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Casa della Carità
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Perché abbiamo organizzato "Rime in dialogo. Pace in versi"

10 febbraio 2015

Domenica 8 febbraio, a un mese dai tragici fatti di Parigi, si è tenuta nel nostro auditorium "Rime in dialogo. Pace in versi". Il testo scritto dal nostro presidente don Virginio Colmegna per introdurre la serata e invitare le realtà milanesi a riprendere a loro volta l'iniziativa

 

“Il paradiso deve essere là dove puoi leggere un libro o una poesia che non finiscono mai”.

È un pensiero che, mentre preparavamo l’incontro di questa sera, ho ricevuto da un ospite, anzi, direi da un amico che ha contributo a far crescere la Casa della carità e che ora sta vivendo un momento di grande sofferenza. Credo che queste semplici parole spieghino meglio di tanti ragionamenti ben più elevati perché questa sera abbiamo deciso di ritrovarci qui e di ripartire insieme dall’arte e dalla letteratura che, da sempre, si fanno interpreti dei sentimenti universali che ci accomunano tutti.

A un mese dai tragici fatti di Parigi, ancora oggi dal Medio Oriente, dall’Africa e da molti altri luoghi della Terra ci arrivano notizie cariche di odio, vendetta e morte. È una violenza che sembra non avere spiegazione, che ci lascia attoniti, sconvolti e, soprattutto, impauriti. Eppure, proprio in momenti come questi, dobbiamo ricordarci che la paura è sempre una cattiva consigliera: ci rende rassegnati, ci spinge a considerare la guerra ineluttabile, ci porta a rispondere alle armi solo e soltanto con altre armi. Ciò di cui abbiamo bisogno, invece, è un sussulto di pace, perché non possiamo consegnare il nostro futuro e la nostra libertà nelle mani di chi semina barbarie e violenza. 

Quello che vogliamo ribadire questa sera, qui alla Casa della carità dove ci siamo riuniti donne e uomini, religiosi e laici, credenti e non credenti, cristiani, ebrei, musulmani e fedeli di tante religioni diverse, è la forza morale del dialogo, capace di trasformare le lance in falci di pace, le spade in vomeri di umanità condivisa. È da questa convinzione che nasce “Rime in dialogo. Pace in versi”, un momento di ascolto, confronto e rifiuto di qualsiasi violenza, un incontro dedicato alle culture.


Per questo leggeremo e ascolteremo testi letterari diversi, daremo occasione al pubblico di leggerli, ascolteremo dei brani e faremo anche dei momenti di silenzio che ci regaleranno l’occasione di guardare l’uno il volto dell’altro. 
Con questa serata, vogliamo riscoprire ciò che, nella diversità, ci accomuna e, da lì, vogliamo cominciare un cammino che, con lo sguardo rivolto alle tante periferie di sofferenza del mondo, porti a un modo nuovo di pensare ed essere. Lo facciamo con la forza della semplicità, sostenendo l’importanza di ascoltare quel bambino che è dentro di noi e che sogna un mondo diverso. 

Certo, non siamo così ingenui da credere che solo affidandosi all’arte e al bello si possano risolvere le complicate sfide della contemporaneità. 

Sappiamo che serve l’impegno di ciascuno per difendere la fraternità umana. Siamo consapevoli che la forza della mitezza vada riaffermata ogni giorno nella nostra vita quotidiana. 
 

Per questo, speriamo che quello di oggi sia solo il primo di una lunga serie di incontri simili a “Rime in dialogo. Pace in versi”. Il primo abbiamo deciso di organizzarlo qui, in un luogo in cui vivono insieme, in pace, uomini, donne e bambini di nazionalità, religioni e culture diverse. I prossimi incontri speriamo si moltiplichino spontaneamente nei quartieri, nelle vie e dei palazzi della nostra città.  


don Virginio Colmegna
Fondazione Casa della carità "Angelo Abriani"

 
 
 

Il presidente della fondazione

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