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L'arrivo dei richiedenti asilo cinesi in Italia

Dal 2015 lo sportello legale della Casa ha intercettato il fenomeno, finora sconosciuto. Lo racconta il rapporto "Manicomio religioso" dell'associazione A Buon Diritto

1 agosto 2017

Nei suoi primi 11 anni di attività, allo sportello di tutela legale della Casa della carità non era mai arrivata alcuna richiesta di cittadini cinesi. Questo fino alla metà del 2015, quando gli operatori hanno iniziato a registrare un fenomeno del tutto nuovo per la Fondazione: l'arrivo, prima in piccoli numeri poi in modo sempre più consistente, di cittadini cinesi che si rivolgevano allo sportello legale della Casa per chiedere aiuto.

Tutti chiedevano sostegno nella presentazione della domanda di asilo politico in Italia, con la richiesta di protezione a causa delle persecuzioni a carattere religioso subite in patria. Con fatica, dovuta alle difficoltà di comunicazione, ma anche a causa del grande timore che queste persone avevano nell'aprirsi agli altri, gli operatori della Fondazione, supportati da interpreti e mediatori, hanno iniziato a raccogliere le loro storie, per cercare di comprendere meglio questo strano fenomeno, che per prima la Casa della carità ha intercettato. Come racconta il giornalista Lorenzo Bagnoli su Open Migration, nel 2015, su 358 richiedenti asilo cinesi in Italia, 211 sono infatti passati dalla struttura di via Brambilla.

Il filo conduttore che legava i racconti era sempre lo stesso: “Nel mio Paese non mi è concesso professare la mia fede”. Dalle tante testimonianze raccolte, è emersa una realtà fatta di divieti al libero esercizio del culto (quasi tutti si sono professati cristiani evangelici) in molti casi sfociati anche in minacce e vere e proprie persecuzioni. 

La sempre più numerosa presenza dei richiedenti asilo cinesi, tuttavia, non ha interessato solo la città di Milano. Nell'ultimo anno, agli operatori del nostro sportello di tutela legale sono infatti arrivate segnalazioni e richieste di supporto da organizzazioni basate a Torino, Napoli e soprattutto Roma. Nella capitale, in particolare, il fenomeno è stato intercettato dallo sportello legale dell'associazione A Buon Diritto, che sul tema ha appena pubblicato il rapporto "Manicomio religioso. I richiedenti asilo cinesi in Italia".

Nel testo, curato da Valentina Brinis, Francesco Damiano Portoghese e Camilla Siliotti, è citata anche l'esperienza della Casa della carità.

 

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