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Casa della Carità
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A Milano arriva Portavèrta. E c'è anche la Casa

25 febbraio 2016

La nuova rassegna dedicata a libri e accoglienza, il 12 marzo alle 16.30, porta in via Brambilla un incontro con l'urbanista Nausicaa Pezzoni dal titolo "I migranti mappano Milano"

La conoscenza e, soprattutto, la lettura come antidoto alla paura e al pregiudizio. È questa l'idea da cui è nata Portavèrta, una nuova manifestazione in programma a Milano dal 4 al 13 marzo

Filo di conduttore di tutta l'iniziativa, come suggerisce il titolo che in dialetto milanese significa "porta aperta", è l'accoglienza di migranti e rifugiati.

Se ne parlerà nel corso di 50 eventi gratuiti di sensibilizzazione e informazione sparsi per tutta la città: incontri con scrittori, dibattiti, conferenze, laboratori per bambini e famiglie, eventi gastronomici, reading, momenti musicali e teatrali.

A promuovere il ricco programma sono Libri e letture e la cooperativa Antonio Labriola, con il patrocinio del Comune di Milano e la collaborazione di numerose realtà del terzo settore cittadino. Tra queste, anche la Casa della carità. 

Nella Biblioteca del Confine della Casa, infatti, sabato 12 marzo, alle ore 16.30, è in programma un incontro dal titolo "I migranti mappano Milano" con l'urbanista Nausicaa Pezzoni, autrice del libro "La città sradicata". 

All'interno del volume, che raccoglie le mappe disegnate dai cittadini stranieri residenti nella nostra città (nella foto sopra), sono inseriti anche dei contributi realizzati dagli ospiti della Fondazione. 

All'incontro parteciperà anche un operatore della Casa della carità per portare la sua esperienza e, al temine del momento in biblioteca, ai partecipanti verrà offerta una merenda presso il punto ristoro della sede della Fondazione. 

 
 

IL LIBRO: La città sradicata. Geografie dell'abitare contemporaneo. I migranti mappano Milano 
DI Nausicaa Pezzoni
Prefazione di Patrizia Gabellini
Editore Obarrao 
Pagine 360

La città contemporanea è solcata in modo sempre più profondo dalle traiettorie di popolazioni erranti. Individui dalle molteplici provenienze occupano gli spazi urbani senza necessariamente stabilirsi e riconoscersi in essi: un abitare che ha perso i tradizionali requisiti di identificazione e appartenenza e che mette in discussione il senso di radicamento dell'esperienza abitativa fondata sulla stabilità, con cui da sempre si è misurato il progetto urbanistico. Attraverso 100 mappe di Milano disegnate da altrettanti migranti "al primo approdo" affiora e prende forma la geografia di una città pressoché sconosciuta a chi è residente stabile: una città che include, che attrae, che divide, che mette in relazione o che si fa temere, a seconda dei significati di cui si caricano i suoi spazi nell'osservazione di chi inizia ad abitarli. Un'indagine che permette al migrante di appropriarsi della città, costruendo un campo di mediazione tra il proprio spaesamento e il territorio in cui si trova a vivere: immaginare e rappresentare la geografia urbana corrisponde al tentativo di abitare mentalmente la città, e dunque di potersi pensare come abitante. Un'esplorazione che consente a chi voglia leggere il mutamento di addentrarsi nella città in trasformazione, osservando quell'abitare senza abitudine che è specifico del migrante al primo approdo, e che potrebbe ora diventare la condizione etica della contemporaneità che tutti abitiamo.

L'AUTRICE: Nausicaa Pezzoni
Architetto e urbanista, è dottore di ricerca in Governo e Progettazione del Territorio e pianificatore tecnico presso l'Area programmazione territoriale della Provincia di Milano. Collabora con il Centro Studi Assenza nella realizzazione di progetti artistico-architettonici studiandone le relazioni col territorio. Ha pubblicato contributi su diverse riviste tra cui «Urbanistica», «Territorio», «Planum-e Journal of Urbanism», «Dialoghi Internazionali» e partecipato a pubblicazioni collettive con i saggi City and immigration, e Un-rooted City, Un luogo fatto di nulla. La sua ricerca più recente riguarda il tema dell'estraneità nella città contemporanea e l'esplorazione delle domande di abitabilità che dalla “città insorgente” e dalle sue molteplici popolazioni possono scaturire. Ha presentato gli esiti dell'indagine sperimentale condotta su Milano in convegni nazionali e internazionali di urbanistica, geografia, antropologia e rappresentazione.

 
 
 

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