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“racContami”: a Milano oltre 2600 persone dormono in strada

29 marzo 2013

Il commento di don Virginio Colmegna sui dati del censimento degli homeless in città. “Non cronicizziamo ma investiamo in politiche sociali di lavoro”

Oltre 2.600 persone senza fissa dimora a Milano. È questo il risultato del censimento realizzato da Università Bocconi, Fondazione Rodolfo Debenedetti e Comune di Milano. Per la precisione sono state 2.616 gli homeless contati, l’11marzo scorso, nell’ambito di racContami, il censimento realizzato sul territorio milanese. La ricerca, coordinata da Michele Braga (Fondazione Rodolfo Debenedetti) è stata resa possibile dal contributo di circa 900 volontari.

Nell'iniziativa sono stati coinvolti anche i nostri operatori e alla presentazione dei risultati, mercoledì 17 aprile, ha partecipato anche il nostro presidente don Virginio Colmegna.

"La povertà a Milano – ha dichiarato – è ancora più vasta di quella mostrata dai dati e con disagi forti. Sono necessarie politiche di accompagnamento e prevenzione per far diminuire questo numero: non cronicizziamo ma investiamo in politiche sociali di lavoro".

I dati del censimento sui senza dimora dell'Università Bocconi presentano alcune differenze tra italiani e stranieri. Se i problemi della casa pesano nello stesso modo tra italiani e stranieri, le dipendenze da droga e gioco d'azzardo incidono di più per gli italiani. Diverso anche il tempo trascorso in strada: la situazione dura di più per gli italiani, in media 5 anni, mentre nei dormitori è di 2 anni e mezzo. Solo una persona su dieci ha avuto un lavoro nel mese precedente e tra loro il 70 per cento è in nero.

Chi non ha avuto un impiego l'ha cercato però: il 76 per cento ha provato chiedendo ad amici.
Le entrate monetarie mensili in media sono 146 euro, ma il 39 per cento dice di non aver nemmeno chiesto elemosina. Il 66 per cento ha chiesto aiuto ai servizi del Comune, soprattutto chi è entrato in un dormitorio. L'11,9 per cento tra gli ospiti dei centri d'accoglienza ha una forma di disabilità e più della metà, sei su dieci, sono stati malati. Nonostante questo il 30 per cento di chi sta in strada dice di essere felice e soddisfatto della propria vita.

Per in nostro presidente, la crisi economica "ha una influenza forte ma la vera crisi è culturale: povertà di relazioni, alcol, dipendenza da gioco. C'è una potenzialità di disgregazione molto forte in città. Bisogna smetterla con l'assistenzialismo: stiamo nel mezzo e mobilitiamo, diamo strumenti perché ne abbiano più bisogno".

Infine, nterpellato sull'operato del Comune, don Colmegna ha dichiarato: "hanno affrontato il problema, e ciò e' più che lodevole, ora bisogna verificare quanti tornano sempre all'emergenza freddo di anno in anno. Non si può lavorare sempre e solo per emergenze".

[sopra, foto da Flickr: longzijun]

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