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SON: inaugurato il progetto “Abitiamo il futuro”

Lunedì 24 ottobre 2022 è stato inaugurato “Abitiamo il futuro”, progetto di abitare solidale dell’Associazione SON – Speranza Oltre Noi

Un villaggio di abitare solidale concepito per ospitare famiglie con figli disabili e aperto allo scambio con il territorio e accogliente verso altre fragilità. Ma anche un luogo di animazione culturale e spirituale.

È questo, in sintesi, il senso di “Abitiamo il futuro”, il progetto promosso dall’Associazione SON – Speranza Oltre Noi, nata nel 2017 dall’iniziativa di alcune famiglie residenti nei quartieri Crescenzago e Adriano, accomunate dalla fragilità dei propri figli e dalla preoccupazione per il loro futuro.

«Siamo felici di essere finalmente arrivati a completare il nostro obiettivo – spiega  Luciano Scotuzzi, presidente di SON – Oggi comincia una nuova fase, possiamo cioè iniziare a programmare e a realizzare le finalità previste dal nostro statuto. Vale a dire stare accanto alle famiglie e accompagnarle nel cammino del “Dopo di noi”, costruendo relazioni per i loro figli con tutte le risorse presenti in quartiere».

Il progetto è stato riconosciuto “Servizio di interesse pubblico e generale” dal Comune di Milano con la stipula di apposita convenzione avvenuta il 19 luglio 2019.

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Alcuni appartamenti di SON

Abitiamo il futuro: il progetto

“Abitiamo il futuro”, inaugurato e presentato alle istituzioni lunedì 24 ottobre 2022, è il primo progetto edilizio di nuova costruzione realizzato a Milano, ispirato alla legge sul «Dopo di noi» (L. 112/2016). In esso sono stati realizzati tre coppie di appartamenti per ospitare altrettanti nuclei famigliari destinati ai genitori e ai rispettivi figli dove questi ultimi potranno iniziare a sperimentare la propria autonomia.

Nel villaggio solidale di SON sono presenti:

  • un appartamento di sollievo per l’ospitalità di breve durata rivolta a famiglie con figli affetti da gravi disabilità
  • un alloggio per l’autonomia
  • appartamenti per tre nuclei famigliari con figli fragili, che per la loro composizione sono identificabili come diretti interessati della legge sul “Dopo di noi”
  • le sedi delle associazioni SON e Amici Casa della carità
  • una sala polifunzionale attrezzata per ospitare iniziative e incontri

L’intervento edilizio è stato realizzato progettato dallo studio B22 con Carlo Venegoni nell’area di Cascina San Carlo nel quartiere Adriano. Il cantiere, aperto a novembre 2020 è stato preceduto dalla bonifica del terreno che ha riguardato anche l’area circostante, un appezzamento pubblico di mille metri quadri, che SON ha riqualificato e rimesso a disposizione della collettività rendendolo parco pubblico.

Il complesso di Cascina San Carlo è realizzato con i più alti standard di prestazione energetica, integrando nel proprio funzionamento lo sfruttamento degli elementi naturali – l’energia del sole e il calore dell’acqua di falda – per diminuire al massimo i propri consumi e ridurre il proprio impatto ambientale.

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La struttura di SON vista dall’esterno

Il cantiere di senso

SON non ha voluto solo costruire delle strutture, ma si è data anche un obiettivo “di senso” in linea con il mandato che il cardinale Carlo Maria Martini ha lasciato alla Casa della Carità quando l’ha istituita. Il proposito è far diventare SON un luogo dove la disabilità può farsi testimone di carità come sorgente evangelica. Lo spirito che anima SON fa proprio anche l’insegnamento di Papa Francesco: la Chiesa che si immerge nel sociale non sia una ONG, bensì l’espressione più autentica della Parola che scopre nei più fragili il volto di Cristo.

Il villaggio di SON sarà così uno spazio di cura e accoglienza, ma anche di preghiera, silenzio, contemplazione e ascolto. Così in questi anni, accanto all’edificazione delle strutture, è stato proposto anche un “cantiere di senso” per quella che si è andata via via configurando come una Accademia della fragilità con iniziative e momenti culturali ispirati proprio all’ultimo periodo di vita del cardinal Martini, quello segnato dalla malattia e dalla debolezza.

Questa Accademia della fragilità si pone l’obiettivo di portare avanti una diversa cultura della disabilità: non un problema da affrontare da soli, ma un’opportunità di ricerca di senso attraverso incontri e relazioni da vivere, amicizia e solidarietà, impegno e promozione di diritti.

Negli anni SON ha già proposto diverse attività, che hanno spaziato da seminari specifici dedicati alla legge sul “Dopo di noi” a incontri e laboratori con studenti fino a momenti di riflessione di natura culturale e spirituale oltre a spettacoli di musica e teatro.

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La struttura di SON

Scopri di più

Leggi la lettera di don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità e tra i soci fondatori di SON, in occasione dell’inaugurazione di “Abitiamo il futuro”. Clicca qui.


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