Che cos’è la residenza anagrafica?

La residenza è il luogo in cui una persona ha la propria dimora abituale, cioè il luogo nel quale vive stabilmente e svolge la propria vita quotidiana.

L’iscrizione anagrafica è il procedimento amministrativo con cui si viene registrati nell’Anagrafe della popolazione residente in un determinato Comune.

L’iscrizione all’anagrafe costituisce un diritto della persona quando sono presenti i requisiti previsti dalla legge.

A cosa serve la residenza? Quali diritti e servizi permette di ottenere?

La residenza permette di esercitare numerosi diritti e di accedere a diversi servizi pubblici.

Ad esempio consente di:

  • ottenere la carta d’identità
  • iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale e scegliere il medico di medicina generale nei casi previsti dalla legge
  • accedere ai servizi sociali del Comune
  • richiedere certificati anagrafici
  • partecipare ai bandi pubblici che richiedono il requisito della residenza
  • esercitare il diritto di voto
  • richiedere prestazioni e benefici per i quali la legge prevede la residenza
  • Fare richiesta di cittadinanza italiana

Alcuni diritti possono essere riconosciuti anche alle persone non residenti quando specifiche norme lo prevedono.

Qual è la differenza tra residenza e domicilio?

Secondo l’articolo 43 del Codice Civile:

  • la residenza è il luogo in cui la persona ha la sua dimora abituale
  • il domicilio è il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi

La residenza in Italia è obbligatoria?

Le persone hanno l’obbligo di chiedere l’iscrizione anagrafica nel Comune di residenza/dimora abituale, per sé e per le persone soggette alla propria responsabilità, come i figli minorenni.

Chi ha diritto alla residenza in Italia?

Il diritto alla residenza in Italia è un diritto soggettivo. Chi vive stabilmente in un Comune, da solo oppure con la propria famiglia o in una convivenza in un centro di accoglienza, ha il diritto di chiedere l’iscrizione all’anagrafe di quel Comune, nel rispetto dei requisiti di legge.

Ne hanno diritto:

  • tutti i cittadini italiani
  • i cittadini dell’Unione Europea che soddisfano alcuni requisiti
  • i cittadini di Paesi terzi che soggiornano stabilmente e regolarmente nel territorio

Inoltre, la residenza è un diritto garantito anche alle persone senza dimora. In questo caso, la persona interessata può chiedere di essere iscritta presso la via fittizia del Comune dove ha eletto il proprio domicilio.

Residenza in Italia per stranieri: cosa sapere?

La residenza in Italia può essere richiesta dai cittadini stranieri che vivono abitualmente e regolarmente sul territorio nazionale, indipendentemente dal fatto che siano cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea o di un Paese extra-UE.

La formalizzazione della residenza avviene attraverso l’iscrizione all’anagrafe del Comune in cui si dimora abitualmente. Per i cittadini extra-UE, la domanda può essere presentata esclusivamente se si è in possesso di un permesso di soggiorno valido oppure della ricevuta che attesta la richiesta di rilascio (in alcuni casi) o di rinnovo.

Per ottenere la residenza è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • Dimorare in modo effettivo e continuativo presso l’indirizzo indicato (se in possesso, presentare un contratto di affitto registrato, un contratto di comodato d’uso, un titolo di proprietà oppure una dichiarazione di ospitalità sottoscritta dall’ospitante)
  • Essere in possesso di un titolo di soggiorno valido (permesso di soggiorno per i cittadini extra-UE)
  • Presentare un documento di identità valido e il codice fiscale

Per i cittadini dell’Unione Europea la normativa prevede, inoltre, la dimostrazione di una attività lavorativa o la disponibilità di adeguate risorse economiche per sé e per la propria famiglia e di una copertura sanitaria.

Cosa serve per fare la residenza? Quali documenti occorrono?

La richiesta di residenza deve essere presentata all’Ufficio Anagrafe del Comune in cui si ha la propria dimora abituale. In linea generale, per richiedere la residenza è necessario presentare:

  • Modulo di dichiarazione di residenza compilato e firmato, disponibile presso il Comune o scaricabile dal sito istituzionale
  • Documento di identità valido (carta d’identità o passaporto o permesso per richiesta asilo)
  • Codice fiscale
  • Permesso di soggiorno in corso di validità oppure ricevuta della richiesta di rilascio (in alcuni casi) o rinnovo, per i cittadini extra-UE
  • Se in possesso, un documento che dimostri la disponibilità dell’alloggio, come un contratto di affitto registrato, un atto di proprietà, un contratto di comodato oppure una dichiarazione di ospitalità
  • Eventuale documentazione che attesti il rapporto di parentela o familiare, se la richiesta riguarda più componenti dello stesso nucleo familiare
  • Per i cittadini dell’Unione Europea, documentazione idonea a dimostrare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa sul soggiorno, come la dimostrazione di una attività lavorativa o la disponibilità di adeguate risorse economiche per sé e per la propria famiglia e di una copertura sanitaria.

Come si fa la richiesta di residenza? Qual è la procedura?

La domanda può essere presentata secondo le modalità previste dal Comune competente, ad esempio:

  • direttamente allo sportello dell’Ufficio Anagrafe
  • tramite PEC o email, se il Comune lo consente
  • attraverso i servizi online messi a disposizione dall’amministrazione

Alla richiesta devono essere allegati i documenti necessari (vedi domanda precedente).

Ricevuta la dichiarazione, il Comune registra l’iscrizione anagrafica entro 2 giorni lavorativi, con decorrenza dalla data di presentazione della domanda. L’iscrizione produce effetti immediati, ma rimane subordinata ai successivi controlli previsti dalla legge.

Nei 45 giorni successivi, il Comune verifica che il richiedente dimori effettivamente all’indirizzo dichiarato, che siano soddisfatti tutti i requisiti richiesti e che non vi siano false dichiarazioni. Se gli accertamenti hanno esito positivo, la residenza diventa definitiva. In caso contrario, il Comune può annullare l’iscrizione e adottare i provvedimenti di rigetto previsti dalla normativa.

Se entro 45 giorni non viene notificato alcun provvedimento di rigetto, la domanda si considera accolta in virtù del principio del silenzio-assenso, previsto dalla normativa vigente.

Come si ottiene il certificato di residenza?

Il certificato di residenza è il documento che attesta il Comune e l’indirizzo in cui una persona risulta iscritta all’anagrafe. Può essere richiesto online oppure presso gli uffici comunali, con modalità che possono variare in base al Comune di riferimento.

Richiesta online tramite ANPR

Il modo più semplice e veloce per ottenere il certificato è utilizzare il portale dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR).

Per richiederlo è necessario:

  • accedere al portale ANPR con SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS)
  • selezionare il certificato di residenza
  • versare l’imposta di bollo o indicare l’eventuale motivo di esenzione
  • scaricare il certificato in formato PDF, firmato digitalmente e con pieno valore legale

Richiesta presso il Comune

In alternativa, è possibile richiedere il certificato direttamente all’Ufficio Anagrafe del Comune di residenza. Generalmente occorre:

  • presentare un documento di identità in corso di validità
  • compilare l’eventuale modulo richiesto dal Comune
  • versare l’imposta di bollo e gli eventuali diritti di segreteria, salvo i casi di esenzione previsti dalla normativa

Alcuni Comuni consentono inoltre di richiedere il certificato tramite delega o di riceverlo via email o PEC.

Servizi convenzionati

In alcuni Comuni è possibile ottenere il certificato di residenza anche presso esercizi convenzionati, come tabaccherie, edicole o altri punti di servizio autorizzati dall’amministrazione comunale.

Le modalità di rilascio e gli eventuali costi di commissione variano in base alle convenzioni attivate dal singolo Comune. Per questo motivo è consigliabile verificare preventivamente se il servizio è disponibile nel proprio territorio.

Residenza per senza fissa dimora

Dove posso fare la residenza se non ho una casa o un indirizzo fisso?

Dal momento che la residenza è un diritto soggettivo, anche le persone senza dimora, possono:

  • Iscrivere la residenza nel Comune dove vi è un collegamento accertabile, eleggendo domicilio in quel Comune. Se non è possibile eleggere domicilio, la residenza viene registrata nel Comune di nascita, secondo quanto previsto dal D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223.
  • Quando una persona non dispone di un’abitazione in cui stabilire la residenza, il Comune può iscriverla a un indirizzo fittizio (detto anche via fittizia), creato esclusivamente per finalità anagrafiche. Questo indirizzo ha lo stesso valore giuridico di un normale indirizzo di residenza ed è previsto dalla Circolare ISTAT n. 29/1992.

Che cos’è la residenza fittizia?

La residenza fittizia è una particolare forma di iscrizione anagrafica prevista dalla normativa italiana per le persone senza dimora o che non dispongono di un’abitazione stabile. In questi casi, il Comune attribuisce un indirizzo convenzionale (detto anche via fittizia), che consente al cittadino di essere regolarmente iscritto all’anagrafe e di esercitare i diritti e accedere ai servizi per i quali è richiesta la residenza.

A cosa serve la residenza fittizia? Quali diritti permette di ottenere?

La residenza fittizia (o anagrafica o virtuale) consente a chi è senza dimora o vive in una condizione di precarietà abitativa o in contesti informali, di accedere ai diritti fondamentali previsti dall’iscrizione anagrafica e di usufruire di servizi territoriali quali ad esempio:

  • richiesta del medico di base
  • assistenza sociale
  • partecipazione a bandi per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica
  • richiesta di sussidi

La residenza fittizia è legale? C’è differenza tra residenza fittizia e dichiarazione falsa di residenza?

La residenza fittizia non è una residenza falsa o “di serie B”; è assolutamente legale, perché è una particolare forma di iscrizione anagrafica prevista dalla normativa italiana.

Diversa è la dichiarazione falsa di residenza, che consiste nel comunicare all’ufficio anagrafe del Comune un indirizzo di residenza diverso da quello in cui si vive o si dimora abitualmente. Si tratta di un reato penale, nello specifico il reato di falso ideologico in atto pubblico.

Chi può richiedere la residenza fittizia?

La residenza fittizia può essere richiesta dalle persone senza dimora o da persone che svolgono lavori itineranti (es. giostrai, artisti di strada, circensi) e che per la natura della loro professione non hanno un’abitazione stabile.

La legge italiana non fa distinzione di cittadinanza: l’unico criterio fondamentale è il legame con il Comune in cui si presenta la domanda. I cittadini provenienti da paesi extra-UE devono possedere un permesso di soggiorno valido o la ricevuta del rinnovo.

Per i cittadini dell’Unione Europea la normativa prevede, inoltre, la dimostrazione di una attività lavorativa o la disponibilità di adeguate risorse economiche per sé e per la propria famiglia e di una copertura sanitaria

Come si ottiene la residenza fittizia? Qual è la procedura?

La procedura per richiedere la residenza fittizia varia da comune a comune, ma generalmente prevede la presentazione di una domanda formale all’ufficio anagrafe del Comune di riferimento.

Per ottenere la residenza fittizia bisogna dimostrare di avere interessi nel Comune dove si presenta la domanda, provando che la propria vita si svolge in quel luogo, ad esempio attraverso:

  • Presa in carico dei servizi sociali tramite una relazione
  • Un documento scritto da un’associazione o da un centro d’ascolto che attesta che frequenti regolarmente il territorio (mense, dormitori, tessere di assistenza) da un determinato periodo di tempo
  • La presenza di un contratto di lavoro o lo svolgimento di un’attività continuativa nel territorio comunale
  • La presenza di familiari nel Comune

Quali documenti servono per richiedere la residenza fittizia?

Generalmente occorrono:

  • documenti di riconoscimento (carta d’identità o passaporto, codice fiscale, passaporto e permesso di soggiorno valido o la ricevuta che attesta la richiesta di rinnovo o, in alcuni casi, di primo rilascio per i cittadini extra UE)
  • qualsiasi documento utile o dichiarazioni accertabili dei legami con il territorio comunale

Come ottenere la residenza fittizia a Milano?

Questa la procedura per chiedere la residenza fittizia a Milano:

  • Per le persone senza dimora conosciute dai servizi (Servizi Sociali territoriali, i servizi territoriali di ATS o ASST milanesi o dei servizi sanitari specialistici, gli enti del Terzo Settore, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale che si occupano di grave emarginazione adulta e i centri di ascolto parrocchiali che si occupano di grave emarginazione adulta) sarà l’operatore di riferimento ad avviare la pratica con l’invio di tutta la documentazione richiesta.​​​​​​ I servizi valutano il bisogno e inviano schede di segnalazione all’indirizzo e-mail: pss.residenzami@comune.milano.it
  • Le persone senza dimora non conosciute dai servizi del territorio possono presentarsi al Centro Sammartini in via Sammartini, 120 per inoltrare la richiesta

Quanto dura la residenza fittizia e come mantenerla?

La residenza fittizia non ha scadenza e in linea generale, rimane valida finché persistono i requisiti previsti dalla legge, in particolare il legame con il territorio e la reperibilità del cittadino. Alcuni comuni stabiliscono una frequenza in cui la persona deve rendersi reperibile o presentarsi ai servizi.

Per mantenere la residenza fittizia, non esistono obblighi uniformi validi per tutti i Comuni, ma è importante che il cittadino sia effettivamente reperibile, ad esempio in questo modo:

  • essere reperibili ai recapiti comunicati
  • ritirare periodicamente la posta
  • rispondere a eventuali comunicazioni o convocazioni dell’Ufficio Anagrafe o dei Servizi Sociali, se previste
  • comunicare eventuali variazioni del proprio riferimento postale o del domicilio di fatto, quando richiesto dall’amministrazione

Se la persona si rende irreperibile per un certo periodo di tempo stabilito, il Comune può attivare le verifiche previste per accertare la reale dimora ed eventualmente avviare la procedura per la cancellazione della residenza fittizia.

Quanto costa fare la residenza fittizia?

Per fare la domanda di residenza fittizia non ci sono costi da sostenere.

[Documento aggiornato a luglio 2026]