su appuntamento, da prenotare al numero 345.5815222 (da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 12.30) 

Verificata la presenza dei requisiti minimi, verrà comunicata la data, l’ora e il luogo dell’appuntamento per un colloquio di approfondimento durante il quale il/la richiedente dovrà portare in visione i documenti necessari.

I servizi, gli enti del terzo settore e le associazioni che seguono le persone senza dimora, possono invece inviare agli Sportelli di ResidenzaMi una relazione con la richiesta che dovrà essere mandata all’indirizzo e-mail: pss.residenzami@comune.milano.it.

I servizi di accoglienza della Casa della Carità per chi è senza casa a Milano

Insieme all’ospitalità residenziale, la Casa della Carità, presso la propria sede di via Brambilla, offre diversi servizi alle persone senza dimora:

Leggi l’intervista con i nostri operatori Ciro Di Guida e Moussa Abdallah e conosci il servizio docce della Casa della Carità.

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Ogni giorno la Casa della Carità aiuta chi vive ai margini, secondo il mandato del Cardinal Martini.

Per continuare ad andare incontro alle persone senza dimora della città di Milano abbiamo bisogno dell’aiuto di tutte e tutti.

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*Con “Housing First” si indicano quei servizi di presa in carico e accompagnamento della persona senza dimora in cui l’accesso a un’abitazione stabile, sicura e confortevole è il primo passo verso un percorso di inclusione sociale. Con “Housing Led” si fa invece riferimento a quei servizi finalizzati sempre all’inserimento abitativo, ma in cui l’obiettivo primario è rendere la persona in grado di ricollocarsi nel mondo del lavoro e di reperire un alloggio in autonomia.

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