Nel 2025 la Casa della Carità ha avviato il suo primo percorso strutturato di valutazione di impatto sociale, ponendo al centro i percorsi di cambiamento attivati grazie alla sua azione

Nel 2025 la Casa della Carità ha avviato il suo primo percorso strutturato di valutazione di impatto sociale, affiancata da Open Impact Srl, spin-off di ricerca dell’Università Bicocca di Milano specializzato nella misurazione, valutazione e gestione dell’impatto sociale.

Si tratta di un passo significativo nel percorso di rendicontazione della Fondazione, perché, attraverso un approccio metodologico integrato, la valutazione di impatto sociale consente di superare una lettura focalizzata sui volumi di servizio erogati, mettendo invece al centro i percorsi di cambiamento attivati grazie all’azione della Casa.

Oggetto della valutazione

Oggetto di questa prima valutazione di impatto sociale non è stata la totalità delle attività portate avanti dalla Fondazione, ma due ambiti specifici, relativi ad accoglienza e cultura.

Per quanto riguarda l’accoglienza, l’analisi ha preso in considerazione solo le persone che sono entrate in contatto con la Casa attraverso docce e guardaroba e per le quali questi servizi a bassa soglia hanno rappresentato un primo punto di aggancio relazionale, a partire dal quale sono stati attivati percorsi successivi di orientamento, accompagnamento o presa in carico.

Questi percorsi di “secondo livello” rispondono a bisogni più articolati e richiedono una presa in carico più strutturata e sono svolti, per esempio, dallo sportello di tutela legale e dai servizi di cura della salute.

Per una quota più limitata di persone, il percorso si sviluppa ulteriormente nell’ospitalità residenziale, che rappresenta il livello più intensivo di intervento.

Il secondo ambito di intervento su cui si è concentrata la valutazione sono i progetti culturali ed educativi della Fondazione. In particolare:

  • Oggi leggo da protagonista, realizzato con i nidi e le scuole dell’infanzia del territorio
  • Pagine di Libertà, realizzato con il liceo “Cremona” di Milano e la Casa Circondariale di San Vittore
  • Società di Lettura, realizzato con il liceo “Volta” di Milano e la Casa Circondariale di San Vittore
  • Diversità e diritti: una risorsa comune, realizzato con diversi istituti superiori milanesi

Valutazioni

Questa prima valutazione di impatto sociale ha permesso alla Fondazione di capire non solo quante persone sono state raggiunte con le attività sociali e culturali prese in considerazione, ma soprattutto quali cambiamenti la Casa ha contribuito a generare nelle loro vite.

Il risultato più importante è che il valore della Fondazione non risiede solo nei servizi offerti, ma nelle relazioni di fiducia costruite con le persone. È proprio questa relazione che rende possibile accompagnarle, passo dopo passo, verso percorsi di salute, tutela dei diritti, autonomia e inclusione.

Delle 1.273 persone che sono entrate in contatto con la Casa della Carità tramite docce e guardaroba, 246 sono state anche seguite dallo sportello legale e 124 dai servizi sanitari; 8 sono state accolte dall’ospitalità residenziale.

Questi dati sono parzialmente sovrapposti, ma la sequenza è indicativa: ogni livello successivo raggiunge un numero inferiore di persone, ma con un’intensità di intervento e un potenziale di cambiamento crescenti. Per esempio, delle 124 persone seguite dai servizi di cura, 37 hanno avuto l’indicazione di un percorso terapeutico; di queste, 34 vi hanno aderito totalmente o in parte. L’aderenza terapeutica è un indicatore di qualità dell’intervento molto significativo per una popolazione in condizioni di fragilità estrema: mantenere continuità in un percorso di cura richiede un livello di fiducia e stabilità relazionale che non si costruisce in un singolo accesso al servizio.

Anche i progetti culturali ed educativi hanno mostrato risultati significativi: i partecipanti hanno dichiarato di sentirsi accolti, coinvolti e parte di una comunità, sviluppando competenze personali e relazionali che vanno oltre le singole attività.

La valutazione evidenzia inoltre il valore del lavoro in rete con il territorio: 30 organizzazioni collaborano stabilmente con la Fondazione, contribuendo a costruire interventi più efficaci e duraturi.

Nel complesso, l’analisi conferma che l’impatto della Casa della Carità nasce dalla capacità di mettere in relazione persone, servizi e comunità.

Il modello usato per valutare l’impatto sociale prende in considerazione 6 grandi aree di outcome, suddivise in 17 risultati attesi e misurate attraverso 25 indicatori. La struttura riflette la doppia natura dell’intervento: da un lato i servizi di accoglienza, dall’altro le attività culturali ed educative; alcune aree attraversano entrambe le linee di intervento e ne misurano l’impatto in modo integrato:

infografica valutazione impatto sociale

Il Social Return On Investment (SROI)

L’analisi SROI (Social Return on Investment) rappresenta l’ultimo passaggio del percorso di valutazione d’impatto e ha l’obiettivo di quantificare il valore sociale generato dall’intervento, traducendo in termini monetari i cambiamenti osservati nei beneficiari e nel contesto. Non si tratta di un bilancio economico, né di una misura di redditività: è uno strumento analitico che permette di rispondere a una domanda concreta – quanto vale, per la società, ciò che la Fondazione Casa della Carità produce ogni anno?

Il risultato complessivo relativo alle aree prese in considerazione per questa prima limitata valutazione di impatto sociale restituisce una ratio di 2,22 e indica che per ogni euro investito dalla Casa della Carità vengono generati €2,22 di valore sociale stimato.