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Dai profughi siriani ospitati alla Casa la richiesta di un permesso di transito

19 giugno 2014

Dal tre maggio, la Fondazione ha accolto 382 persone. Fuggono dalla guerra, vogliono raggiungere il Nord Europa, ma le normative continentali non glielo consentono

La prima volta era stata ad inizio maggio, quando la Casa per alcune settimane ha dato ospitalità temporanea a 282 persone, tutte in fuga dalla guerra in Siria.

Quindi, l'auditorium della Fondazione è stato nuovamente allestito con brandine d'emergenza il 10 giugno per accogliere altri 100 profughi in transito da Milano.

Complessivamente abbiamo accolto 382 persone, in gran parte minori, tutte dirette verso i Paesi del Nord Europa.

Di fronte a questa continua emergenza, che ha visto accolti a Milano circa 10mila profughi dall'ottobre 2013, la Casa, pur non avendo posti liberi, ha dato il suo contributo perché, ha spiegato il suo presidente don Virginio Colmegna,  "davanti a queste situazioni, si può rispondere solo stando nel mezzo, come ci ha insegnato il Cardinal Martini”.

Operatori e volontari hanno fatto il possibile per garantire un'ospitalità dignitosa a queste persone, arrivate dal Sud Italia dopo i viaggi in mare, cominciati spesso in Libia e a volte anche in Egitto. Ma hanno fatto anche di più.

Grazie all'aiuto di volontari e mediatori, hanno discusso della loro condizione. Si sono confrotati sull'impossibilità di raggiungere i paesi del Nord Europa, dove già hanno trovato accoglienza parenti e conoscenti, a causa delle norme europee che, teoricamente, obbligano i profughi a fare richiesta di protezione internazionale nello stato membro d'arrivo, complicando così i loro spostamenti.

Da questo dialogo è uscita una proposta da parte delle stesse persone ospitate per risolvere questa situazione straordinaria. Si tratta di una richiesta di un "permesso di transito temporaneo aperto in Europa", come si legge nel documento manoscritto qui sotto in arabo.

Un'idea semplice e non dettagliata a livello giuridico che però richiama la direttiva europea 55/2001 che regola proprio la "Concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati".

 
 

Il presidente della fondazione

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