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Casa della Carità
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Rinnovata l'intesa tra la Casa della carità e la Residenza Buonarroti dell'Università Cattolica

Saranno create occasioni d'incontro e scambio tra gli universitari e i giovani ospiti della Casa

2 novembre 2015

Mettere insieme i giovani con i giovani. Far incontrare chi, seppur attraverso percorsi differenti, è arrivato a Milano con un sogno, stimolando la condivisione di un pezzo di strada. E' l'idea che sta alla base del protocollo d'intesa firmato, per la prima volta due anni fa, tra la nostra Fondazione e la Residenza Universitaria Buonarroti dell'Università Cattolica di Milano e rinnovato giovedì 29 ottobre, alla presenza di Marco Maria Bonanomi, responsabile dei Servizi di Residenza EduCatt, Damiano Meregalli, direttore della Residenza Buonarroti, Silvia Landra ed Emanuela Geromini, rispettivamente responsabile area Cultura  e responsabile area Ascolto e Progettualità della Casa della carità.

La Residenza Universitaria Buonarroti, una delle cinque residenze della Cattolica in città, non offre solo una soluzione abitativa sostenibile a 102 studenti, provenienti da tutta Italia ma anche dal Progetto Socrates/Erasmus. Al suo interno è anche proposto un Progetto di Accompagnamento Educativo, rivolto agli studenti stessi, che ha l'obiettivo di favorire la loro crescita professionale e umana, creando occasioni d'incontro con le diverse realtà culturali, associative e sportive del territorio milanese.

In questo contesto si inserisce il rinnovato protocollo d'intesa con la Casa della carità, che mira a favorire lo scambio tra le due realtà coinvolgendo, per quel che riguarda la Casa, in particolar modo i giovani ospiti, coetanei degli studenti della Cattolica. Da una parte, la Residenza offrirà i suoi spazi per ospitare incontri, dibattiti e attività laboratoriali proposti dalla Casa della carità. Dall'altra, la nostra Fondazione aprirà le sue porte agli universitari, che potranno svolgere in via Brambilla attività di volontariato, ma anche partecipare a  progetti costruiti intorno ai temi dell'inclusione sociale, sui quali si vuole incoraggiare lo sviluppo di un pensiero critico in prospettiva multidisciplinare.

L'incontro tra i ragazzi delle due realtà vuole svilupparsi anche attraverso l'arte, la cultura, lo sport. Lo scorso anno, per esempio, insieme all'arte-terapeuta Erica L'Altrella, che da tempo collabora con la nostra Fondazione, è stato portato avanti un laboratorio artistico durante il quale è stato realizzato un arazzo. Per la primavera, invece, si pensa di avviare un torneo di calcio. 

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