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Casa della Carità
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Per non dimenticare i nomi cancellati dal mare

Nei mesi di luglio e agosto, le porte della cappella al secondo piano della Casa della carità resteranno aperte a chi non vuole arrendersi all’indifferenza sulla sorte dei tanti migranti che tentano di raggiungere l’Europa, spesso a costo della loro vita.


Per noi i migranti non sono mai stati numeri, ma persone, ognuna con la propria storia. Per questo, ribandendo l’impegno a mettere sempre #PrimaLePersone, la Casa propone a chi la abita e la frequenta, ospiti, operatori e volontari, di trasformare la cappella in un luogo di memoria e di riflessione, aperto a tutti, credenti di ogni religione e non credenti, per non dimenticare i nomi e le storie cancellate dal mare.

Chi lo vorrà potrà fermarsi per un momento di preghiera o di silenzio, lasciare un pensiero, un disegno, una poesia, come quella scritta da don Virginio Colmegna riportata di seguito.

NUMERI

Numeri, numeri
Ossessionati ormai
Da linguaggi indifferenti
E crudi.
Neppure un palpito
Un sussurro
Di misericordia umana.


Innocenti,
A
nnegati, senza volti e nomi 
Inghiottiti dalle onde
Di un mare
Fatto ormai 
Cimitero di innocenti.


Sì anche quelli
Con i volti e i corpi salvati
Strappati dalle acque
Nuovo Esodo
Con umanità indifferente.


Come si fa?
In questo silenzio tombale
Interrotto soltanto
Da idioti proclami
Di difesa ad oltranza
Di argini perforati comunque
Da desideri di vita
Da diritti calpestati.


Quale pazienza,
Rassegnata o ostinata,
Per rompere l’inquieto silenzio,
Il gioco barbaro
Di porti da trovare,
Di numeri da assegnare
Nel dramma violento
Di vite ridotte
A cinico calcolo.
Rimango impietrito,
Inginocchiato a guardare
Il crocifisso frammentato
Corpo dilaniato
A cui consegno
Il grido che irrompe
Dal cuore colmo
Di interrogativi brucianti.


Come fate
Credenti che celebrate
La cena ultima,
Evento pasquale,
A rimanere muti?
Quasi indifferenti 
O aiutando freddamente
O, ancora più delirante,
Acconsentendo convinti
All’ultimo tweet
P
roclamato dal politico di turno
“Prima noi, nessuno da noi”?


Immergo nel silenzio
Il mio pianto interiore.
Prego intensamente
Cercando di ritrovare
Una piccola luce,
Barlume di speranza.
E comincio ad invocare,
Dire sommessamente
Dei nomi conosciuti,
Incontrati da noi,
Spesso dimenticati,
Per sentire risalire
Dal profondo del cuore
Quel calore di umanità
Che ci fa anche cantare
Il salmo della speranza.


E allora qui,
In questo luogo
Eremo di Casa,
Vorremmo iniziare
A mettere come si può,
Per terra o in una parete,
Possibilmente tra fiori, 
Nomi per gli innocenti
Cancellati dal mare,
O dal rifiuto violento,
anche persone a noi care.

Comunque e dovunque siamo.
Perché è da loro
Che attingiamo il coraggio
Di dire insieme
“Prima le persone”.
Umanità riprendi
Il cammino umano!

Casa della carità,
Non smarrire il coraggio
Di una profezia
Non violenta e di pace
Lodando e ringraziando
Quelli che osiamo chiamare
“Senza dimora”
Ma che sanno indicarci
Il cammino da compiere,
La casa comune da ritrovare 
E insieme da custodire.

2 luglio 2018


E' possibile lasciare un pensiero, un disegno, uno scritto sul libro "Per non dimenticare", che si trova sul leggio in cappella.
 
 

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