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"Quegli occhi che mi hanno zittita"

L'accoglienza dei profughi al Centro Ambrosiano di Solidarietà nelle parole di un'operatrice della Casa della carità

Casa della carità e Centro Ambrosiano di Solidarietà insieme per l'accoglienza dei profughi


“La sera che sono arrivati, erano stravolti. Avevano gli occhi catatonici. Mi hanno colpito tantissimo e, persino io che di solito non sono certo una persona di poche parole, sono rimasta zitta. 
Erano davvero stanchi, con i corpi segnati dal viaggio e da una serie di ustioni per il sole e il carburante della barca sulla quale sono arrivati. Una volta che hanno trovato un posto sicuro, che li ha fatti sentire accolti e tranquilli, hanno potuto finalmente dormire per ore e ore. Poi, una volta che si son rimessi in forze, sono come rinati. Sono diventati svegli e allegri, pronti a interagire, grazie alla mediazione linguistica del nostro operatore di lingua araba, e anche a scherzare. Hanno apprezzato il cibo, hanno giocato a calcio e hanno guardato tutti insieme la finale degli europei in tv. La mamma di Deborah poi, la neonata di pochi giorni che è stata la prima ad essere accolta, dopo i primi giorni di fatica, aveva il viso raggiante”

Donatella De Vito
responsabile dell'area emergenza di Casa della carità
e CeAS - Centro Ambrosiano di Solidarietà

"Non lo facciamo per bontà, ma per il senso di responsabilità che, da cittadini, sentiamo di avere di fronte all'ennesima situazione di 'emergenza', per altro ampiamente prevedibile. Ancora una volta abbiamo scelto di non essere indifferenti di fronte a queste persone e di fare, seppure con i pochi spazi che al momento possiamo mettere a disposizione, la nostra parte, anche per dare un segnale contro il clima di chiusura e la tendenza a rassegnarsi di fronte alle disuguaglianze e all'ingiustizia, che non possono essere accettate. E abbiamo scelto di farlo ancora una volta senza chiedere contributi pubblici, perché per noi la gratuità dell'accoglienza è una questione culturale e politica: significa non gestire la sofferenza, ma farci interrogare dalle storie di chi arriva e di stabilire con loro, non a parole ma nei fatti, un legame di fraternità umana".

don Virginio Colmegna
presidente della Casa della carità e consigliere d’amministrazione del Centro Ambrosiano di Solidarietà

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[L'immagine in apertura è una foto di Marco Garofalo - 2015]

 
 
 

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