Approfondimenti

Differenza tra 8×1000, 5×1000 e 2×1000: una guida per scegliere consapevolmente

Cosa cambia tra 8, 5 e 2 per mille? Scopri cosa sono, a chi vanno le quote, se sono obbligatori e come fare una scelta consapevole

Ogni anno, al momento della dichiarazione dei redditi, molti contribuenti si trovano davanti agli stessi dubbi: qual’è la differenza tra 8×1000, 5×1000 e 2×1000? È obbligatorio scegliere? E cosa succede se non si firma nessun riquadro?

La confusione è comprensibile: le tre quote compaiono insieme nel modello 730, ma hanno finalità e modalità di funzionamento diverse. C’è però un punto fondamentale che le accomuna tutte: non sono tasse aggiuntive, ma percentuali dell’IRPEF già dovuta dal contribuente. In altre parole, scegliere a chi destinare l’8, il 5 o il 2 per mille non comporta alcun costo extra.

In questa guida vedremo cosa hanno in comune queste quote, quali sono le principali differenze, se sono obbligatorie e come esprimere correttamente la propria scelta nella dichiarazione dei redditi.

Cosa hanno in comune 8, 5 e 2 per mille

Prima di capire cosa distingue 8×1000, 5×1000 e 2×1000, è utile chiarire gli aspetti che condividono.

  • Sono quote dell’IRPEF già dovuta
    Tutte e tre rappresentano una percentuale dell’IRPEF che il contribuente deve già versare allo Stato. Non si tratta quindi di una spesa aggiuntiva né di una donazione extra.
  • Non si escludono a vicenda
    8, 5 e 2 per mille non sono alternative tra loro: nella stessa dichiarazione è possibile esprimere tutte e tre le scelte contemporaneamente.
  • Si indicano nella dichiarazione dei redditi e la scelta può essere effettuata tramite:
  • Modello 730
  • Modello Redditi Persone Fisiche
  • Certificazione Unica
  • Anche chi non presenta la dichiarazione può scegliere
    Anche i contribuenti non obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi possono comunque destinare l’8, il 5 e il 2 per mille. Basta compilare l’apposita scheda e consegnarla in busta chiusa presso un ufficio postale oppure a un CAF.

Le differenze principali tra 8×1000, 5×1000 e 2×1000: una panoramica

QUOTAA CHI SI PUÒ DESTINARECOME SI SCEGLIECOSA SUCCEDE SE NON SI SCEGLIE
8×1000Stato o confessioni religiose riconosciuteBasta la firmaLa quota viene ripartita proporzionalmente in base alle scelte espresse dagli altri contribuenti
5×1000Enti del Terzo Settore, ricerca scientifica, Comuni, associazioni sportive dilettantistiche, tutela beni culturaliFirma + codice fiscale dell’enteLa quota resta allo Stato
2×1000Partiti politici iscritti al registro dedicatoFirma + codice del partitoLa quota resta allo Stato

8, 5 e 2 per mille sono obbligatori?

8, 5 e 2 per mille sono obbligatori? No. Nessuna di queste scelte è obbligatoria.

Ogni contribuente è libero di decidere se destinare oppure no l’8×1000, il 5×1000 e il 2×1000. Tuttavia, è importante chiarire un aspetto spesso frainteso: non scegliere non fa risparmiare nulla.

L’imposta viene comunque versata. La differenza è soltanto questa:

  • scegliendo, il contribuente decide chi beneficerà di una parte delle proprie imposte;
  • non scegliendo, la quota resta allo Stato oppure viene redistribuita secondo le regole previste.

Esiste inoltre il falso mito secondo cui “non vale la pena scegliere perché l’importo è troppo piccolo”. In realtà, anche pochi euro possono fare una grande differenza quando migliaia di persone compiono la stessa scelta.

Per gli enti del Terzo Settore, il 5×1000 rappresenta infatti una risorsa concreta per sostenere servizi, progetti e attività sociali.

Per approfondire puoi leggere anche l’articolo di Casa della Carità sul 5×1000 obbligatorio.

Come si esprime la scelta nella dichiarazione dei redditi

Le scelte relative a 8×1000, 5×1000 e 2×1000 si effettuano nella scheda dedicata del modello 730, chiamata generalmente “Modello 730-1”.

Per ciascuna quota è necessario compilare il riquadro corretto.

Per l’8×1000

È sufficiente firmare nel riquadro relativo allo Stato o alla confessione religiosa scelta. Non serve indicare alcun codice fiscale.

Per il 5×1000

Bisogna:

  • firmare nel riquadro della categoria corretta;
  • inserire il codice fiscale dell’ente che si desidera sostenere.

Per il 2×1000

Occorre:

  • firmare nell’apposito spazio;
  • inserire il codice del partito politico prescelto.

Poiché i codici possono cambiare ogni anno, è sempre consigliabile verificare quelli aggiornati al momento della compilazione.

Se non presenti il 730

Anche chi non presenta la dichiarazione dei redditi può comunque esprimere la propria scelta. La scheda può essere consegnata separatamente entro il 31 ottobre:

  • in busta chiusa presso un ufficio postale (gratuitamente)
  • oppure tramite un CAF

Perché destinare il 5 per mille a Casa della Carità

Tra le tre quote, il 5×1000 è quella che permette di sostenere direttamente realtà del Terzo Settore come la Fondazione Casa della Carità.

Scegliere di destinare il proprio 5 per mille alla Casa significa contribuire concretamente a sostenere:

  • servizi di accoglienza per persone fragili (docce, pasti, posti letto);
  • percorsi di accompagnamento verso l’autonomia;
  • supporto legale e ascolto;
  • interventi a favore di chi vive situazioni di marginalità a Milano.

Nel riquadro dedicato agli enti del Terzo Settore e inserire questo codice fiscale. Inserisci la tua firma e il Codice fiscale Casa della Carità nella tua dichiarazione dei redditi: 97316770151

Scopri tutti i dettagli su come destinare il tuo 5×1000 alla Fondazione sul sito di Casa della Carità.

Guarda la nostra video guida sul 5×1000


SOSTIENI LA CASA DELLA CARITÀ

La Casa della Carità è una vera famiglia per bambini, anziani, donne e uomini di ogni età, Paese e religione.

Dona speranza, cura, un aiuto concreto alle persone seguite dalla Fondazione.

Dona ora
Dona ora