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Casa della Carità
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«Abbiamo bisogno di una Pasqua di speranza»

Il messaggio di don Virginio Colmegna in occasione dei riti del triduo pasquale

Il triduo pasquale per noi è il mistero fondante della nostra fede. I momenti liturgici che condividiamo sono momenti che caratterizzano anche il cammino della Casa della carità, realtà di accoglienza per donne e uomini portatori di storie diverse, ma inseriti in giorni che per noi sono decisivi.

Giovedì Santo è il momento nel quale celebriamo il rito della lavanda dei piedi seguendo l’esempio di Gesù. Lavare i piedi, infatti, significa vivere un momento significativo di comunione e condivisione. Quest’anno poi aggiungiamo un gesto significativo, che è lo spezzare del pane fatto da alcune donne che in passato sono state ospiti della Casa della carità. Dentro la loro storia, nel loro essere di etnia rom, vi è una culturale sacrale del pane che ci porterà a vivere la distribuzione del pane come un gesto che significa creare uno stile di fraternità. Nella cena vivremo un’eucaristia condivisa con tutti.

Abbiamo poi il venerdì di passione. Alle 15 la funzione della morte di Gesù, cui parteciperanno gli anziani del quartiere che frequentano la nostra Casa per un progetto di socialità e che vivono questo momento con grande intensità. Di sera, alle 21, intraprenderemo il cammino della croce anche insieme ai giovani scout che nei giorni di Pasqua frequentano e animano la Casa con la loro vicinanza agli ospiti e il loro impegno di solidarietà. Sabato sera, alle 21, ci raccoglieremo tutti per la veglia pasquale che ci accompagnerà alla domenica che sarà segnata dalla gioia della resurrezione. Con i giovani e gli anziani condivideremo l’Eucaristia e il pranzo di Pasqua.

Tutti questi momenti sono ritmati da scadenze portatrici di un grande sentimento di speranza e di passaggio su cui si fonda il mistero fondante della Pasqua. Credo siano giorni significativi per tutti in un periodo come questo in cui la storia è piena di crocefissi, di vittime, di abbandoni. Ma noi dobbiamo cavar fuori un messaggio, che quest’anno dovrà essere ancora più forte, di speranza. Tanto che alla veglia pasquale abbiamo deciso di distribuire un seme da piantare, accompagnato da un biglietto con una frase per noi importante che dice: «Un seme perché la vita ha bisogno di luce nell’attesa che sia speranza». Che il Signore ci aiuti a condividere bene questi giorni.

don Virginio

 
 

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