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Casa della Carità
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Protezione europea, adesso!

20 aprile 2015

Di fronte agli ultimi tragici avvenimenti nel Mar Mediterraneo, come ogni volta che ci arriva la notizia di una vittima della migrazione, il pensiero di tutti gli operatori e volontari della Casa della carità va ai nostri ospiti che quel viaggio l’hanno fatto. Ora è tempo di fare qualcosa di concreto perchè questi drammi non si ripetano. Non è più tempo di promesse o, peggio ancora, di polemiche.

 


Casa della carità fa sue le tre richieste precise – all’Europa, al governo italiano, al Parlamento italiano e alla sua Commisisone d’inchiesta parlamentare su CIE, CARA e centri per migranti (inclusi i CAS) - contenute nell'appello "European Protection Now!" cui la Casa ha aderito. 

Lanciato da Cild e sottoscritto da molte realtà della società civile tra cui Fondazione Centro Astalli, A Buon Diritto e Associazione Carta di Roma, l'appello è una prima risposta all'ennesima strage avvenuta nel Mediterraneo.

Di parole e polemiche ne abbiamo sentite troppe, ormai. Di dichiarazioni e promesse anche. Di morti e dispersi ne abbiamo contati un numero inaccettabile, ogni volta pensando agli ospiti della Casa che quelle acque le hanno solcate e, per loro fortuna, quel viaggio se lo sono lasciato alle spalle. 

Ora, di fronte all'ennesima, enorme, strage bisogna rispondere con dei fatti. Per questo, anche la Casa, insieme a tutti gli altri firmatari dell'appello "European Protection Now!", chiede: 

– agli Stati Membri dell’Unione europea, alla Commissione europea e al Parlamento europeo, di stabilire regolari operazioni europee di ricerca e soccorso in mare delle imbarcazioni in difficoltà (SAR), anche oltre il limite delle 30 miglia marine;

– al Governo italiano di predisporre un piano strutturale e di accoglienza “diffusa” che garantisca, entro luglio 2015, la trasposizione delle Direttive europee 2013/32 e 2013/33 – denominate Direttive “accoglienza” e “procedure” – al fine di superare definitivamente la logica emergenziale. In particolare, il Governo deve facilitare la dismissione dei maxi centri profughi (CARA) e di un sistema di accoglienza straordinaria formale e informale, scarsamente efficiente e incapace di garantire protezione, accoglienza, integrazione e talvolta caratterizzato da collusioni con la criminalità organizzata;

– al Parlamento italiano e alla sua nuova Commissione d’inchiesta parlamentare su CIE, CARA e centri per migranti (inclusi i CAS) di monitorare rigorosamente i sistemi di prima e seconda accoglienza.


Firma anche tu l'appello!

 

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