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Due anni di Salute senza frontiere

Il servizio di consulenza socio-sanitaria di NIW, attivo a Cologno Monzese, ha assistito oltre duecento persone

13 marzo 2020 

Compie due anni Salute senza frontiere, il servizio gratuito di consulenza socio-sanitaria operante a Cologno Monzese e offerto dalla cooperativa NIW, New ideas of welfare, già partner della Casa della carità per il progetto della gelateria sociale "Ero straniero".

Salute senza frontiere è rivolto a persone che non possono o non sono in grado di avere accesso al servizio sanitario nazionale, siano esse straniere senza permesso di soggiorno, italiani poveri, persone svantaggiate. Un gruppo di medici e operatori sociali volontari gestiscono questa attività che ha assistito un'utenza variegata di oltre duecento persone. Il servizio ha operato in relazione con le istituzioni e organizzazioni del territorio attive nel settore sanitario e sociale: il consultorio familiare, gli oratori San Giuseppe e San Marco, i sindacati, la Fondazione Casa della carità, Creare Primavera, il servizio sociale del Comune di Cologno Monzese, Caritas, ACLI. 

«Il nostro impegno - dice Ambrogio Manenti, presidente di NIW - non vuole essere solo una misura di ”pura assistenza”, ma anche un'occasione per promuovere il diritto alla salute sancito dalla Costituzione, intendendo per salute ciò che viene definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, vale a dire “benessere fisico, mentale e sociale”. Per noi l'enfasi è sui determinanti sociali della salute come il lavoro, la casa, l'educazione, la condizione di genere. Abbiamo perciò anche organizzato iniziative culturali su tematiche legate alla salute e a problemi sociali, da incontri pubblici a proiezione di film fino ad aperitivi sociali».

«Crediamo - continua Manenti - che il servizio pubblico debba svolgere il proprio ruolo di governance, a garanzia dell'universalità del diritto alla salute e che il “privato sociale“, ovvero l’associazionismo, possa contribuire a raggiungere obiettivi condivisi in una logica di rete, di sussidiarietà e non di sostituzione del pubblico».

Salute senza frontiere ha inoltre sviluppato dei corsi di italiano per stranieri, inizialmente ospitando due corsi del Centro Provinciale Istruzione Adulti (CPIA) e successivamente accogliendo la richiesta di stranieri abitanti a Cologno Monzese che vogliono imparare l'italiano, allestendo con insegnanti volontari dei corsi che attualmente coinvolgono circa duecento persone.

 
Una lezione del corso d'italiano per stranieri promosso da NIW
 

«Ciò è avvenuto - spiega ancora il presidente di NIW - perché la scuola, che ha funzionato sino a un paio d'anni fa in via Milano sotto l'egida del CPIA, è stata sorprendentemente obbligata a chiudere dall'amministrazione comunale che ha tolto l’agibilità degli spazi, lasciando senza risposta la domanda di apprendimento dell’italiano che proveniva da centinaia di stranieri, per lo più con permesso di soggiorno e residenti a Cologno Monzese da vari anni. Domanda che indicava un chiaro desiderio e volontà di integrazione con la lingua e la cultura italiane».

Intanto, la richiesta di partecipare a corsi di italiano continua, dato che ogni settimana si registrano nuovi candidati. Pertanto, non essendo sufficiente lo spazio della propria sede, NIW ha chiesto ai sindacati e alla Chiesa l’utilizzo di loro ambienti. Entrambi hanno risposto positivamente mentre il disimpegno e la latitanza del governo locale in questa attività sono inspiegabili.

«Qualcuno dice - conclude Ambrogio Manenti - che siamo parte di “una carovana che attraversa il mondo del rancore”. In realtà crediamo che erogare servizi di integrazione non sia buonismo ma una scelta pragmatica che cerca di tutelare la società nel suo complesso perché popolare le città di individui marginali non giova a nessuno. E la nostra esperienza ci dice che la relazione diretta con l'altro - lo straniero nel nostro caso - sgretola i pregiudizi e migliora la vita delle persone. Tutte. Lunga vita a Salute senza Frontiere…».

 
 

Il presidente della fondazione

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