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Casa della Carità
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La responsabile dei progetti rom Donatella De Vito spiega come e perché la Casa della carità è entrata in relazione con queste persone.

 
 

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Progetti rom

La Casa della carità opera fin dalla sua apertura nelle favelas della città di Milano

Grazie alla presenza in questi luoghi, ha avviato percorsi di accoglienza e autonomia per famiglie rom, ma ha anche deciso di aprire dei presidi sociali nei campi regolari.

Si tratta di interventi lunghi e complessi, ricchi di difficoltà e soddisfazioni.

Per questo, alcune di queste esperienze sono state riassunte nei documenti "Dagli sgomberi all'autonomia" e "I presidi sociali".

Il primo ripercorre le tappe del percorso intrapreso, a partire dal 2005, con le famiglie sgomberate dai campi irregolari di via Capo Rizzuto, via San Dionigi, via Ripamonti (poi trasferitisi temporaneamente a Opera) e da altri insediamenti minori.

Il secondo, invece, ricostruisce l'intervento nel campo autorizzato di via Triboniano, chiuso nel maggio 2011, e l'esperienza della cascina Bareggiate a Pioltello, conclusasi a fine ottobre 2010.

La Casa della carità, dal 2008, ha gestito un presidio sociale anche in un altro campo autorizzato, quello di via Idro, poco distante dalla sede della fondazione. L'esperienza, che ha compreso anche interventi di inserimento e orientamento scolastico per i minori portati avanti da alcune mediatrici, si è conclusa a luglio 2012.

Dal 2010 al 2012, inoltre, la fondazione ha partecipato a "EU Inclusive" un progetto biennale internazionale promosso dalla Fondazione Soros Romania per condividere a livello europeo le buone prassi in materia di inclusione sociale.

 
 

Il presidente della fondazione

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