La Casa della Carità è tra i luoghi che partecipano al “Progetto ATM – Azione Teatro Mamma” di Ditta Gioco Fiaba, proponendo attività e letture per mamme e bambini
“ATM – Azione Teatro Mamma!” è un progetto di teatro, cultura e formazione, ideato dalla compagnia di teatro per piccoli e piccolissimi Ditta Gioco Fiaba, che ha sede nel quartiere Adriano, lo stesso della Casa della Carità.
Il progetto è dedicato alle mamme e alle famiglie con bambine e bambini dai 18 mesi ai 4 anni e prevede spettacoli e letture mirate per i piccolissimi, incontri di formazione e momenti di riflessione, ma anche semplici occasioni per stare insieme, che guardano al divenire genitori e ai primi anni di vita di bambine e bambini come a un periodo meraviglioso, ma anche faticoso.
Anche la Casa della Carità, con la sua Biblioteca del Confine, è coinvolta nel progetto che si svolge da aprile a ottobre 2026, in diversi spazi della città.
Lo scoiattolo Gillo
Da diversi anni, la Casa della Carità ospita le avventure dello Scoiattolo Gillo, serie di spettacoli teatrali pensati per i piccolissimi (dai 18 mesi ai 4 anni) da Ditta Gioco Fiaba.
L’utilizzo di mimo, suoni onomatopeici, immagini gioco tridimensionali e agibili, la partecipazione dei bambini attraverso il tatto e il movimento, sono gli strumenti di questi spettacoli speciali creati per il pubblico dei piccoli e adatti ad essere vissuti insieme a tutta la famiglia.
Ogni rappresentazione è conclusa da un momento di gioco guidato, nel quale i bimbi agiscono in prima persona servendosi di ingredienti “a prova di assaggio” di volta in volta diversi, a seconda della storia raccontata.
L’esperienza dura circa un’ora e accoglie i piccoli spettatori in uno spazio morbido appositamente pensato per le loro esigenze.
Laboratori di art counseling
Nell’ambito del progetto ATM, la Biblioteca del confine ospita dei laboratori espressivi di art-counseling, a cura di ASPIC Milano con la counselor Alessia Villa, pensati per offrire alle neo-mamme uno spazio di ascolto, creatività e condivisione.
Accanto alla gioia di diventare madre, molte donne attraversano infatti vissuti di fatica, solitudine, frammentazione o smarrimento, spesso poco nominati e scarsamente riconosciuti nel contesto sociale.
Il progetto nasce dal desiderio di creare un contesto accogliente in cui le partecipanti possano ritrovarsi come madri, ma anche come donne e persone, dando spazio a ciò che sentono, a ciò che stanno diventando e a ciò che di sé desiderano custodire o ritrovare.
Attraverso attività creative, lavoro simbolico, momenti di parola e condivisione in gruppo, il percorso accompagna le partecipanti in un processo graduale di riappropriazione di sé.
Percorso in tre incontri “La mia casa nella maternità”
Percorso di tre incontri creativi rivolto a neomamme con bambini da 1 a 3 anni, pensato per offrire uno spazio di ascolto, espressione e condivisione intorno all’esperienza della maternità.
Attraverso il linguaggio creativo, simbolico e relazionale, le partecipanti sono accompagnate a esplorare la propria maternità come una casa: un luogo interiore fatto di fondamenta, stanze, confini, aperture, vuoti, luci e possibilità.
Ogni incontro rappresenta una tappa di questo lavoro e conduce progressivamente alla realizzazione di una casa simbolica personale.
Le case create dalle partecipanti confluiscono infine in un’installazione collettiva, un quartiere di case di mamme, che restituisce pubblicamente una narrazione della maternità autentica e condivisa.
L’installazione racconta la maternità da dentro, nei vissuti intimi e invisibili; da fuori, nelle immagini sociali, nelle aspettative e negli sguardi; e nella relazione, nello spazio di vicinanza, riconoscimento e appartenenza che si crea tra donne.
Il progetto intende così riconoscere la maternità non come esperienza privata e alienante, ma come esperienza profondamente umana, sociale e relazionale, che merita voce, forma e presenza nello spazio pubblico.
Incontro 1. (15.09.2026) – Le fondamenta
Un primo incontro dedicato a ciò che sostiene e a ciò che manca: bisogni, appoggi, fatiche, risorse, senso di sicurezza.
Qui le mamme iniziano a interrogarsi su quali siano le basi della propria casa nella maternità.
Incontro 2.(29.09.2026) – Le stanze di me
Un incontro dedicato alle diverse parti di sé che abitano l’esperienza materna: la madre, la donna, la persona, le parti visibili e quelle nascoste, gli spazi pieni e quelli lasciati vuoti.
Incontro 3.(13.10.2026) – La luce da dentro e la luce da fuori
Un incontro conclusivo in cui dare forma alla propria casa simbolica, integrando ciò che è emerso nel percorso: ferite, risorse, desideri, aperture, possibilità.
In questa fase si costruisce anche il passaggio dalla casa individuale al quartiere collettivo.
Installazione finale (18.10.2026) – Il quartiere delle case delle mamme
L’esito conclusivo del progetto è un’installazione collettiva composta dalle case realizzate dalle partecipanti.
Ogni casa conserva la propria unicità, ma si colloca accanto alle altre in uno spazio comune, formando un quartiere simbolico, che rappresenta:
- la maternità da dentro, nei vissuti interiori e personali
- la maternità da fuori, negli sguardi, nelle immagini sociali, nelle aspettative
- la maternità nella relazione, come esperienza che ha bisogno di prossimità, riconoscimento, legami e comunità
Per informazioni: info@dittagiocofiaba.com