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Il bilancio di sostenibilità: per chi e perché

9 giugno 2015

Il secondo appuntamento con "Idee per un no profit sostenibile". Tutto quel che c'è da sapere sullo strumento del bilancio di sostenibilità spiegato da Eugenia Montagnini di Excursus

 


Che cos’è un Bilancio di Sostenibilità?

I freddi numeri non sono in grado, da soli, di raccontare l'intero operato di un'organizzazione. Per questo, da parecchi anni, si avverte l’esigenza di accostare al bilancio economico altri strumenti (reportistica sociale) che possano raccontare la vita di un’organizzazione nella sua complessità, anche attraverso processi non misurabili ma significativi per la sua missione. Il Bilancio di Sostenibilità - BS (definizione che ha ormai preso il posto di bilancio sociale) dunque è uno strumento (ma anche un processo) attraverso il quale raccontare un anno di vita di un’organizzazione, mettendone in evidenza la sua sostenibilità sociale, ambientale ed economica, in relazione al contesto in cui si colloca, alla rete di relazioni sviluppate e agli stakeholder incrociati.

Perché un'organizzazione no profit dovrebbe investire tempo e risorse, troppo spesso limitati, per redigere un BS?
Il mondo del no profit è un mondo dove il limite dei numeri è evidente e la potenza delle relazioni, che sfuggono alla contabilità, fortissima. A volte i ritmi incalzanti e le emergenze, sempre in agguato, rendono difficile prendersi del tempo per guardarsi dentro, per comunicare efficacemente verso l’esterno ciò che si fa e ciò che si è, per interconnettere le tante parti di un’organizzazione. Il BS diventa così un’occasione preziosa per il no profit per sistematizzare al meglio 
la propria realtà e valorizzarla. E sempre più il BS è un biglietto da visita per avviare processi di internazionalizzazione.

Da dove si comincia?
La mappa degli stakeholder è sicuramente un buon punto di partenza. Suggerisco di mettersi intorno a un tavolo e di disegnarla: la visualizzazione è sempre molto utile e permette, da un anno all’altro, di cogliere immediatamente le trasformazioni dell’organizzazione. Gli stakeholder sono sempre numerosi e sempre più di quanti ci si possa immaginare. Mapparli tutti è un esercizio indispensabile per valutare quanto effettivamente vengano coinvolti e valorizzati e, potenzialmente, quanti altri potrebbe essere raggiunti attraverso le tante azioni e progettualità dell’organizzazione.

Una volta realizzato il BS, quanto è importante comunicarlo all'esterno, soprattutto in questi tempi scandali e diffidenza nei confronti del terzo settore?
La comunicazione verso l’esterno è strategica; deve quindi essere l’occasione sia per implementare e rafforzare le reti di collaborazione dell’organizzazione sia per raccogliere ciò che all’esterno si pensa di essa e del suo operato. Tutto ciò sempre nell’ottica di crescere e migliorare. La comunicazione verso l’esterno però non è sufficiente. Ciò che fa la differenza fra un ottimo e un mediocre BS è che a questa deve essere affiancata anche da un’azione capillare di comunicazione all’interno dell’organizzazione. Il BS è così un processo attraverso il quale ascoltare, ascoltarsi ed essere ascoltati. E non solo uno strumento per raccontarsi, così come viene interpretato sterilmen
te da alcuni grandi realtà.

 


Excursus crea spazi di formazione partecipata, di consulenza alle organizzazioni e di ricerca azione. Il metodo dell’ascolto e quello della valutazione, così come gli strumenti attivi utilizzati,
sono finalizzati alla valorizzazione di ciascuna persona nel contesto di riferimento.

Excursus si rivolge alle organizzazioni del mondo del lavoro (pubbliche amministrazioni, profit e no profit)
e del volontariato e alle persone che operano al loro interno.

 
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