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Controlli in Stazione Centrale, gli interrogativi della Casa della carità

3 maggio 2017

Le dichiarazioni del nostro presidente don Virginio Colmegna all'indomani del servizio straordinario di prevenzione e controllo della Polizia avvenuto a Milano martedì 2 maggio

I controlli avvenuti il 2 maggio nei pressi della Stazione Centrale, le modalità con cui sono stati realizzati e le persone che ne sono state oggetto ci spingono a interrogarci come Casa della carità”, dichiara don Virginio Colmegna, all’indomani del servizio straordinario di prevenzione e controllo della Polizia avvenuto a Milano.

“A fronte dei risultati finora resi pubblici, ci chiediamo: questo imponente dispiegamento di forze che cosa ci dice? Ci conferma qualcosa che già sapevamo: il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, ad oggi, nonostante gli sforzi di Milano, non funziona come dovrebbe e a farne le spese sono, innanzitutto, i cittadini stranieri, ma anche l’intera collettività a causa di degrado, insicurezza (reale o percepita) e scarsa coesione sociale. Ci dice anche che le risorse pubbliche potrebbero essere utilizzate in maniera diversa e migliore per risolvere questo problema”, aggiunge il presidente della Fondazione di via Brambilla. 

“La libertà e la sicurezza dei cittadini - continua don Colmegna - sono fondamentali, ma affinché siano veramente garantite, occorre andare alla radice dei problemi. E qui stiamo parlando di questioni politiche e sociali profonde e cruciali, non di mero ordine pubblico. In quest’ottica, mi auguro che la marcia del 20 maggio sia un momento che serva a ragionare anche su queste dinamiche, a cominciare dalla normativa Bossi-Fini che è urgente cambiare, come chiediamo con 'Ero Straniero - L’umanità che fa bene'”. 

"È una campagna promossa dalla Casa della carità insieme a Radicali Italiani, ACLI, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto e CILD alla quale stanno aderendo molte realtà impegnate sul fronte dell’immigrazione, tra cui Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Refugees Welcome Italia, Sant'Egidio e Naga, solo per citarne alcune, e che ha il supporto di un'ampia rete che conta già 100 sindaci. L'iniziativa propone una nuova legge sull’immigrazione, che vuole unificare l’accoglienza nel sistema SPRAR, che vuole adeguare la legislazione in tema di cittadinanza e che stabilisce precise modalità di ingresso dei migranti e di contrasto alle irregolarità”.

“Alcuni esponenti politici hanno commentato l’operazione di ieri con toni xenofobi e rancorosi dicendo che di questa gente non c’è bisogno. Noi vogliamo dire il contrario: il nostro Paese ha bisogno di cittadini stranieri, a livello demografico, occupazionale e previdenziale, innanzitutto. Per questo - conclude il presidente della Fondazione - noi siamo per governare i flussi migratori, senza negare le difficoltà, ma partendo dal rispetto dei diritti”.

 
 

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