Giovedì 2 aprile, sarà mostrato l’esito del laboratorio di Teatro nel sociale “Cartografie di confine”, progettato da 28 giovani artisti della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi insieme alla Casa
Giovedì 2 aprile, la Casa della Carità si apre ancora una volta alla città di Milano, con un’iniziativa molto particolare: “Cartografie di confine”.
Si tratta di un viaggio esperienziale negli spazi della nostra Fondazione, per guardare l’accoglienza dal punto di vista di chi accoglie, ma attraverso il racconto elaborato da 28 giovani artiste e artisti della Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi” di Milano.
Il percorso rappresenta l’esito finale di un laboratorio, parte del Corso di Teatro Partecipato e nel Sociale della Paolo Grassi, durante il quale registe e registi, autrici e autori, attrici e attori, guidati dal regista e docente Paolo Giorgio, hanno abitato la Casa osservandone la vita quotidiana e intervistando operatrici e operatori delle diverse aree, grazie al coordinamento di Alberto Pluda e Serena Pagani, operatori di MigrArte, i laboratori artistici della Casa della Carità.
Da questa esperienza è nato il percorso narrativo e l’esperienza immersiva a cui cittadine e cittadini sono invitati a partecipare.
Cartografie di confine – gli “attraversamenti”
Cartografie di Confine è organizzato per gruppi di 15 persone, che si muoveranno nella casa accompagnati dai giovani artisti della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.
Gli “attraversamenti” si svolgono per turni, con i seguenti orari:
- 16:00
- 16:30
- 17:00
- 17:30
- 21:00
L’iscrizione è obbligatoria. L’orario indica l’inizio del percorso. Chi partecipa deve presentarsi 30 minuti prima per la registrazione. Non si potrà accedere al percorso dopo l’orario di inizio del turno scelto.
Siamo in grado di accogliere?
Cartografie di confine nasce dall’incontro tra la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e la Fondazione Casa della Carità e si inserisce nella volontà della Scuola di portare con sempre maggiore continuità i propri allievi a contatto con la realtà: luoghi, persone, servizi, relazioni e fratture che attraversano la città. È un progetto di lungo periodo dedicato al teatro nel sociale e nello spazio pubblico, sviluppato tra settembre 2025 e aprile 2026.
Parte integrante del Corso di Teatro Partecipato e nel Sociale, il progetto è un laboratorio di sguardo e responsabilità: un’occasione per raccontare la città a partire dalle sue zone di marginalità e dalle sue domande più urgenti, e per aprire lo sguardo dei cittadini attraverso un’operazione artistica che costruisce un ponte tra la Casa della Carità e la città, tra chi presta cura e chi la riceve.
La collaborazione con la Casa si innesta su un rapporto costruito negli anni e lo rafforza: gli studenti sperimentano un lavoro sul campo fatto di ascolto, presenza e restituzione, trasformando materiali reali in un’esperienza teatrale capace di generare attraversamenti e incontri tra mondi che spesso non comunicano.
Il progetto è entrato nel vivo con una prima fase di lavoro, svolta dal 15 al 20 settembre 2025: interviste, momenti di osservazione e giornate di vita comune dentro la Casa. La raccolta dei materiali è stata realizzata da registi e autori del III anno di Regia e Scrittura per lo Spettacolo, guidati dal docente Paolo Giorgio e da Alberto Pluda e Serena Pagani.
Da questo percorso nasce l’apertura finale del laboratorio: un attraversamento della Casa della Carità in cui piccoli gruppi di visitatori vengono accompagnati tra stanze e corridoi, dove incontrano, attraversostorie e frammenti di vita e di lavoro, la complessità di chi oggi “accoglie” come pratica quotidiana. A dare voce, corpo e presenza alle storie elaborate sonoattrici e attori del III Corso di Recitazione.
Visitatrici e visitatori entrano in contatto con le domande concrete che stanno dietro i servizi essenziali e, insieme, con una domanda più ampia che riguarda tutti: siamo in grado di accogliere? Che cosa significa, davvero, accogliere l’altro? E come possiamo farlo meglio, come società?
In questo orizzonte si inserisce anche “La soglia”, un’esperienza immersiva che invita gli spettatori a utilizzare materialmente una delle docce della Casa, dedicate alle persone senza dimora: non un gesto “turistico”, ma un racconto per suoni, parole e immagini che attraversa il corpo, accompagnato dall’acqua che scorre. È un modo per avvicinarsi — almeno sul piano percettivo e immaginario — a quelle vite che sempre più spesso scompaiono dalla vista di chi è integrato nella città, e per interrogare il confine tra presenza e invisibilità.
Cartografie di confine vuole rendere visibili gli invisibili e attivare un dialogo tra sguardi e vissuti diversi: la Casa che si apre, la città che entra, e un’esperienza artistica che trasforma l’incontro in consapevolezza.
Crediti
Un progetto condiviso della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e della Fondazione Casa della Carità “A. Abriani”, ideato e coordinato da Paolo Giorgio, Serena Pagani, Alberto Pluda.
- Paolo Giorgio – Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi: docente del corso di Teatro Partecipato
- Serena Pagani e Alberto Pluda – operatori dei laboratori MigrArte della Casa della Carità: curatela di incontri e interviste, raccolta e condivisione di materiali
- consulenza scientifica di Lorenzo Mosca – psichiatra Casa della Carità
- tecnica Alberto Brusadin
- testi di Giacomo Fava, Santiago Medioli, Leonardo Ravioli, Pietro Ruggero Sanclemente, Annalisa Scopinich – III Corso Scrittura per lo Spettacolo
- regia di Giorgia Azzellini, Giacomo Diegoli, Clémence Jourdan Delmonte, Sara Mino, Pasquale Renella – III Corso Regia
- con Chiara Baccarini, Beatrice Barizza, Pietro Bertoni, Alessia Carkanji, Gaia Curto, Massimiliano Di Giacinto, Jacopo Francesco Fiori, Davide Lo Vecchio, Chiara Maggio, Marta Militello, Silvia Paterlini, Guglielmo Potecchi, Lua Omi Quagliarella, Paulette Genhman Rufin, Maria Spinazzola, Federico Tallon, Pietro Vuolo – III Corso Recitazione
Si ringraziano per il supporto Magnete e Ecate Cultura.
[L’immagine di apertura è di Denise Prandini]