Storie

Dal Perù all’Italia e ritorno: il sogno di Ledda

La storia di Ledda, che, dopo l’accoglienza alla Casa, sogna di tornare in Perù per aprire un’attività indipendente

Tra le tante storie di persone accolte dalla Casa della Carità, che fanno guardare con fiducia al futuro c’è quella di Ledda.

Ledda è una donna peruviana di 50 anni che, dopo essersi separata dal marito e con una figlia ormai grande, alcuni anni fa ha deciso di venire in Italia, per cercare lavoro nella terra da cui arrivava il suo bisnonno.

Per qualche tempo, ha vissuto e lavorato a Genova: «La città mi piaceva, perché è sul mare, come la mia città natale: Lima», ha raccontato. È qui però che ha iniziato ad accusare dei malori scoprendo, dopo alcuni controlli, di avere un tumore: «Una persona conosciuta in quel periodo, mi ha suggerito di venire a Milano, dove ci sono tanti ospedali. Sono stata ricoverata e operata».

Dopo due mesi in ospedale, arrivato il momento delle dimissioni, i dottori hanno chiesto a Ledda se avesse dei familiari o degli amici che potessero ospitarla nel periodo delle cure. «Io, però, non avevo nessuno ed ero senza casa, perché, non potendo più lavorare, non potevo pagare un affitto». Ledda rischiava di ritrovarsi per strada, in un momento delicato come la chemioterapia.

I medici, allora, hanno contattato le dottoresse dell’ambulatorio medico della Casa. Da alcuni anni, infatti, la Fondazione accoglie molte persone con problematiche fisiche segnalate dagli ospedali milanesi: sono persone che devono affrontare cure mediche importanti e continuative, come la chemioterapia appunto, ma non hanno un posto in cui vivere e gestire gli effetti collaterali delle cure.

Ledda è stata accolta alla Casa della Carità, dove è stata accompagnata nel suo percorso di guarigione, di cui, per molto tempo, ha fatto parte anche il laboratorio di teatroterapia: «È un’attività che mi fa stare bene, come colorare i mandala, che mi piace tanto. Mi ha aiutato a distrarmi e a non pensare alla malattia», ha confidato.

Milano senza dimora Amleto teatroterapia Casa della Carità Milano spettacolo 2024
Il laboratorio di teatroterapia, che ha visto anche la partecipazione di Ledda

Oltre al supporto per le cure mediche, alla Casa Ledda è stata accompagnata anche nel suo percorso verso l’autonomia. Racconta Vanessa Caputo, che alla Casa è responsabile dei “Percorsi sociali”: «Ledda ha trovato un lavoro come babysitter e assistente all’infanzia per una famiglia di medici, che ha conosciuto nell’ospedale dov’era in cura, che l’hanno assunta regolarmente. Inoltre, sta incrementando le sue entrate economiche, lavorando alcune ore alla Tillanzia (la comunità della Casa per mamme con bambini, ndr)».

Da qualche settimana, inoltre, Ledda è uscita dall’accoglienza “collettiva” in via Brambilla, e ha fatto il passaggio in uno degli appartamenti della Casa della Carità: «Per quanto ancora viva in condivisione con altre due donne, nell’appartamento Ledda può iniziare a ritrovare quel senso di casa che, soprattutto per donne che arrivano da altri paesi, vuol dire per esempio cucinare il proprio cibo. Non è un dettaglio da poco, perché alla Casa, mangiando in mensa, a volte hanno la sensazione di aver perso un pezzo della loro cultura, delle loro abitudini», spiega Vanessa.

Ora che anche la salute è migliorata, Ledda sta iniziando a progettare il suo futuro: «Il suo è un progetto particolare – esordisce Vanessa – la sua intenzione è quella di tornare in Perù e aprire a Lima un’attività indipendente legata al mondo dello yoga, della cura del corpo, della medicina olistica. Lei era un’insegnante di ginnastica, ma credo che questo nuovo approccio che sta immaginando possa derivare anche dall’esperienza della malattia. Noi ci siamo ancora per lei per darle una mano a realizzare questo sogno».


SOSTIENI LA CASA DELLA CARITÀ

La Casa della Carità è una vera famiglia per bambini, anziani, donne e uomini di ogni età, Paese e religione.

Dona speranza, cura, un aiuto concreto alle persone seguite dalla Fondazione.

Dona ora
Dona ora