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In visita alla Casa della carità il nuovo sindaco di Betlemme

12 dicembre 2012

Vera Baboun è la prima donna ad avere ottenuto questa carica. Cristiana, madre di cinque figli, con una lunga esperienza nel sociale, ha incontrato i responsabili della nostra fondazione per capire quali collaborazioni si potrebbero iniziare

Vera Baboun è una donna forte. Per lei parla il suo sguardo, attento e fiero. Ma anche la sua storia e, soprattutto, la carica che da alcune settimane ricopre, quella di sindaco di Betlemme. È la prima donna a prendersi questa responsabilità in una comunità “conservatrice e patriarcale”, come lei stessa l'ha definita, in un'intervista a pochi giorni dalle elezioni vinte dalla sua lista di Al Fatah a fine ottobre.

Lunedì, a Milano per via del gemellaggio che lega la sua città al capoluogo lombardo, è venuta in visita alla nostra fondazione. Il presidente don Virginio Colmegna l'ha guidata per i locali della sede di via Brambilla e le ha illustrato le attività della Casa, lei ha fatto domande, ha espresso la sua ammirazione per alcuni progetti (come la Biblioteca del Confine e il SOUQ Centro Studi Sofferenza Urbana) e si è intrattenuta a parlare con alcuni giovani ospiti direttamente in arabo. Quello del 10 dicembre, però, non è stato il primo incontro di Vera Baboun con la Casa della carità.

Ad inizio novembre, una nostra delegazione, in Terra Santa per un viaggio-pellegrinaggio di cinque giorni, l'aveva conosciuta a Betlemme. Qui, il sindaco aveva partecipato ad un incontro insieme a padre Ibrahim Faltas (nella foto sopra) sulla situazione della sua città e della sua terra. “Spesso noi palestinesi – aveva spiegato – vediamo i pellegrini come un corpo che entra ed esce dalla nostra vita con grande velocità. Questo incontro invece è diverso: a Betlemme bisogna toccare la pietra dove è nato Gesù Cristo all'interno della Basilica della natività, ma anche toccare con mano la realtà non facile che viviamo ogni giorno”.

Un dialogo che è idealmente continuato a Milano dove Baboun ha incontrato anche il sindaco Giuliano Pisapia e il vice sindaco Maria Grazia Guida, che aveva partecipato anche lei al viaggio della Casa in Terra Santa.

Seduti intorno al grande tavolo della Biblioteca del Confine, i responsabili della nostra fondazione hanno discusso con il sindaco di Betlemme di scambi e collaborazioni tra le due realtà, scoprendo tutta l'esperienza nel campo del sociale del nuovo primo cittadino palestinese. Di fede cristiana (come voluto da Yasser Arafat nel 1997) vedova e madre di cinque figli, Vera Baboun non è una politica di professione: nel corso della sua vita è stata insegnante elementare, dottoranda all'Università ebraica di Gerusalemme e poi professoressa associata all'Università di Betlemme per oltre 20 anni.

Impegnata in favore dei diritti delle donne e contro la discriminazione, è attualmente presidente del Guidance and Training Center for the Child and Family (GTC). Organizzazione non governativa nata nel 1994, il GTC ha sede a Betlemme e si occupa in maniera ampia e qualificata di problemi di salute mentale, con molti punti in comune con lo stile e i progetti della Casa della carità.

“Senza dubbio  il vostro operato – ha dichiarato Baboun al termine della visita – fa intravvedere che la sofferenza urbana è presente in molti luoghi della nostra contemporaneità con le sue molteplici sfaccettature. È la sofferenza della modernità e delle post modernità che viviamo e, in quanto essere umani inseriti nel nostro tempo, dobbiamo sfruttare tutte le occasioni di collaborazione tra realtà impegnate in questo ambito. Bisogna prendersi cura delle persone che ne soffrono, ma soprattutto bisogna prevenire la sofferenza”. 

 

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