Tutto ciò che devi sapere sul 5X1000: cos’è, come funziona e come donare

Che cos’è il 5X1000?

Il 5×1000 è la quota di imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPEF) che lo Stato ripartisce alle organizzazioni non profit iscritte agli elenchi dell’Agenzia delle Entrate in base alle scelte espresse dai cittadini al momento della dichiarazione dei redditi.

Destinare il 5×1000 non costa nulla.

Chi può donare il 5×1000

Tutti i contribuenti possono donare il 5×1000.

Il Modello 730, il modello Cu e il Modello Redditi (ex Unico) contengono una sezione dedicata al 5×1000, quindi tutti i contribuenti possono destinare il 5×1000.

Che differenza c’è tra 5×1000, 8×1000 e 2×1000

Le tre quote compaiono insieme nel modello 730, ma hanno finalità e modalità di funzionamento diverse. C’è però un punto fondamentale che le accomuna tutte: non sono tasse aggiuntive, ma percentuali dell’IRPEF già dovuta dal contribuente. In altre parole, scegliere a chi destinare l’8, il 5 o il 2 per mille non comporta alcun costo extra.

  • Nel caso del 5×1000  i cittadini possono scegliere di donare una parte dell’Irpef agli Enti del Terzo Settore (come la Fondazione Casa della Carità), enti della ricerca scientifica, universitaria, sanitaria, al Comune di residenza e alle associazioni sportive dilettantistiche
  • Nel caso dell’8×1000 si può scegliere di donare una parte dell’Irpef a una qualsiasi delle confessioni religiose che hanno raggiunto un accordo con lo Stato italiano
  • Invece, nel caso del 2×1000 si può scegliere di donare una parte dell’Irpef a una delle forze politiche iscritte nello specifico registro e che abbiano fatto richiesta di accedere alla ripartizione

Destinare 5×1000, 8×1000 e 2×1000 non è obbligatorio.

Inoltre, 8×1000, 5×1000 e 2×1000 non sono alternative tra loro: nella stessa dichiarazione è possibile esprimere tutte e tre le scelte contemporaneamente.

A chi si può destinare il 5 per mille 

  • Enti del Terzo Settore, come la Fondazione Casa della Carità, Enti ed organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali, le ONG cioè organizzazioni non governative riconosciute, gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti o accordi, le associazioni di promozione sociale, le associazioni e fondazioni di diritto privato che operano, per esempio, nei settori riguardanti l’assistenza socio-sanitaria, l’istruzione, la beneficenza, la formazione, la tutela del patrimonio storico e artistico, ecc.
  • Enti della ricerca scientifica e dell’università cioè tutti quegli enti che si occupano di ricerca scientifica nei principali settori di sviluppo delle conoscenze.
  • Enti della ricerca sanitaria, cioè tutti quegli enti che svolgono attività di ricerca nel campo della medicina, per esempio per la cura di malattie come il cancro o malattie rare
  • Attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente, che possono essere, per esempio, di assistenza ad anziani, disabili, bambini, ecc.
  • Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, che offrono occasioni di praticare gli sport più diversi a tutte le fasce d’età della popolazione

Come si calcola il 5×1000

Il 5×1000 si calcola sulla base dell’imposta del reddito e il valore di questa quota non è altro che lo 0,5% dell’imposta netta già dovuta allo Stato.

Per sapere a quanto ammonta il proprio 5×1000, basta dividere l’importo della propria imposta sul reddito per 1000 e moltiplicare il risultato per 5.

Formula:

IRPEF netta ÷ 1.000 × 5

Cosa succede se non scelgo di destinare il 5×1000?

Se il cittadino sceglie di non donare il 5×1000, non ne trae alcun vantaggio in termini economici perché quell’importo rimane allo Stato insieme alla restante quota IRPEF che gli viene trattenuta. In pratica, va a finire nelle casse dello Stato insieme al resto delle tasse.