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UN CENTRO DI ASCOLTO SULLA DISABILITÀ

Da gennaio 2023 SON ha attivato il Centro di ascolto “Ti ascolto per condividere” sul tema della disabilità.

SON – Speranza Oltre Noi è l’ultimo “figlio” nato dal cuore di don Virginio Colmegna che, insieme ad alcune famiglie del territorio milanese, accomunate dalla presenza nel loro nucleo di figli adulti con disabilità, ha voluto realizzare, a pochi passi dalla Casa della Carità, un villaggio per un “abitare solidale” dove sperimentare il “Dopo di noi, durante noi”.

“Abitiamo il futuro”, inaugurato ufficialmente a ottobre 2022, è composto da 6 appartamenti per singoli o nuclei familiari, un appartamento di sollievo e un appartamento per l’autonomia e si sta piano piano popolando. In autunno, si prevede infatti che partiranno anche le attività diurne aperte agli esterni.

A essere già attivo da gennaio 2023 è invece il centro di ascolto “Ti ascolto per condividere”, coordinato da tre volontarie – Elisabetta Cossutta, Carla Gaviraghi e Cristina Sampietro – che abbiamo incontrato per saperne di più su questa esperienza.

Il centro di ascolto: un orecchio rivolto al quartiere

«Il Centro di ascolto è nato come “orecchio” rivolto al quartiere, che SON ha pensato di organizzare perché, nel corso dei 5 anni che hanno preceduto l’avvio del villaggio, già molte persone si erano avvicinate o avevano contattato don Virginio, raccontando la loro esperienza di famiglie con figli con disabilità e i loro bisogni», esordisce Cristina Sampietro.

È nato così il Centro di ascolto “Ti ascolto per condividere”, chiamato così proprio perché vuole essere uno spazio dove le persone possano condividere la propria storia: «Noi diventiamo testimoni di queste storie e queste storie diventano parte di SON», dice ancora Cristina.

Le fa eco Elisabetta Cossutta: «Ci siamo date questo nome perché vogliamo essere un luogo dove mettere in comune le nostre storie e le domande che ci accompagnano quotidianamente. Il nostro compito non è solo raccogliere dati personali e familiari, ma mettere sempre al centro la storia della persona nella sua interezza, come ci ha invitato a fare don Virginio, condividendo ogni narrazione e ponendoci in ascolto del suo contesto familiare e sociale».

I bisogni e le risposte

Ma quali sono i bisogni espressi da chi si rivolge al centro? Ne parla Carla Gaviraghi, che ha messo a disposizione del centro di ascolto la sua esperienza di assistenze sociale: «Ci contattano per lo più genitori anziani, magari anche loro con fragilità, che ci portano la loro fatica a gestire i figli e, soprattutto, a pensare il futuro dei figli quando loro non ci saranno più».

Tra le richieste ci sono anche quelle di capire che cosa è SON, come è organizzata, come queste famiglie possano farne parte: «Tra chi si è rivolto al centro di ascolto siamo riusciti ad attivare diverse risposte, di cui una presso di noi, e, in attesa che partano le attività diurne, al momento abbiamo l’obiettivo di offrire accompagnamento e sostegno. Le richieste di aiuto che ci sono arrivate sono davvero tante e anche solo poter parlare con qualcuno in maniera approfondita è già, per le famiglie, un grande sollievo. Siamo un orecchio sui bisogni del territorio, ci siamo per ascoltare, accogliere e condividere le storie delle persone».

Aggiunge Elisabetta: «In questi mesi in cui centro di ascolto ha operato, ci siamo confrontate con tre tipologie di richiesta. In primo luogo, vi era la ricerca di soluzione abitativa per la persona o il nucleo familiare che ha trovato in SON accoglienza residenziale: là dove per svariati motivi ciò non era realizzabile, abbiamo proposto soluzioni presso altre organizzazioni che conosciamo, magari anche geograficamente più vicine a loro. La nostra idea non è limitarci a dare risposte all’interno della struttura, ma metterci in rete anche con altri. Secondariamente, siamo stati contattati da diverse associazioni desiderose di replicare il progetto “Abitiamo il futuro”, che hanno maggiormente sviluppato le attività diurne, ma non l’aspetto residenziale. Da ultimo, ma non per questo meno importante, abbiamo constatato che il valore del Centro di ascolto è quello di presentare SON come ulteriore risorsa anche per quelle persone che non risiedono in SON ma ne abitano l’idealità. Per esempio, nelle scorse settimane abbiamo costruito un dialogo a più voci con le istituzioni e con la rete che circonda una persona anziana, dai familiari all’amministratore di sostegno, dall’assistente sociale alle realtà residenziali in cui è inserita, potendo così sperimentare che, sedendosi allo stesso tavolo, è possibile costruire un migliore progetto di vita per la persona fragile».

Un ascolto da cui si impara

Il Centro di ascolto è diventato anche uno spazio, per chi anima SON, per imparare qualcosa di nuovo: «Attraverso l’incontro con le persone stiamo anche noi cambiando lo sguardo. Ci stiamo accorgendo che l’alloggio di sollievo, che era pensato per quelle famiglie che non potevano occuparsi dei figli, può diventare anche una risorsa importante, una sorta di palestra, per quelle persone che hanno già delle autonomie e possono svilupparle ulteriormente. In questo modo il centro è cuore pulsante del “durante noi”, che don Virginio ha sempre fortemente voluto per SON, “per traghettare la famiglia verso il dopo», dice per esempio Cristina.

«Ascoltando tante storie e vedendo come lavorano altre persone, sto imparando tantissimo. Per esempio a mettere in pratica anche un “ascolto ad intra”, quindi non rivolto solo all’esterno ma all’interno di SON man mano che si popola», aggiunge Elisabetta.

Conclude Carla: «Sto imparando che, attraverso il nostro aiuto e sostegno, dobbiamo responsabilizzare la persona a trovare le risposte per la propria situazione. Noi l’affianchiamo, la sosteniamo, ma vogliamo che attivi le sue risorse. Vogliamo ricercare insieme la soluzione alla sua situazione. Questo significa un ascolto vero ed empatico».

Approfondisci

  • Il Centro di ascolto “Ti ascolto per condividere”, riceve su appuntamento in modalità mista, presenza oppure online. Per maggiori informazioni e prenotare un appuntamento: ascolto@associazione-son.org.
  • Scopri come alla Casa della Carità si accolgono persone con disabilità e fragilità fisiche. Leggi la storia di Idrissa.
  • Scopri il “cantiere di senso” di SON. Clicca qui.

[In apertura: le famiglie fondatrici di SON con don Virginio Colmegna]


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