Anche quest’anno, Valgrisenche ha ospitato il campeggio della Casa dal 23 al 29 agosto
Sono rientrate al loro nido in via Brambilla le “Rondini randagie“, le circa 120 persone che da giovedì 23 luglio a mercoledì 29, divise in due turni, hanno preso parte all’ormai tradizionale campeggio estivo della Casa della Carità in Valle d’Aosta, quest’anno a Valgrisenche.
Al campeggio hanno partecipato le persone ospiti della Casa – della struttura di via Brambilla, dei servizi CAS e SAI, della Tillanzia, di Casa Francesco, del Centro di Ospitalità Temporanea di via Novara – e alcuni ex ospiti che sono seguiti negli appartamenti sul territorio cittadino. Ad accompagnarli, una ventina di operatrici e operatori dei vari servizi e una decina di volontarie e volontari. Tra loro, alcune persone amiche delle Casa, che normalmente però non svolgono volontariato presso la Fondazione, e una suora della Congregazione del Preziosissimo Sangue, che collabora con la Tillanzia.
Racconta Tiziana Scardilli, che ha coordinato il campeggio: «C’erano persone di tutte le età e di diverse nazionalità. Rispetto agli anni scorsi, sono aumentati i partecipanti, soprattutto le famiglie che hanno scelto di esserci; questo anche grazie al passaparola tra gli ospiti che avevano già partecipato e che hanno vissuto esperienze positive. Alcune persone vedevano la montagna per la prima volta, quindi per loro è stato molto emozionante esserci».
«La cosa bella è stata che persone che non si conoscevano sono state bene insieme fin da subito. Si è creato un bel clima di partecipazione e collaborazione. I bambini hanno fatto subito gruppo giocando insieme», dice ancora.
Le giornate sono state scandite da gite e passeggiate – per esempio si è arrivati al Rifugio Bezzi in Alta Valgrisenche – di diversi livelli di difficoltà per dare a tutti la possibilità di partecipare, anche alle persone con disabilità. Alla sera, dopo cena, si sono organizzati giochi, canti, balli, il karaoke.
In cucina, operatori e volontari della “cambusa” hanno fatto un gran lavoro, per venire incontro alle diverse necessità alimentari.
Ma chi sono le “Rondini randagie”? A ogni persona che ha partecipato al campeggio è stata donata una maglietta, con una stampa e la scritta “Rondini randagie”.
Il riferimento è al gruppo scout, milanese e non solo, “Aquile randagie”, che ha avuto una storia importante nella Resistenza. Stare insieme, la montagna, le camminate e l’impegno nelle sfide del tempo presente, da qui l’ispirazione. Ma dal momento che il gruppo della Casa è grande ed eterogeneo per età e provenienze, è un gruppo di città, è un gruppo che accoglie persone con storie di migrazione, è stato proposto il nome “Rondini randagie”, che rappresenta un filo rosso di tante persone del gruppo.
E infine, ma non ultimi per importanza, ci sono dei ringraziamenti da fare. In primis, alla parrocchia di San Domenico e San Magno di Legnano, che anche quest’anno ci ha ospitati nel suo attrezzatissimo campeggio. Al Comune di Valsavarenche, che ha messo a disposizione una sala polivalente, dove si sono svolte le cene nei giorni di brutto tempo. Alla Caritas Ambrosiana che ha donato molte derrate alimentari.