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Casa della Carità
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Alla Casa oltre 250 profughi provenienti dalla Siria

Sfiniti, hanno cominciato ad arrivare sabato 3 maggio, in accordo con la Prefettura e il Comune di Milano. Tra loro numerosi le donne e i minori. Quasi tutti vogliono ripartire

AGGIORNAMENTI:

Per la seconda settimana, alla Casa si sono susseguiti partenze e arrivi di profughi in fuga dalla Siria. Complessivamente, dal 3 al 14 maggio, la fondazione ha dato accoglienza a 270 persone.

Youssef e Mohamed, Ahmed e Nawal.
Leggi le storie dei profughi accolti in via Brambilla: i racconti, le paure e le speranze di chi è scappato dalla Siria e ora vuole lasciare l'Italia

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L'afflusso di profughi provenienti dal Sud Italia, in gran parte sbarcati in Sicilia, è continuato per tutta la settimana. Alla sera di giovedì 8 maggio, la Casa ha accolto complessivamente 145 persone, tra cui numerosi minori.

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Nella serata di lunedì 5 maggio, sono arrivati alla Casa altri 25 nuovi ospiti, anche loro sono profughi provenienti dalla Siria, arrivati in città da poco oppure provenienti dagli altri centri ormai al completo.
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3 maggio 2014

76 persone, tra cui tante donne e 31 minori, molti di pochi anni.
Sono fuggite dalla Siria e sono arrivate ieri sera alla Casa della carità, direttamente dalla stazione Centrale dove hanno passato le ultime notti, dato che ormai i centri a loro dedicati a Milano sono completamente pieni.

Di comune accordo con la Prefettura e Palazzo Marino, il presidente della fondazione don Virginio Colmegna ha deciso di aprire loro le porte della struttura di via Brambilla. La loro, visto che la Casa è al completo, sarà una sistemazione in emergenza, con le brandine dispiegate nell'auditorium della struttura, solitamente utilizzato per incontri e spettacoli.

Avranno però un pasto caldo in mensa,  potranno usare servizi e docce della Casa e saranno seguiti dagli operatori della fondazione come tutti gli altri ospiti, in attesa di recuperare le forze e decidere cosa fare del loro futuro.

Molti di loro dicono di essere palestinesi, abitanti del campo profughi di Yarmouk, alle porte di Damasco, uno dei più colpiti dal conflitto.  Altri arrivano dalle città come, per esempio, Hama.

Raccontano di aver lasciato la Siria a causa della guerra, di essere arrivati dalla Libia dove si sono imbarcati alcuni giorni fa alla volta della Sicilia e di voler ripartire verso altri paesi europei: Germania, Svezia, Olanda e Belgio le mete nominate più spesso, alcune perché già vi abitano dei parenti, altre perché sembrano promettere migliori condizioni di accoglienza.

“Di fronte a questa emergenza, alle mamme e ai bambini non potevamo tirarci indietro” ha dichiarato il presidente della Casa don Virginio Colmegna. “A queste emergenze si risponde solo stando nel mezzo, come ci ha insegnato il Cardinal Martini”.

Per contribuire a una migliore accoglienza, è possibile portare alla sede della Casa della carità, in via F. Brambilla 10 a Milano, salviette, biancheria intima (per uomo, donna e bambino), pannolini, scarpe di tutte le misure e vestiti per bimbi da 0 a 14 anni.

[sopra, i profughi siriani arrivati alla Casa accolti nell'auditorium della fondazione dagli operatori, con anche l'aiuto degli ospiti]

 
 

Il presidente della fondazione

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