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Casa della Carità
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In tempi difficili, una Pasqua di amicizia

Una riflessione del nostro presidente don Virginio Colmegna e gli appuntamenti per chi vuole vivere la settimana Santa alla Casa

Carissimi,
dopo il cammino quaresimale ci prepariamo a vivere la settimana Santa. In questi giorni noi viviamo il mistero fondamentale della nostra fede che è la Pasqua, passaggio dalla morte alla vita. La fede si radica in questo mistero: “se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede”, dice san Paolo.  Non è un mistero che interroga semplicemente i credenti, ma riguarda tutti perché “si impasta nella storia nella quale siamo”, nell'esperienza di vita di ciascuno. Ci chiede di fare i conti con il senso più profondo del vivere, con gli interrogativi che sono in ciascuno di noi, mendicanti come siamo di senso, da condividere e scoprire continuamente.

In questi giorni dobbiamo dare uno sguardo a questa nostra Terra, dobbiamo avvertire intensamente e vedere il germe di futuro e di speranza che deve attraversare la storia dell’umanità. Ecco perché anche in Casa della carità debbono essere vissuti questi giorni non solo come giorni liturgici, condividendo con chi crede momenti di preghiera, ma per tutti noi devono essere segni anche di una comunicazione più profonda che deve riguardare un po' tutta l'umanità che esprimiamo. Il cammino di Casa della carità, nell’ospitalità, nell'impegno anche culturale, nello stare in mezzo alle situazioni più difficili, deve poter avvertire la gioia mite e profonda di una speranza che è più forte.

Condivideremo un cammino intenso in questi giorni partendo dalla domenica delle Palme: insieme all’Eucaristia prenderemo in mano un ramoscello d'ulivo, che cercheremo poi di consegnare come segno anche in questa casa, segno di pace in un mondo che si sente dilaniato da guerre diffuse sul territorio, in un mondo dove la minaccia nucleare diventa sempre più presente, dove anche le continue sollecitazioni a fare una politica di pace si scontrano con la mentalità sempre più animata da odi, conflitti, richiami di guerra, nel piccolo e nel grande.

La parola pace va gridata, osannata dalla folla, che agita l'ulivo a Gesù che entra cavalcando un'asina, segno di debolezza ma anche di annuncio che conta per il valore della non violenza. Attorno a questo momento noi dovremmo poter scrivere e fare nostra una lettera aperta di pace che vorremmo consegnare anche a tutte le realtà che coinvolgiamo in questo cammino. Vorremmo condividere questo segno di pace con un messaggio a tutte le comunità religiose che con noi hanno condiviso in dialogo questo cammino. Alcuni di noi porteranno una lettera di pace alle realtà che fanno parte del Forum delle religioni e a quelle realtà che promuovono pace, consegnando loro il messaggio che Pax Christi ha rivolto anche ai potenti della terra perché si interrompa il ricorso al nucleare, invito fatto proprio anche da papa Francesco.   

Giovedì santo è per noi da sempre un momento di condivisione, di partecipazione a quella che don Tonino Bello chiamava "convivialità delle differenze": a quella tavola imbandita vorremmo avere degli invitati speciali, scelti tra le persone che vengono a noi e che accogliamo con il servizio delle docce, con il cambio del vestiario. Sono persone che portano una storia faticosa di miseria, non solo di povertà. Vorremmo poter avere con noi alcuni di loro come segno dei tanti che affollano questo servizio gratuito così tanto faticoso e che si incrocia anche con il servizio dell'ascolto che ogni mattina pazientemente si fa in Casa della carità.

Non sono una fatica ma un dono grande al cammino della nostra casa e per questo sono invitati a condividere con noi la liturgia e poi la cena del Giovedì santo. A tutti consegneremo come segno simbolico un cuore, che indica quella cura ai sentimenti della tenerezza e della misericordia che dobbiamo sempre più custodire in un mondo dove sembrano prevalere sentimenti di rancore. Anche il gesto di amicizia che vivremo all’inizio della liturgia avrà questo significato e chiederemo ad alcuni di loro di stare con noi invitati a cena.

Il Venerdì Santo è un cammino dove dovremmo raccogliere tutte le storie di “crocifissi” dei deboli per camminare insieme in quella via della croce che vorremmo condividere alla sera; credo che sia un momento significativo per riscoprire e condividere dolore e compassione ascoltando e portando in noi il dramma che tanti vivono, vicino e lontano, per non diventare rassegnati e indifferenti. È un cammino da condividere anche di fronte ai tanti impegni che abbiamo, le tante scelte spesso faticose che come Casa della carità dobbiamo compiere. Come casa abbiamo di fronte scelte complicate e difficili che riguardano ad esempio il dramma dell'immigrazione, della sofferenza, della mancanza qualche volta di protezione legale, il tema dei diritti, le tante discussioni che abbiamo anche tra di noi su come dare senso a una capacità di gestire l'ospitalità, ma insieme di far intravedere dentro quest'ospitalità un bisogno di cambiare la cultura, di orientarci in modo diverso. Un’attenzione a non essere indifferenti, capire anche la paura che c'è e che attorno produce molta indifferente rassegnazione.

Tutti siamo stati colpiti e “provocati” dalla visita di Papa Francesco che ci richiama a non rassegnarci, a non diventare tristi, ma ad essere capaci di iniettare il coraggio della speranza, della gioia di vivere che sembra paradossale, ma si manifesta se si cammina e si attraversa il dolore, la sofferenza con la certezza della gioia della resurrezione. Vi sarà poi nel silenzio, il tempo dove dobbiamo avvertire anche il bisogno di essere inondati da una speranza che non è nostra, ma che arriva rovesciando il sepolcro, annunciando la gioia della resurrezione, veglia e notte di pace, di preghiera, di orientamento. Condivideremo il tempo dell’alleluia nel silenzio della Quaresima.

Nella gioia condivideremo insieme anche il giorno di Pasqua con i nostri anziani, con quelli che ci saranno anche a pranzo. Il Signore ci aiuti in questo percorso condividendo e vivendo insieme, nella pace, nel silenzio, nell’attesa, nell’amicizia.

Don Virginio

 
 

Sopra, Giotto di Bondone, Ingresso a Gerusalemme, Cappella degli Scrovegni, Padova

 
 

Gli appuntamenti di Pasqua alla Casa

Giovedì 13 aprile, ore 18.00
Messa nella Cena del Signore

Venerdì 14 aprile, ore 15.00
Celebrazione della Passione

Venerdì 14 aprile, ore 21.00 
Via Crucis

Sabato 15 aprile ore 23.00
Veglia ed Eucarestia di Pasqua

Domenica 16 aprile ore 12.00
Messa di Pasqua

 

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