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Casa della Carità
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Marco Cavallo arriva alla Casa

1 luglio 2015

La grande scultura azzurra che nel 1973 a Trieste ruppe i muri del manicomio dando il via all'inarrestabile processo di cambiamento e alla Legge 180, farà visita alla Fondazione martedì 7 luglio. A seguire, in serata la presentazione del volume "L’istituzione inventata. Almanacco Trieste 1971–2010" curato da Franco Rotelli

 Lottare per l’abolizione di tutte le istituzioni totalizzanti che ancora esistono nel mondo, per costruire sistemi di welfare capaci di accogliere tutti.  “Nitrire” al Pianeta per dire a tutti che “nutrire” il Pianeta non sia aumentare l’esclusione. 

È per portare questi messaggi che Marco Cavallo, il grande cavallo azzurro alto quasi 4 metri che nel 1973 a Trieste ruppe i muri del manicomio dando il via all'inarrestabile processo di cambiamento e alla Legge 180, si presenterà all’Expo di Milano

Ma prima di varcare i cancelli dell’esposizione universale, dove resterà fino alla fine di ottobre, martedì 7 luglio, intorno alle ore 16, Marco Cavallo visiterà la Casa della carità, da sempre attenta al tema della salute mentale e ogni giorno impegnata sul fronte della deistituzionalizzazione

L’iniziativa, sostenuta dall’assessorato alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, è promossa da KIP International School e Copersamm - Conferenza permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia, che nel 2011 ha firmato un accordo di collaborazione con la nostra Fondazione. 

L’arrivo del cavallo sarà un grande momento di festa innanzitutto per ospiti, operatori e volontari della Casa, ma sarà aperto a tutta la cittadinanza. 

A seguire, alle ore 21.00, nell’auditorium della Fondazione, Franco Rotelli, collaboratore di Basaglia e membro della Copersamm, presenterà il suo libro “L’istituzione inventata” (Edizioni Alpha Beta Verlag, 2015). 

Insieme allo psichiatra, dialogheranno Peppe dell'Acqua, don Virginio Colmegna, presidente della Casa, e Piero Del Giudice.


Ma chi è esattamente Marco Cavallo? 
 

Marco Cavallo è una macchina teatrale: è un’opera collettiva realizzata nel 1973 nel manicomio di Trieste che si stava aprendo, grazie all’opera del direttore Franco Basaglia. L’opera s’ispira a un amatissimo cavallo in carne e ossa, che trasportava la biancheria in tutti i padiglioni dell'ospedale psichiatrico. Quando arrivò un piccolo autocarro Marco Cavallo venne venduto, ma fu salvato dal macello grazie alla mobilitazione inaspettata di tutti gli internati.  

Dopo la chiusura dei manicomi, Marco Cavallo è diventato un simbolo della libertà riconquistata dagli internati e della possibilità che le persone hanno di realizzare i propri desideri, viaggiando senza mai fermarsi: dal Brasile alla Cina, dall’Argentina fino al Giappone agli Usa fino a numerosi paesi africani. Senza dimenticare tutte le città italiane nelle quali hanno sede gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg).  

“Marco Cavallo ha ormai acquisito una forza comunicativa grandissima. L'Expo sarà l'occasione per allargare a milioni di persone le esperienze di cambiamento, di lotta all'esclusione e alla discriminazione che sono nate in Italia e si sono diffuse in tutto il mondo. Dalla sua postazione Marco Cavallo potrà parlare e raccontare le sue mille storie” ha dichiarato Peppe Dell’Acqua, per oltre 17 anni direttore del DSM di Trieste e referente del progetto per la Conferenza Franco Basaglia e il Forum Salute Mentale.

www.triestesalutementale.it/storia/marcocavallo.htm

 
 

Il presidente della fondazione

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