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BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2022: UNA CASA, NUOVE ENERGIE

È stato pubblicato il Bilancio di sostenibilità 2022 della Casa della Carità, che racconta di una Casa tornata alla piena operatività dopo la pandemia.

Dopo un 2021 segnato dalla graduale ripresa della maggior parte delle attività che erano state forzatamente limitate o interrotte dalla pandemia, il 2022 è stato l’anno in cui la Casa della Carità è tornata alla piena operatività. Lo confermano i dati del Bilancio di sostenibilità della Fondazione di via Brambilla, appena pubblicato.

NUOVE EMERGENZE, NUOVE ACCOGLIENZE

Nel 2022 sono ripartite tutte le attività di accoglienza che nel 2021 erano ancora sospese a seguito della pandemia. Come il servizio docce, che ha accolto 834 persone per un totale di 4.544 docce erogate, e la Scuola di italiano per stranieri promossa dall’Associazione Volontari Casa della Carità, che ha visto la partecipazione di 88 persone, distribuite in tre corsi di gruppo diurni e serali e in lezioni individuali.

Lo scorso anno, inoltre, la Casa della Carità ha messo in moto nuove iniziative di accoglienza e aiuto, per rispondere alle emergenze causate dalle crisi internazionali degli ultimi due anni: a marzo 2022 sono stati attivati, insieme al CeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà, 40 posti di accoglienza per profughi ucraini, che nel corso dell’anno hanno dato ospitalità a 50 donne e minori in fuga dalla guerra. Al contempo, è proseguita l’accoglienza di 33 profughi afghani arrivati in Italia a fine 2021 dopo il ritorno al potere dei talebani.

BOOM DI ARRIVI DAL PERÙ

Rispetto agli anni precedenti, è cresciuto ancora il numero di persone che hanno chiesto aiuto ai servizi diurni della Fondazione (+9,66%) e in particolare al centro di ascolto (+12%). Tra i dati più significativi che arrivano dal centro di ascolto e dallo sportello di tutela legale, è interessante notare come nel giro di un anno siano triplicate le persone provenienti dal Perù: 162 persone nel 2022 contro le 51 del 2021 al centro di ascolto e 114 contro 48 allo sportello legale.

Si tratta soprattutto di donne con figli che hanno raccontato di essere scappate, perché avevano paura di vivere in un paese dove, a seguito della pandemia, c’è una violenza diffusa e dove la situazione economica è disastrosa.

Con questi numeri, al centro di ascolto e allo sportello legale della Casa il Perù è passato dall’essere il sesto/settimo Paese di provenienza nel 2021 a essere il terzo nel 2022.

IL RITORNO IN PRESENZA

Con il ritorno alla normalità post Covid sono tornate in presenza anche tutte le attività culturali della Fondazione. In particolare, dopo due anni di sospensione, è tornato in sala il SOUQ Film Festival, il concorso cinematografico internazionale di cortometraggi dedicati a temi sociali e ambientali, promosso dal Centro Studi SOUQ della Casa della Carità.

Anche la sede di via Brambilla è tornata ad animarsi grazie al rientro in sede di un numero accresciuto di volontari (121 persone rispetto alle 92 dell’anno precedente) che nel 2022 hanno nuovamente potuto dare un indispensabile supporto a molte attività della Casa: dalle docce al guardaroba, dal centro di ascolto alla scuola di italiano. In crescita anche il numero di lavoratori: 158 dipendenti e collaboratori, rispetto ai 125 del 2021, attivi nei vari ambiti di accoglienza e cultura, dell’amministrazione, della comunicazione e della raccolta fondi.

Un’energia che traspare anche sul fronte della gestione, dell’amministrazione, della comunicazione e della raccolta fondi, dove sono stati effettuati importanti investimenti in un’ottica di innovazione e trasformazione digitale e per una migliore integrazione tra i diversi ambiti di attività della Fondazione.

I CONTRACCOLPI DELLA CRISI ECONOMICA

Nel 2022 anche la Casa della Carità ha subito i contraccolpi della crisi economica e dell’inflazione generati dalla guerra in Ucraina con un aumento dei costi del 68% per le utenze e del 27,5% per l’aumento dei prezzi dei beni di consumo.

Nel 2022 è anche venuto meno il contributo istituzionale di 100.000 euro da sempre erogato alla Casa della Carità da parte del Comune di Milano, garante della Fondazione insieme alla Diocesi, generando un disavanzo di gestione di 100.414 euro su un totale di ricavi per 6.082.680 euro e di costi per 6.183.094 euro.

Nonostante queste difficoltà, la Casa ha garantito tutti i suoi servizi dedicati agli ospiti e alle persone che accedono ai servizi diurni. E lo ha fatto anche grazie al fondamentale sostegno di 21.621 donatori e di enti privati e fondazioni, come Fondazione Cariplo, che supporta la Casa della Carità fin dalla nascita.

Approfondisci

Visita la pagina del sito dedicata al Bilancio di sostenibilità. Clicca qui.


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