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Casa della Carità
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I lavori di pubblica utilità alla Casa

La nostra Fondazione è tra gli enti convenzionati con il Tribunale di Milano

10 luglio 2017

Dal 2011, la Casa della carità ha stipulato con il Tribunale di Milano una convenzione per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità (Lpu), relativi al reato di guida in stato di ebrezza (artt.186 e 187 del codice della strada). I lavori di pubblica utilità rappresentano la conversione di una sanzione penale nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività, da svolgere presso gli enti locali, le cooperative sociali, le organizzazioni di assistenza sociale o di volontariato. La Casa della carità ha scelto di essere uno di questi, perché crede in un’idea di giustizia che non sia solo punitiva, ma formativa, riparativa e responsabilizzante.  

A dimostrare il valore di questa scelta è l’esperienza di Jessica, 27 anni, che ha da poco concluso il suo progetto come Lpu alla Fondazione: “Ho scoperto la Casa della carità sfogliando l’elenco degli enti convenzionati con il Tribunale di Milano. Cercavo un’organizzazione del terzo settore, perché volevo che il mio percorso, per quanto obbligatorio, si trasformasse in qualcosa di utile per me e per gli altri”, ha detto Jessica, la quale, tuttavia, non conosceva la Casa: “Ho visitato il sito e ho visto quali attività si svolgono. Mi è molto piaciuto il fatto che qui si accolgano persone con fragilità, e che si svolgano momenti di socializzazione”.   

Dopo aver fatto un colloquio conoscitivo con Milena, la volontaria che segue il progetto degli Lpu, e aver visitato la Casa, si è convinta: “Volevo fare un'attività che mi desse qualcosa di positivo, e così è stato: ho scoperto un mondo, quello del sociale, che conoscevo solo in parte, mi sono trovata molto bene con le persone che ho conosciuto e ho vissuto delle belle esperienze, che mi hanno lasciato il segno”, ha raccontato la 27enne.  

Jessica ha svolto i suoi lavori di pubblica utilità collaborando con i custodi sociali, operatori che monitorano le condizioni degli abitanti delle case popolari, fornendo sostegno a quei cittadini che vivono in condizioni di disagio: anziani, disabili, famiglie in difficoltà. Tra i compiti dei custodi sociali, c’è anche la risposta in situazioni di emergenza/urgenza laddove manca la rete familiare, fornendo per esempio interventi di accompagnamento, piccole commissioni, disbrigo di pratiche, acquisto di generi di prima necessità, organizzazione dell’assistenza domiciliare. “Ho dato una mano in alcune di queste attività e partecipato ai momenti di socializzazione che si svolgono in Casa della carità, dal pranzo insieme alla tombola, e scoperto una realtà, quella dei custodi sociali, molto forte, dal momento che ogni giorno affrontano situazioni difficili”.  

“È stato bello essere a contatto con gli operatori e anche con gli ospiti della Casa e devo dire che questa esperienza mi ha aperto un mondo nuovo e forse una strada su quello che voglio fare nel mio futuro”, ha concluso Jessica. 


Per maggiori informazioni relative allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità presso la nostra Fondazione, è possibile scrivere a [email protected]

 
 
 

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