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Casa della Carità
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Contro la paura, la forza della poesia

12 febbraio 2015

Il racconto dell’iniziativa “Rime in dialogo. Pace in versi”: tanti cittadini di nazionalità e religione diverse hanno letto e ascoltato brani di amicizia, fraternità, dialogo e pace

 

Mancava solo don Virginio Colmegna domenica 8 febbraio nell’Auditorium di Casa della carità. Una brutta caduta rimediata il giorno prima l’ha costretto a disertare l’iniziativa “Rime in dialogo. Pace in versi” che per primo aveva caldeggiato spronando tutti a realizzarla in fretta.

Tanti altri, però, hanno affollato l’auditorium della Casa pieno di uomini e donne, molti del quartiere, altri venuti da lontano, persone di nazionalità e di religioni diverse, credenti e non credenti, rappresentanti di diverse comunità e semplici cittadini.

Una risposta significativa all’appello lanciato dal presidente della Casa perché si reagisse con la forza del dialogo e della poesia alle azioni terroristiche compiute in nome della religione e alle reazioni di chiusura che istigano alle “guerre di civiltà”, in un momento in cui ogni giorno arrivano notizie di morte dal vicino Medio Oriente, dall’Ucraina, dal continente africano.

L’iniziativa, pensata nel corso di un incontro a caldo nella Biblioteca del Confine della Casa subito dopo gli attentati di Parigi, dopo l’immediata adesione, insieme ad alcuni ospiti e amici della Casa, delle associazioni e dei centri del mondo islamico presenti nella zona 2 di Milano, è stata sottoscritta da numerose realtà, cittadine e non.


«Tanta violenza sembra non avere una spiegazione, ci lascia sconvolti, impauriti. Eppure è proprio in momenti come questi che dobbiamo ricordarci che la paura è sempre una cattiva consigliera: ci spinge a considerare la guerra inevitabile. Ciò di cui abbiamo bisogno è, invece, un sussulto di pace, perché non possiamo consegnare il nostro futuro e la nostra libertà nella mani di chi semina barbarie e violenza. La nostra convinzione sta nella forza morale del dialogo, nel rifiuto di qualsiasi violenza». 

Con queste parole dell’intervento di don Colmegna, lette al suo posto da Maria Grazia Guida, presidente dell’Associazione Amici della Casa, si è aperta la serata che ha visto numerose persone alternarsi sul palco dominato da una figura bianca decisa a liberarsi dallo sfondo nero su cui, via via, sono stati appesi i fogli colorati delle poesie e dei brani letti. 

Prima lettrice Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, grande amica di Casa della carità, che ha recitato un brano della “Lettera al padre. Sulla bellezza tra Oriente e Occidente” scritto dalla sorella Teresa, attrice e drammaturga. 

Poi è toccato a Roberto Carusi, attore, autore e regista, presentare gli altri lettori: Roberta Passerini, Daniela Airoldi Bianchi e Massimo De Vita, Cheikh Tidiane Gaye, Paolo Massari e Pap Khouma. 

Sono stati loro a leggere brani scritti da autori di tutto il mondo, da Bertold Bretch a padre David Maria Turoldo, da Giani Rodari al poeta cinese Lin Tien Min il cui scritto “La pace”, ha chiuso la serata con una domanda e una risposta: «Qual é la cosa più importante per l’umanità? La risposta è prima, dopo, sempre: la ».


Intervallate da brani eseguiti da alcuni musicisti dell’Orchestra dei Popoli “Vittorio Baldoni e dall’intervento del rapper Zanko El Arabe blanco, le letture poetiche hanno alla fine lasciato spazio agli spettatori che hanno potuto, a loro volta, salire sul palco per leggere i testi da loro scelti o composti. Tra questi, anche Stephane, un ospite camerunense della Casa, che ha letto una poesia in francese. 

1Non siamo così ingenui da credere che solo affidandosi all’arte e al bello si possano risolvere le complicate sfide della contemporaneità, sappiamo che serve l’impegno di ciascuno per difendere la fraternità umana me siamo consapevoli che la forza della mitezza vada riaffermata ogni giorno nella nostra vita quotidiana», è il messaggio lasciato a tutti i presenti da don Colmegna che auspica la replica dell’iniziativa “Rime in dialogo. Pace in versi” in altri luoghi, in altri luoghi della vita della città. 

«Il primo incontro abbiamo deciso di organizzarlo qui alla Casa della carità, in un luogo dove vivono insieme e in pace uomini, donne e bambini di nazionalità, religioni e culture diverse. I prossimi incontri speriamo si moltiplichino spontaneamente nei quartieri, nelle vie e dei palazzi della nostra città». 

 
 
 

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