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Casa della Carità
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Una Pasqua di speranza e pace

Una riflessione del nostro presidente don Virginio Colmegna con la quale la fondazione augura a tutti una buona Pasqua


Vorrei condividere con voi alcuni pensieri che mi accompagnano in questo triduo pasquale. Viviamo in un mondo atterrito, sconvolto continuamente da una violenza che sembra dilagare. Una nuova follia violenta, senza motivazioni che mira soltanto a creare terrore che colpisce innocenti vittime.

Assistiamo ad un flusso continuo di persone, donne, uomini, bambini che fuggono senza sapere dove. Vanno verso terre sconosciute, sono alla ricerca disperata di un’altra terra dove poter vivere. Portano nei loro sguardi il terrore, la distruzione delle bombe sui loro territori. Nelle loro città hanno vissuto la violenza della guerra e delle bombe sganciate sulle case, le loro case, un terrorismo che colpisce senza pietà. Costretti a fuggire, nel loro esodo incontrano trafficanti criminali che speculano sulla loro pelle e poi trovano, in Europa, una civiltà impaurita, atterrita, anch'essa attraversata dalla follia violenta che travolge, semina bombe e distruzioni. La paura dilaga e ci fa avvertire che l’inimicizia e la violenza si radicano nel quotidiano del vivere.

Tutto ciò lascia sgomenti, in un silenzio che sembrerebbe senza risposte, amaro e sofferto. Come non arrendersi e continuare a vivere, se non stringendoci in un legame di umanità che trattiene il rifiuto della violenza e coltiva desideri e sguardi di amicizia? Come custodire ancora la speranza di un mondo di pace? E’ follia anche questa o speranza che può lasciare tracce e orme di futuro? E’ il grido degli innocenti che non può essere cancellato, è avvolto in un silenzio che raccoglie e dilata i confini. Eppure vanno raccolte quelle scintille di speranza, di vita condivisa e ospitale, quei desideri di piccoli innocenti che chiedono, che si stringono in un abbraccio di protezione tenera, che ci inquietano con i loro perché non detti.

Non bastano operazioni di “razionalizzazione”, fabbricata rendendo tutti numeri e quote. In questa umanità crocifissa vi sta un silenzio fatto di sguardi, come ci insegna quel giusto crocifisso che, con lo sguardo, fa piangere amaramente il discepolo vigliacco e impaurito, restituisce al pianto della madre il discepolo amato, riconsegna futuro e vita a chi è messo in croce come lui. Credenti, non credenti, fedeli di religioni plurali, viviamo tutti il Venerdì Santo. Dopo lo spirare di Cristo ci fu un terremoto, un momento nel quale la terra stessa ha tremato. Un gemito di dolore ha scosso anche le fondamenta della terra…

Ancora oggi abbiamo bisogno di avvertire questa scossa profonda, questo calarsi nel dolore, nei tanti sotterranei di morte per riscoprire che, proprio in questa realtà travolta dal male, può ritrovarsi e dilagare l’eccedenza del bene. Quel grido di un giusto innocente sconvolge il potere del male, lo sconfigge e chiede di cavar fuori tracce, respiri, sussurri di speranza. La discesa agli inferi è in grado di riscattare la speranza crocifissa, ma ostinatamente e realmente presente. Quel corpo lacerato, piagato, quel costato trafitto sono il segno di questa nostra umanità, di questa umanità che in quell’abbandono, in quell’abbraccio inchiodato ritrova un gemito di speranza, una vita che non è sepolta, ma che riscatta e consegna un’indomita speranza.

Sì, la vita vince, non può che essere così. Perché il sepolcro rimane scoperchiato e le donne accorse per piangere e profumare il corpo piagato trovano un risorto. La Pasqua riguarda tutta l’umanità, ci chiede di rileggere insieme questo racconto, memoria piena di innocente speranza. Anche noi allora viviamo questa Pasqua, custodendo nel silenzio interrogato la luce di speranza, piccola fiammella che ci permette di ospitare ancora in noi la gioia di Gesù che ha vinto la morte, ha scoperchiato i sepolcri, ha aperto gli inferi. Sì, l’eccedenza del bene è la Pasqua.

Per questo nel Giovedì Santo, durante la celebrazione dell’ultima cena, consegneremo come segno di umiltà vissuta una piccola lanterna come simbolo di luce, che terremo anche con chi celebrerà con noi il Venerdì Santo, il silenzio del sabato e la gioia vissuta della notte di Pasqua. Qui in Casa della carità vivremo questi giorni trattenendo quei sentimenti di umanità amata che rendono sincero l’augurio a tutti di una Pasqua che noi cristiani viviamo come il fondamento della nostra fede, ma che è per tutti un sentirci ostinatamente carichi di consapevolezza che la vita vince e che ci è chiesto un impegno a non farci guidare dalla paura e dall’odio, che sono i semi del terrore e della guerra, ma dalla carità e dalla non violenza.

Preghiamo e ricordiamo le vittime, tutte le vittime. E nell’anno della Misericordia impegniamoci a promuovere riconciliazione in questo mondo devastato.

Buona Pasqua a tutti  
Don Virginio

[nella foto sopra, il crocifisso di San Damiano]

 
 
 
 

Gli appuntamenti di Pasqua alla Casa

Giovedì 24 marzo ore 18.00
Messa nella Cena del Signore

Venerdì 25 marzo ore 15.00
Celebrazione della Passione

Venerdì 25 marzo ore 20.45
Via Crucis

Sabato 26 marzo ore 23.00
Veglia di Pasqua

Domenica 27 marzo ore 12.00
Messa di Pasqua

Lunedì 28 marzo ore 12.00
Messa Lunedì dell’Angelo

 

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