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Casa della Carità
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L'estate alla Casa vicino ai più fragili

Le porte di via Brambilla rimangono sempre aperte per chi non può partire e vive in solitudine


L’estate rappresenta un momento critico per le persone più anziane e più fragili. Per questo, l’attenzione della Casa della carità rimane alta: per garantire presenza e sostegno a chi non ha la possibilità di partire per le ferie, le attività del mercoledì e del venerdì dedicate agli anziani del quartiere non si interrompono mai.

Noi andiamo sempre avanti e se possiamo cerchiamo di fare anche più del solito, perché agosto è un periodo difficile per i nostri nonni”, spiega Doudou Khouma, operatore della Casa che si occupa degli anziani “Per esempio, molti luoghi di ritrovo o servizi chiudono per ferie, alcune badanti vanno in vacanza e quindi molte persone si sentono sole. Per loro la Casa della carità è spesso l’unico punto di riferimento e venire qui è il solo stimolo a uscire di casa, perché sanno che qui hanno qualcosa da fare”, aggiunge.

“La Casa della carità, poi, rappresenta anche un punto di riferimento per i parenti dei nostri anziani, che non possono andare via perché i genitori hanno bisogno di essere costantemente seguiti e non possono affidarsi a dei centri diurni. Sapere di poter contare sulla Casa dà loro qualche momento di sollievo”, conclude Doudou.

Anche gli interventi domiciliari quotidiani e gli incontri di socializzazione del martedì e del giovedì per i residenti delle case popolari seguiti dal progetto "Scegliere insieme la strada di casa”, che la Fondazione porta avanti con il Comune di Milano in collaborazione con Cooperativa Comin, C.R.M. e Arché nel Municipio 2, non si fermano in agosto. 

Tra le persone che frequentano solitamente la Casa anche in questo periodo estivo c’è, per esempio, Pina. Residente delle case popolari di via Cesana, dice che da quando frequenta le attività di socializzazione dei custodi sociali la sua vita è cambiata: “Prima stavo sempre in casa, da sola, soffrivo di depressione, ero molto demoralizzata; ora mi sento più forte. Devo ringraziare le operatrici e gli operatori, perché quando si accorgono che non sto bene e che c’è qualcosa che non va, subito si occupano di me, mi danno consigli importanti e questo è bellissimo”.

Pina, però, non vede l’ora che torni l’autunno, per riprendere la partecipazione al progetto “Nonno Scuola”, a cui prendono parte molti utenti del servizio di custodia sociale, che una volta a settimana trascorrono qualche ora insieme agli alunni delle scuole elementari del quartiere: “Io per loro sono la zia Pina e mi danno una gioia immensa”, aggiunge Pina.

“Venire qui è una cosa bella perché si sta insieme ed è un diversivo alla vita di tutti i giorni”, dice invece Rocco, 89 anni, ex operaio della Magneti Marelli ed ex camionista, che vive in via Sant’Erlembardo. Oltre ad apprezzare gli interventi domiciliari dei custodi, come la misurazione della pressione o l’aiuto nel disbrigo di alcune incombenze burocratiche, Rocco ama molto partecipare alle attività di socializzazione: “Mi piacciono i giochi che facciamo, perché ci aiutano a tenere attiva la mente”. E anche per Rocco, aver conosciuto la Casa della carità ha significato portare un cambiamento alle sue giornate: “Prima non uscivo quasi mai, adesso vengo qui e mi sento più che a casa; ho tanti amici e tutti mi vogliono bene”.

[Foto di Marco Garofalo]

 

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