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"L'Italia respinge in Grecia i minori stranieri non accompagnati"

23 gennaio 2013

Human Rights Watch denuncia le violazioni delle norme internazionali ai nostri confini. Un allarme rilanciato dalla Casa che ha accolto alcuni di loro

''In base al diritto internazionale, l'Italia ha l'obbligo di verificare se chi esprime il timore di una persecuzione qualora respinto abbia invece bisogno delle protezioni internazionali accordate ai rifugiati''. “Le norme internazionali statuiscono anche che un minore non accompagnato debba essere accolto affinché ne vengano garantiti i migliori interessi. Nei casi in cui sussista il dubbio sulla sua età effettiva, si deve presumere che il migrante sia un minore e debba quindi essere accolto fino a quando il processo di determinazione della sua età sia stato completato”.

Riprendendo il rapporto di Human Rights Watch pubblicato il 22 gennaio, Redattore Sociale denuncia le procedure di respingimento cui sono sottoposti i minori migranti non accompagnati e gli adulti richiedenti asilo che, una volta giunti nei porti italiani dell'Adriatico, vengono sottoposti a procedure di screening inadeguate o inesistenti che non considerano l’età dei migranti e non garantiscono tutte le informazione sui loro diritti, violando proprio quanto previsto dal diritto internazionale.

Durante le sue ricerche, l’Ong statunitense, non ha avuto alcuna possibilità di verificare le condizioni di viaggio dei respinti verso la Grecia, ma le testimonianze dirette raccolte (29 in totale) sono esaustive: ”Molti dei migranti intervistati – spiega il rapporto -, compresi dei minori non accompagnati, hanno lamentato di essere stati confinati in cattive condizioni e anche di essere stati ammanettati per tutta la durata del viaggio di ritorno in Grecia senza avere accesso a cibo, acqua, servizi igienici”. In Grecia, poi, non esistono strutture di accoglienza adeguate per cui molte tra le persone respinte dall’Italia sono abbandonate a loro stesse, per la strada; altri invece sono destinate a centri di detenzione le cui condizione sono state definite dal Commissario europeo per gli Affari interni, Cecilia Malmström, “semplicemente terribili”.

Nel 2011, la Casa della carità ha accolto una ventina di minori che da soli, senza famiglia, avevano appena concluso il loro viaggio della speranza, diventando quindi testimone diretta della loro esperienza. I ragazzi, nel frattempo diventati quasi tutti maggiorenni, hanno da un lato mostrato una straordinaria energia e, dall'altro, hanno evidenziato tutte le difficoltà di chi, in così giovane età, è costretto ad affrontare pericoli e sofferenze.

Per questo, la fondazione non può che condividere gli inviti, arrivati anche da istituzioni come l'Onu e il Consiglio d'Europa, a terminare immediatamente questi respingimenti e, al tempo stesso, sostenere anche le ulteriori raccomandazioni che Human Rights Watch ha fornito al nostro Paese.

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