Ecco che cosa ha fatto la Casa della Carità nell’ultimo anno, con le sue attività di accoglienza e cultura.
Accoglienza
Sono state 6.386 (5.486 adulti e 900 minori) le persone aiutate nel 2025 dalla Casa della Carità. Di queste, 481 sono state ospitate nella sede di via Brambilla e in tutte le altre sedi cittadine; 4.371 hanno usufruito dei servizi diurni della Fondazione (centro di ascolto, docce e guardaroba, sportello legale) e 1.673 sono state invece seguite sul territorio.
Il numero complessivo di persone ospitate nel 2025 rimane sugli stessi livelli del 2024 (+3%), con alcune variazioni negative, dovute principalmente alla chiusura di convenzioni specifiche, come nel caso della Tillanzia o di Casa Nido; a fare da contraltare è il numero di persone accolte nel progetto Ospitalità famiglie in emergenza abitativa, che è più che raddoppiato.
In generale, si confermano i trend evidenziati lo scorso anno, per cui quasi la metà dei percorsi intrapresi dagli ospiti all’interno della Casa dura tra 1 e 2 anni, con una riduzione del turnover degli ospiti; percorsi verso l’autonomia più lunghi e complessi confermano drammaticamente l’evoluzione del contesto sociale, economico e culturale in cui la Fondazione opera.
Nel 2025 le attività diurne della Fondazione sono riuscite ad aiutare un numero maggiore di persone rispetto al 2024 (+11%). Il Centro di ascolto, che nel 2024 aveva subito una netta diminuzione del numero di persone accolte per via di una riorganizzazione interna, nel 2025 ha dato aiuto ad un numero lievemente superiore di persone in difficoltà (+3%).
Nel corso del 2025 la maggior parte delle attività sul territorio ha permesso di aiutare un numero di persone sostanzialmente in linea con quello degli ultimi anni. Fanno eccezione gli Sportelli per la residenza anagrafica Residenza-Mi, che hanno visto diminuire il numero di persone aiutate quasi dell’80% rispetto al 2024. Questo perché, alla fine del 2024, il Comune di Milano – titolare della progettualità – ha limitato la possibilità di accedere al servizio solo alle persone effettivamente senza tetto.
Da segnalare la crescita della Scuola di italiano per stranieri, interamente gestita da volontarie e volontari, che ha visto aumentare di oltre il 50% il numero delle persone partecipanti, passate dalle 207 del 2024 alle 323 del 2025, segno di un desiderio crescente di sentirsi parte della comunità, di migliorare la conoscenza dell’italiano per trovare lavoro e per avere una speranza di vivere meglio.
Nel 2025, l’impegno nel favorire l’integrazione e l’inclusione delle persone migranti attraverso l’alfabetizzazione è valso alla Rete Scuole Senza Permesso – che comprende 38 scuole sul territorio di Milano, tra cui la Scuola di italiano della Casa, la civica benemerenza del Comune di Milano, l’Ambrogino d’Oro.

Accademia
Nel 2025, a fronte dello stesso numero di iniziative culturali proposte nell’anno precedente (70) si è assistito ad un incremento del 17% nel numero di partecipanti complessivi (3.974 a fronte di 3.403 del 2024), composti per circa due terzi da un pubblico giovane o adulto e per circa un terzo dai bambini delle scuole primarie e dell’infanzia.
Tra le iniziative dedicate ad un pubblico giovane e adulto, circa la metà riguarda attività culturali sul territorio, poco più di un quarto riguarda attività artistiche e spettacoli e quasi un terzo è dedicato ad attività formative, principalmente a favore di studenti delle scuole secondarie di secondo grado e di alcuni detenuti della Casa circondariale di Milano San Vittore.
Significativo è anche il contributo che la Casa offre al dibattito pubblico, in linea con quanto espresso nella sua mission. Nel 2025 i temi maggiormente affrontati nell’ambito di convegni e tavole rotonde hanno riguardato in modo preponderante il dibattito su migrazioni, salute mentale, fragilità urbana e abitativa, disuguaglianze, identità di genere e diritti di cittadinanza che, prendendo spunto dalla relazione quotidiana con le persone in difficoltà aiutate dalla Fondazione, accompagna da sempre le riflessioni della Casa della Carità e, negli ultimi due anni, anche il lavoro con le fasce più giovani beneficiarie dei progetti culturali.

Approfondisci
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