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Casa della Carità
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Per motivi di riservatezza, la foto non ritrae Gabriel, ma è uno scatto realizzato durante l'accoglienza profughi in auditorium
 

Lasciare la propria famiglia, il proprio paese in cerca di futuro e speranza è la storia che accomuna molti giovani che ogni giorno arrivano sulle coste dell’Europa. Oggi ti raccontiamo la storia di Gabriel, che ha 30 anni ed è fuggito da una zona molto povera della Nigeria, lasciando i genitori e i fratelli più piccoli.

IL VIAGGIO
Il suo viaggio è stato denso di pericoli. Ha lasciato la Nigeria insieme ad alcuni amici; hanno attraversato il deserto, ma molti di loro sono morti lì, dopo essere impazziti a causa del caldo e della sete, dell'assenza di speranza. 
Durante il tragitto, Gabriel è stato aggredito e ferito a un braccio. Purtroppo non è mai riuscito a curarlo in modo adeguato e una volta raggiunta la Libia è stato rinchiuso nelle sue terribili carceri, dove ha subito torture e umiliazioni.

L’ARRIVO IN ITALIA E ALLA CASA DELLA CARITÀ
Arrivare sulle coste dell'Italia, per Gabriel è stato l'avverarsi di un sogno: dopo tante fatiche e sofferenze, finalmente poteva sperare di ricostruirsi una vita, un futuro migliore e soprattutto iniziare ad aiutare la famiglia rimasta in Nigeria.
Quando è stato accolto alla Casa della carità, aveva uno sguardo stanco e il suo volto era segnato dal viaggio e dalle torture subite. Ci ha messo molto tempo prima di riuscire a raccontarci la sua storia, perché ripercorrere il viaggio, rivivere le umiliazioni e le torture, era per lui motivo di grande sofferenza e sconforto.

COSA È SUCCESSO IN ITALIA
Attraverso l’ufficio di tutela legale della Casa, è stata fatta la domanda d’asilo, ma purtroppo ha ricevuto un diniego, l'ennesimo rifiuto dopo tutte le sofferenze. È stato fatto ricorso e siamo in attesa di una risposta. 
Se dovesse ricevere nuovamente esito negativo, Gabriel rischia di essere rimpatriato e tutti i suoi sforzi e le sue sofferenze saranno stati vani; speriamo con tutto il cuore che questo non succeda, per lui sarebbe un colpo terribile.
Mentre aspettiamo l'esito del ricorso, ci stiamo prendendo cura del suo braccio, ha bisogno di fare molta fisioterapia e speriamo possa ritornare a utilizzarlo al meglio.

COSA PUOI FARE PER GABRIEL?
C'è ancora tanto da fare per Gabriel! 
Ha bisogno di essere seguito per superare i suoi traumi psichici e fisici e dobbiamo sostenerlo in questo momento di incertezza mentre attendiamo una risposta alla sua domanda di asilo.
Scegli di essere accanto a Gabriel.
Scegli di aiutarci ad accogliere bene le persone che bussano ogni giorno alla nostra porta: donne e uomini che chiedono di essere accolti,sostenuti, ascoltati, amati.

Dobbiamo essere al loro fianco ogni giorno, oltre il muro, oltre la paura.
Hanno bisogno di te ora!

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Puoi versare il tuo contributo a:
Fondazione Casa della carità "Angelo Abriani" ONLUS


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