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Casa della Carità
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Diana e il tempo per So-Stare

Diana non vuole più sentirsi sola, ha 33 anni e una vita passata in mezzo a persone che non le hanno mai voluto bene. Quando è arrivata alla Casa della carità, era persa e senza punti di riferimento.

LA STORIA DI DIANA
Diana ha avuto un’infanzia difficile. Abbandonata dai genitori, è stata cresciuta da una nonna troppo apprensiva che non la lasciava giocare con gli altri bambini.

Quando la nonna è morta, si è ritrovata a vivere in una grande casa senza nessuno. Era priva di punti di riferimento. Aveva lasciato la sua casa perché si sentiva molto sola, e aveva iniziato a farsi ospitare nelle case di alcune persone che lei chiamava "amici".

Nessuno si è mai accorto del grave disagio psichico con cui Diana conviveva, o forse è stato più facile non vederlo, come spesso accade di fronte a persone con un disturbo così delicato e così complesso da accettare.

A un certo punto, Diana si è allontanata da questi amici interessati e per un periodo ha vissuto in comunità, poi sui treni, facendo amicizia con persone che conosceva poco e che agivano solo nel loro interesse personale. Molti l'hanno imbrogliata e illusa!


L'ARRIVO ALLA CASA DELLA CARIT
À E LA COMUNITÀ SO-STARE
Quando Diana è arrivata alla Casa della carità, con un po’di vergogna e paura ci ha raccontato la sua storia. Era spaventatissima, persa nei suoi problemi e nelle sue fragilità, non sapeva più come fare a ricominciare a vivere una vita normale, aveva perso completamente la speranza.
Tutto quello che aveva vissuto l'aveva portata a non sapere più di chi fidarsi, a chiudersi in se stessa e ad avere paura delle persone.

Le educatrici e le psichiatre l'hanno accolta a So-Stare, una piccola casa all’interno della Casa della carità dove sono ospitate persone con disagi psichici. A So-Stare si impara a stare con se stessi e con gli altri, ci si prende cura degli spazi comuni e ognuno tiene ordinata la sua stanza, si cucina con i volontari e ogni tanto si organizzano delle uscite per conoscere la città di Milano e per visitare posti nuovi.

A So-Stare si impara ad accettare i propri limiti, a convivere con le proprie fragilità e a vincere le proprie paure giorno dopo giorno. Se si cade, ci si rialza insieme, senza spaventarsi e senza mettersi "a correre", perché a So-Stare non c'è fretta, ciascuno ritrova la propria autonomia nel tempo a lui necessario.

So-Stare è uno spazio raccolto, dove è possibile fermarsi il tempo necessario per riprendere in mano la propria vita, ma non è uno spazio chiuso! Le porte a So-Stare sono aperte e le persone possono uscire, conoscere gli altri ospiti della casa e lo staff!

Perché le persone con disagio psichico non vanno isolate, ma vanno invitate a costruirsi una rete sana, a vivere in mezzo agli altri, proprio come sosteneva Basaglia, l’ideatore della legge rivoluzionaria che ha abbattuto le porte degli ospedali psichiatrici, della quale il 13 maggio ricorre il 40° anniversario dall’approvazione.

AIUTA DIANA E TUTTE LE PERSONE ACCOLTE A SO-STARE
Grazie alle educatrici, Iole e Chiara, alle psichiatre e alla sua forza di volontà, Diana sta ricominciando a prendere in mano la sua vita, perché vuole avere presto una casa tutta sua. Sa che qui non potrà fermarsi per sempre, ma soffre ancora tantissimo e ha bisogno del vostro aiuto.

Per tutto il tempo che Diana si fermerà a So-Stare, vogliamo essere la sua famiglia nell’insegnarle ogni giorno a prendersi cura di se stessa, superando il trauma dell'abbandono e a costruire intorno a lei una rete di relazioni con persone affidabili.

A So-Stare, oltre a Diana, sono ospitate altre 9 persone con disagio psichico.
Sostieni questa piccola casa all’interno della Casa della carità e accompagna verso una vita autonoma Diana e tutte le persone ospitate.


DONA AGLI OSPITI DELLA COMUNITÀ SO-STARE
DELLA CASA DELLA CARITÀ UN FUTURO MIGLIORE!

 
 
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