“Il sogno di Faiza. Dal Marocco all’Italia con il calcio nel cuore” è ispirato alla storia di una ragazza marocchina, accolta per alcuni anni alla Casa della Carità.
Milano, 9 marzo 2026 – Come raccontare una storia di immigrazione a bambine e bambini? Come trasmettere i valori dell’accoglienza, della solidarietà e della cura dell’altro, con un linguaggio capace di parlare ai più piccoli? La Casa della Carità ha pensato di farlo realizzando un fumetto, che viene donato ad alunne e alunni delle scuole milanesi con cui collabora o ai bambini che visitano la “Biblioteca del Confine”, la biblioteca che si trova nella sede della Fondazione, in via Francesco Brambilla 10 a Milano.
“Il sogno di Faiza. Dal Marocco all’Italia con il calcio nel cuore” – questo il titolo del fumetto – è stato scritto e disegnato da Alice Micol, giovane diplomata della Scuola Internazionale di Comics – sede di Milano, ed è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Bussone Pisarra.
Il nome della protagonista è di fantasia, ma il suo percorso è ispirato alla storia vera di una ragazza marocchina arrivata a Milano in cerca di lavoro che, rimasta sola e senza un luogo dove vivere, ha chiesto aiuto alla Casa della Carità, dove è stata ospitata per alcuni anni.
Attraverso parole e immagini adatte ai più piccoli, l’obiettivo del fumetto è quello di raccontare loro cosa significa lasciare il proprio Paese in cerca di un futuro migliore, vivere in strada, chiedere aiuto, essere accolti e diventare parte di una nuova comunità. Quella di Faiza è una storia che vuole rappresentare l’esperienza di tante altre persone, che ogni giorno trovano ospitalità, ascolto e aiuto alla Casa della Carità.
A narrare la storia di Faiza è una rondine, scelta per il suo essere un uccello migratore, ma allo stesso tempo familiare. Un tempo le rondini erano una presenza comune sotto i tetti delle case milanesi, e anche se oggi è sempre più raro vederle nella nostra città, la loro figura è ancora capace di evocare l’idea di casa, di viaggio e di ritorno.
Dice Cecilia Trotto, responsabile Settore Cultura della Casa della Carità: «Parlare di questi temi anche a un pubblico così giovane significa fornire qualche strumento in più, qualche storia concreta intesa come esperienza, che consenta di comprendere meglio la realtà che già di per sé molti bambini e bambine vivono a scuola e nel proprio circuito sociale. Le scuole con cui collaboriamo sono tutte un modello concreto di convivenza tra culture, lingue e provenienze differenti, spesso però sono ancora bisognose di uno spazio di dialogo sulla diversità linguistica e culturale e di una valorizzazione di questa molteplicità come opportunità. Faiza e il suo racconto, così come gli incontri con gli operatori della Casa, le letture multilingue in biblioteca sono frutto di un bisogno che è nato proprio dal nostro pubblico più giovane, dagli insegnanti e dalle famiglie».
Aggiunge Chiara Mazzucco, bibliotecaria della Biblioteca del Confine: «L’idea del fumetto è nata dal bisogno di semplificare e rendere accessibile a bambine e bambini, ragazze e ragazzi delle scuole con le quali interagiamo, il racconto di quello che succede ogni giorno nella nostra Casa, accompagnando passo dopo passo alla scoperta delle persone, delle attività e dei valori che segnano il nostro operare.
Il fumetto rappresenta uno strumento immediato e coinvolgente, capace di spiegare in modo chiaro i servizi che la Casa offre alle persone accolte e a chiunque si trovi in un momento di difficoltà. Viene presentato alle varie fasce d’età in momenti dedicati alla scoperta della Casa, coinvolgendo anche le famiglie, dando vita a occasioni di confronto e condivisione, non solo a scuola ma anche a casa, sui temi dell’accoglienza, dell’aiuto e della solidarietà».
Insieme alle tavole, sono proposti dei giochi – adatti a due diverse fasce di età – che aiutano ad approfondire la storia e i temi che vengono raccontati. Anche questi sono stati disegnati da Alice Micol, che a proposito del suo lavoro, spiega: «Lavorare con la Casa della Carità è stato davvero emozionante: non capita spesso di raccontare la realtà di un centro di accoglienza. Mi sono approcciata alla storia di Faiza con delicatezza, cercando di rispettarla e di restituire il senso di speranza. Sapendo che il fumetto è indirizzato a bambine e bambini, ho usato un tono tenero e accessibile, cercando di non semplificare troppo i momenti più difficili. Spero che questo racconto possa far conoscere il lavoro della Casa della Carità a più persone possibile».
Aggiungono dalla Scuola Internazionale di Comics: «Da alcuni anni la nostra scuola propone ai suoi studenti opportunità lavorative per introdurli nel settore per il quale si sono preparati. Mantenendo valori come l’affidabilità, la fiducia e la dedizione al lavoro come base su cui fondare il progetto, l’obiettivo è quello di strutturare un sistema equilibrato, che possa potenziare le ambizioni dei nostri clienti. Nel progetto realizzato per e in collaborazione con la Casa della Carità ci siamo immersi nei racconti e nell’esperienza della Casa, che abbiamo poi raccontato nel fumetto. La delicatezza e la cura delle pagine è stata interpretata da Alice che, oltre al suo talento oggettivo, ha saputo far tesoro dei valori trasmessi dalla Scuola».