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Casa della Carità
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Ridiamo voce all'umanità

Giovedì 26 luglio si è svolta in Casa della carità una serata di riflessione molto partecipata. Per tutta l'estate la cappella della Casa sarà aperta a quanti vorranno fermarsi per un momento di silenzio o preghiera, o lasciare il loro messaggio per non dimenticare i nomi e i volti cancellati dal mare.

Leggi l'articolo che Avvenire Milano ha dedicato all'iniziativa "Ridiamo voce all'umanità"
 
 
Leggi il messaggio di don Virginio


Cari tutti,

So che questo è per voi un periodo di giusto riposto, ma mi permetto di scrivervi, perché avverto che non è più possibile continuare a operare, incontrare le persone, dare ospitalità, organizzare risposte ai bisogni di tanti, senza testimoniare anche culturalmente la nostra obiezione di coscienza alla crescente indifferenza verso la sorte dei tanti migranti che tentano di raggiungere l’Europa, spesso a costo della loro vita.
Ogni giorno leggiamo e ascoltiamo notizie sconfortanti, che ci restituiscono egoismi e chiusure e, spesso, anche un orgoglio follemente vendicativo verso chi nel nostro continente cerca salvezza, protezione, futuro. Se tanta gente comune, se tanti giovani si fanno attrarre dal rancore che avvinghia la paura, ci si deve chiedere perché e dobbiamo, senza colpevolizzazioni, prenderci la nostra responsabilità. 
Vorrei condividere con voi la mia preoccupazione per questo clima, ma anche la necessità di far scaturire da qui un’energia politica di non rassegnazione. So bene che mancano leggi adeguate e una Politica capace di dare al fenomeno migratorio risposte razionali e rispettose dei diritti umani. Ma la base, il fondamento da cui partire è per noi l’umanità. Serve, lo abbiamo detto tante volte, un cambiamento culturale; una conversione strategica che consenta di cambiare lo sguardo sul perché tanti uomini, donne e bambini fuggono dalla loro realtà e chiedono ospitalità, consegnandosi a torturatori, saccheggiatori di umanità e persino alla possibilità di morire, pur di lasciare violenze e fame. Questi uomini, queste donne, questi bambini con i loro corpi diventano Parola vissuta delle ingiustizie, della responsabilità di noi europei.
E allora non possiamo continuare a operare senza fare gesti e scelte, certamente simboliche, ma che testimoniano, anche attraverso l’intensità dei sentimenti, la nostra opposizione a questo degrado che ferisce il nostro essere, prima di tutto, umani. Condividiamo quindi gli appelli a non tacere, dall’invito al digiuno di padre Zanotelli alla lettera dei 100 teologi che chiedono ai vescovi italiani un intervento che richiami “l’inconciliabilità profonda tra razzismo e cristianesimo”. Sono tanti piccoli segnali, a volte nascosti e vissuti con la modesta fragilità del nostro operare, ma sono un segno che alimenta quella interiorità che sconfigge la rassegnazione. 
Per questo vi invito a fare insieme un gesto forte, anche simbolicamente capace di ridisegnare una nostra obiezione di coscienza. Come sapete, da qualche settimana la cappella al secondo piano della Casa della carità è diventata un luogo di memoria e riflessione, dove chiunque non voglia arrendersi all’indifferenza può sostare per un momento di silenzio, oppure lasciare un pensiero per non dimenticare i nomi e le storie cancellate dal mare.

Don Virginio

Per informazioni: [email protected]

E' possibile lasciare un pensiero, un disegno, uno scritto sul libro "Per non dimenticare", che si trova sul leggio in cappella.
 
 

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