Abbiamo intervistato alcune donne rom romene ospiti del Centro di Ospitalità Temporanea di via Novara, che ci hanno raccontato le tradizioni della Pasqua ortodossa
La Pasqua ortodossa, che può cadere fino a 5 settimane dopo quella cattolica, si celebrerà quest’anno domenica 12 aprile, a una sola settimana di distanza dalla Pasqua cattolica.
Cogliendo questa vicinanza temporale, abbiamo intervistato alcune donne rom romene di diverse età, ospiti del Centro di Ospitalità Temporanea di via Novara a Milano, dove è operativa la Casa della Carità.
Le uova colorate
Chiedendo a Maria, Florina, Cerasela, Monica e Sighisora – questi i nomi delle intervistate – qual è la tradizione per la Pasqua ortodossa, la prima risposta che danno tutte è: le uova colorate.
Alcuni giorni prima di Pasqua, tradizionalmente il giovedì santo, si preparano le uova sode, che poi vengono colorate con vari coloranti alimentari o anche con coloranti naturali, come le cipolle o l’aceto.
Il colore che non può mancare è il rosso, perché simboleggia il sangue di Cristo, ma si fanno anche di altri colori.
«Preparare le uova è la cosa che mi piace di più, è divertente… e anche i dolci», dice Maria.
«Lo facciamo soprattutto per i bambini. Ma dobbiamo stare attente, le dobbiamo nascondere, altrimenti le mangiano tutte prima di Pasqua!», aggiunge Monica.
I grandi pranzi con piatti tipici
Se in Italia il detto è “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, per le famiglie rom romene, anche la Pasqua è una festa da trascorrere rigorosamente in famiglia.
Solitamente ognuno prepara qualcosa da mangiare e poi ci si trova a casa di genitori, fratelli o sorelle per mangiare tutti insieme. Se è il tempo è bello, ci si ritrova più volentieri in un parco.
Il piatto tipico è l’agnello arrostito alla griglia o al forno. Si aggiungono poi i “sarmale”, involtini di foglie di verza o vite, ripieni di carne macinata, riso, cipolla, erbe aromatiche e spezie e la “salata de boeuf”, una versione più ricca dell’insalata russa, composta da verdure a cubetti, maionese e carne di pollo o manzo.
I fiori fuori dalla porta
Un’altra tradizione particolare del giorno di Pasqua, la racconta Florina: «Quando ero piccolina, mio nonno e mia nonna si svegliavano presto, prendevano un po’ di erba e la mettevano fuori dalla porta e poi ci rompevano sopra dei gusci di uova e la tenevano così per tutto il giorno».
«È una tradizione della mia famiglia che si tramanda. Lo fa anche mio papà e ho detto a mio marito che vorrei farlo anche io qui quando arriverà la Pasqua… ma mi vergogno un po’…».
La Domenica delle Palme
Anche la Domenica delle Palme, che quest’anno cadrà quando i cattolici celebrano la Pasqua, è particolarmente sentita nella tradizione ortodossa: «Si chiama Duminica Floriilor (Domenica dei Fiori) o Florii e chi porta nomi di fiori, come Florin, Florina, Viorel… festeggia anche l’onomastico», spiega Monica.