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Un protocollo con il Comune di Milano per il lavoro delle fasce deboli

9 agosto 2013

Lo hanno firmato l'assessore Cristina Tajani e don Virginio Colmegna: "Grazie alle risorse europee, più sostegno alle persone in difficoltà"

Intercettare i finanziamenti e le risorse messe a disposizione dall’Unione europea per favorire la formazione, il contrasto all’emarginazione sociale e l’inserimento nel mercato del lavoro dei soggetti più deboli in un momento di crisi. Questi gli obiettivi dell’accordo di collaborazione sottoscritto oggi dal Comune di Milano con la nostra fondazione. A siglare il protocollo l’Assessore Cristina Tajani e don Virginio Colmegna.

La definizione di questo protocollo permetterà di intercettare nuove risorse economiche per attuare azioni a favore di quelle persone che più di altre hanno bisogno di essere accompagnate nel mondo del lavoro attraverso progetti, attività, risorse umane, strutture e organizzazione che ne facilitino l’inserimento”. Così l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Ricerca e Università Cristina Tajani che ha aggiunto: “I nostri centri di formazione comunali hanno maturato un'importante esperienza nelle azioni di orientamento, formazione e politiche attive per la ricerca di lavoro a favore dei cittadini più fragili che coinvolgono anche le imprese. Vogliamo potenziare questi progetti in grado di generare crescita, occupazione, inclusione sociale e autonomia”.

"Si tratta di un accordo importante al quale teniamo molto" ha dichiarato don Virginio Colmegna. “È una partnership strategica in un'ottica di innovazione e, se vogliamo, visti i tempi, anche di risparmio sociale. Far in modo che i soggetti più fragili - ha aggiunto il presidente - entrino o rientrino nel mercato del lavoro è un tassello fondamentale dell'operato della Casa della carità che, fin dalla sua apertura, ha sempre accompagnato i suoi ospiti verso la completa autonomia e la piena cittadinanza. Poter collaborare con il Comune su questa materia proprio ora che il compito si fa, a causa della crisi, sempre più difficile è una scelta cruciale per la nostra fondazione. In un momento di difficoltà economiche, stiamo portando avanti l'iniziativa estiva Regaliamoci speranza e questa firma contribuisce certamente a donarcene una dose aggiuntiva".

Un accordo che rappresenta al meglio la collaborazione tra pubblico e privato sociale volta a unire risorse umane, progetti, competenze, esperienze, operatività, spazi e attrezzature. La Casa della carità mette così a disposizione risorse, esperienza e operatività per svolgere delle azioni formative e di contrasto all’emarginazione sociale in collaborazione con il Centro di Formazione di Via Fleming 15 che si occuperà della formazione e avviamento al lavoro. Il processo parte dalla lettura dei bisogni occupazionali di specifiche persone e delle aziende per formare le competenze necessarie per un inserimento lavorativo mirato che abbia i presupposti necessari per ottenere un successo formativo. Una collaborazione congiunta per bandi europei e nazionali destinati alle fasce deboli della popolazione: immigrati, rom, donne a rischio di emarginazione sociale, over 50, disoccupati e inoccupati e comunque a tutti coloro che in condizioni di difficoltà.

Il protocollo si pone in continuità con l’azione sinergica svolta da Comune e Casa della carità presso il Centro di formazione di via Fleming 15. Un sodalizio proficuo che si inserisce all'interno di una più ampia attività del centro che, solamente da settembre 2012 a giugno 2013 ha garantito la formazione di 1360 soggetti deboli, 373 donne (27%) e 987 uomini (73%), erogando 45 corsi: il 42% su commessa (organizzati su richiesta delle aziende che richiedono personale per specifiche mansioni) (688 richieste); l’11% di italiano per stranieri (178 richieste); il 12% in area ristorazione (200 richieste); 10% di elettricista (163 richieste) e il restante 25% di corsi vari. Negli ultimi quattro anni il 46% dei soggetti che hanno frequentato i corsi sono stati assunti con varie tipologie contrattuali.

[sopra, il servizio che il TGR Rai della Lombardia ha dedicato al protocollo]

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