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Riflessioni quaresimali

Il pensiero di don Virginio Colmegna in occasione dell’inizio della Quaresima

25 febbraio 2015

Mi permetto di scrivere queste brevi riflessioni perché penso che la Quaresima possa essere un periodo di intensa riflessione per tutti, in Casa della carità, in quel territorio di collaborazione attiva che abbiamo intrapreso con il Centro Ambrosiano di Solidarietà, con la straordinaria e sempre più attiva presenza dei Volontari e con l'Associazione Amici Casa della carità che promuove reti di laboratorio di umanità condivisa, partendo proprio dalle situazioni più fragili.

Per me e per molti di noi è anche condividere, nella gioia e nello stupore, il cammino di cambiamento e di conversione che Papa Francesco indica alla Chiesa, ma anche a tutta l'umanità, perché viva il cammino del perdono e della riconciliazione.

Guardando il mondo nel quale viviamo, vediamo diffondersi sentimenti di odio profondi; per noi partire dalle vittime, dalle tante vittime che sono la storia vivente della nostra umanità crocifissa, significa rompere l’indifferenza, sentirsi scossi interiormente, versare lacrime nella nostra intimità come ci invita Papa Francesco.

Quaresima è anche tempo di silenzio e questa interiorità interpella tutti noi, credenti, non credenti, perché riguarda la nostra umanità; ho avvertito in questi giorni sempre di più che questa esperienza che stiamo condividendo, pur con tutti i suoi limiti, i suoi errori, le fragilità, le sue dinamiche faticose che qualche volta appesantiscono, mi appartiene, è un grande dono per la mia vita, mi regala quella sensibilità evangelica che mi fa mettere in  ascolto -vero- delle persone più povere, mi dona quello sguardo che fa intravedere che la fede è silenzio profondo che entra in noi e bonifica anche tutti quei giacimenti di indifferenza, di odio, di rancore che spesso inquinano il clima nel quale viviamo, ci fa responsabili e non indifferenti. Ho riletto e meditato in questi giorni una frase tratta dal diario di Ettj Hillesum su “Eliminare anche un solo grammo di odio”.

Lei scriveva in situazioni drammatiche: “Ho acquisito la consapevolezza di non essere capace di odiare gli uomini malgrado il dolore e l'ingiustizia che ci sono nel mondo, la coscienza che tutti questi orrori non sono come un pericolo misterioso e lontano, al di fuori di noi, ma che si trovano vicinissimi e nascono dentro di noi. Ogni grammo di odio contribuisce a rendere irrespirabile l'atmosfera del nostro pianeta”.

Sono frasi che possono anche orientare il cammino quaresimale di preparazione alla Pasqua. Io mi sento arricchito in modo particolare anche alla straordinaria vicinanza, affettività e amicizia che ho avvertito in un periodo così difficile per me. Grazie!

Inizio così questa Quaresima vivendo il gesto simbolico delle ceneri sul capo come segno di umiltà. Il Signore ci educa a questa sapienza: non c’è carità senza umiltà. Sono consapevole del grande dono che ho, di una fede immersa nella storia, trascinata nel vortice del dolore, dell'ingiustizia ma anche capace di stare nel mezzo con la preghiera di intercessione. Possono, debbono essere quaranta giorni da vivere con tanta intensità, nel segno della riconciliazione e del perdono, partendo anche dal nostro piccolo.

Rivolgo questa lettera di Quaresima, scritta ancora in situazioni per me un po' difficili, carica però di tutta quella sensibilità che vorrei che venisse avvertita da tutti, in particolare da coloro che condividono con me in modo più intenso il cammino di spiritualità, che partecipano all'Eucaristia domenicale.

Per tutti, però, questo è tempo di scelte forti: ci chiede una radicalità che si apra a speranze autentiche,  l'odio non può invadere il mondo e tocca anche a noi ristabilire misericordia, compassione, fratellanza, riconciliazione, perdono. Signore aiutaci!

Io vivrò questa Quaresima immergendomi sempre di più in spazi di silenzio, di preghiera, invocazione. Sarò forse meno attivo ma questo mi permetterà anche di sollecitare un po' tutti, amici credenti e non credenti che partecipano a questa nostra avventura con diverse modalità, a vivere questo periodo lasciando alle spalle anche tutte le difficoltà e riscoprendo la responsabilità che ci viene, come dice Papa Francesco, partendo dalle periferie nelle quali diciamo, con diverse modalità, di esserci.

Buona Quaresima!

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