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Firmato il protocollo d'intesa tra IBVA e Casa della carità

17 ottobre 2012

Due protagonisti dell'accoglienza milanese insieme per garantire nuovi alloggi d'emergenza e per promuovere attività culturali in continuità con l'insegnamento del Cardinal Martini

Due importanti realtà del sociale milanese, l'Istituto Beata Vergine Addolorata (IBVA) e la Casa della carità, mettono in comune le loro strutture e le loro competenze per dare risposte concrete ai bisogni di accoglienza e alle domande di cultura della città. Il protocollo d'intesa è stato ufficializzato martedì 16 ottobre, nel corso di una cerimonia pubblica, cominciata alle ore 15.30 nella sede dell'IBVA, in via Calatafimi, 10.

A firmare il documento, alla presenza del vice sindaco Maria Grazia guida e dell'assessore alla Casa Lucia Castellano, il presidente dell'IBVA Giancarlo Melzi d'Eril e il presidente della Fondazione Casa della carità don Virginio Colmegna. Per il primo, quella appena formalizzata è “un'alleanza strategica”. “Come associazione – ha dichiarato Melzi d'Eril – riteniamo  che sia giusto occuparci anche dei bisogni che in questo momento emergono nella nostra città e dare concrete risposte alle necessità dell'accoglienza; perciò crediamo sia opportuno collegarci con una realtà come la Casa della carità che stimiamo e apprezziamo”.

Don Colmegna, invece, ha messo l'accento sui luoghi dove operano i due enti. “Mettere insieme una realtà che opera in centro con una che opera in periferia – ha riflettuto – credo sia un messaggio forte per tutta la città. Con questo protocollo, speriamo di ricollocare centro e periferia all'interno di uno scambio proficuo che rivitalizzi entrambi i luoghi”.

I due enti, partendo da una visione condivisa sui temi dell'ospitalità e della cura delle persone più deboli, hanno deciso di affrontare il problema dell'emergenza abitativa in un momento di forte crescita degli sfratti. Nell'ambito del progetto “Abitare solidale”, sono stati messi a disposizione dall'IBVA, nel complesso di via Calatafimi 10, nove appartamenti, arredati e confortevoli, per ospitare le famiglie in difficoltà, gli anziani in condizioni di abbandono, le mamme con bambini e i giovani stranieri che ogni giorno chiedono sostegno alla Casa della carità.

“Si tratta
– ha commentato l'assessore alla Casa Lucia Castellanodi un ottimo apporto a quella che è l'emergenza delle emergenze. Il problema della casa è sotto gli occhi di tutti: la nostra è la quarta città in Italia per numero di sfratti sul mercato privato. E questo senza contare le 20mila persone che aspettano un alloggio popolare. Iniziative straordinarie come questa, però, ci ricordano che Milano si muove”.  

Dello stesso parere il vice sindaco che ha ricordato come, da studentessa, avesse già avuto modo di conoscere e apprezzare l'operato dell'IBVA. “Vedere una realtà storica come questa che è riuscita a modificare i suoi interventi in maniera così efficace – ha dichiarato Maria Grazia Guida – mi fa dire quanto la nostra sia ricca, di competenze e potenzialità”.

L'idea alla base dell'accordo tra l'IBVA e la Casa della carità, infatti, è affiancare agli interventi di accoglienza anche un'intensa attività artistico-culturale che affondi le sue radici proprio nell'incontro quotidiano con il disagio e la marginalità. In particolare, l'intesa promuoverà il progetto “Nuovi Trovadori”. La sede del gruppo sarà in via Calatafimi e diventerà un palcoscenico centrale per dare nuovo spazio a un'esperienza che ha dimostrato quanto l'arte possa essere un grande fattore di promozione sociale.

L'IBVA, inoltre, sarà attivamente coinvolto nel progetto pensato dalla Casa della carità e dal Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano per costruire “L'orchestra dei popoli” e garantire a giovani in condizioni di difficoltà economiche, spesso provenienti da altri paesi, la possibilità di studiare musica ad alto livello.

A poche settimane dalla scomparsa del Cardinal Martini, figura che per anni è stata un riferimento per entrambe queste realtà, l'IBVA e la Casa della carità proporranno alla città un percorso comune di riflessione sull'eredità spirituale, culturale e sociale del cardinale. Con il progetto “Rileggiamo Martini”, verrà organizzata una rilettura pubblica di alcuni dei più importanti scritti di Martini, con l'apporto di autorevoli personaggi del mondo della cultura che, partendo dai testi, stimoleranno la riflessione e il dibattito.

[nella foto sopra, il momento della firma del protocollo d'intesa]

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