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Casa della Carità
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Libri e pubblicazioni

Generoso Simeone - Una bella storia

Un libro per rivivere i primi dieci anni della Casa della carità. Una storia da riscoprire attraverso le cronache dei giornali che hanno seguito le attività della Fondazione. Uno stimolo per guardare al futuro senza dimenticare il nostro passato. 
È "Una bella storia" quella raccontata da Generoso Simeone, addetto stampa della Casa della carità fino al 2011, nel suo primo libro intitolato proprio in questo modo. 
Il volume, scritto per i dei dieci anni della Fondazione, è stato realizzato grazie al contributo dell'Associazione Amici Casa della carità.

 

Don Virginio Colmegna - Regaliamoci speranza

"La mia sofferenza di questi giorni: capire la gravità della crisi, vedere come uscirne con uno slancio di solidarietà maggiore... se il Signore vuole!". Luglio 2013: La crisi economica incalza la Casa della carità, generando timori e incertezze negli ospiti, negli operatori, nei volontari. Don Virginio cerca una risposta alla disperazione che si diffonde. Chiama i collaboratori a un confronto serrato e li coinvolge in un progetto di cambiamento e di ripresa, che viene esteso alla partecipazione della cittadinanza. Inizia così l'avventura estiva in cui Casa della carità, oltre ai suoi frequentatori abituali - donne, bambini, anziani, uomini poveri tra i più poveri -, si aprirà a chiunque sia disponibile a un'esperienza comune di riflessione, anche nelle forme della convivialità e dell'intrattenimento teatrale e musicale. Un modo collettivo di dirsi "Regaliamoci speranza". Come contrappunto, nel silenzio della cappella, don Virginio registra il diario di quelle ore, in cui riversa preoccupazioni, ragionamenti e aspettative. Invoca e sfida con ostinazione la Provvidenza. Si scontra e si riconcilia con la propria fede, non smette di interrogarla. Il percorso interiore della sua personale avventura estiva è testimoniato senza reticenze e provoca la coscienza di chi oggi subisce le difficoltà, di chi le causa, o di chi, con la propria indifferenza, le lascia perdurare. 

 

Don Virginio Colmegna - Ora et labora

In questo libro c'è tutta l'atmosfera della Casa della carità. Voluta fortemente dal cardinale Martini, la Casa ospita gratuitamente le persone in difficoltà e le aiuta a reinserirsi nella società. Presidente e da sempre suo infaticabile animatore è don Virginio Colmegna, che ci restituisce in queste pagine tutta la tempra, il vigore e la lievità di una straordinaria avventura cristiana. "La fede religiosa che consegna le buone parole della carità mi irrita. Nella quindicenne che ha partorito l'altra notte, in quei tre bambini con le loro mamme sbattuti fuori dal dormitorio pubblico, nel bambino di un anno che la madre ha rincontrato dopo che con la nostra vicinanza l'ha riavuto dal Tribunale dei minorenni, in queste situazioni trovo un dono grande e indecifrabile" scrive Colmegna. Una risposta profondamente cristiana, dove non contano le parole ma è imprescindibile l'esempio.

 

EU Inclusive - Rapporto nazionale sull'inclusione lavorativa e sociale dei Rom in Italia

Il “Rapporto nazionale sull’inserimento lavorativo e sociale dei Rom in Italia”, realizzato e pubblicato nell'ambito del progetto “EU Inclusive – Scambio di informazioni e buone pratiche riguardanti l’integrazione nel mercato del lavoro della popolazione Rom in Romania, Bulgaria, Italia e Spagna” si propone di presentare la situazione attuale della minoranza Rom e il suo livello di inclusione sociale nel nostro Paese.
È stato pubblicato nel giugno 2012.

Vai alla pagina del nostro sito dedicata al progetto "EU Inclusive" e scarica il rapporto completo in pdf

 

Don Virginio Colmegna - Non per me solo


Gennaio 1960. Un ragazzo cammina per strada. È uscito da scuola. A casa, ad aspettarlo, la madre operaia, il padre invalido. La povertà e la dignità nella luce di una fede semplice e pura. Il ragazzo non torna a casa, va all'oratorio. Virginio ha scoperto la vocazione. Autunno 1962. In seminario, lo studio, i giochi. La vitalità dell'adolescenza stride col rigore delle regole. La forza della fede vince su tutto. Giugno 1969. Prete, il primo incarico, in Bovisa, quartiere operaio nella periferia di Milano, disagio sociale e voglia di riscatto. Voglia di protestare e di abbattere le porte dell'indifferenza. Don Virginio è in prima fila. Aprile 1981. Tre giorni in un monastero a fianco del cardinale Martini, immerso nel suo sguardo colmo di attesa e di fiducia. La nuova spinta, a partire ancora una volta dagli ultimi. Poi la direzione della Caritas ambrosiana. Infine la realizzazione di Casa della carità. Non per me solo offre al lettore l'esperienza di vita di un sacerdote che ha fatto una scelta, che rinnova ogni giorno. Mettersi a servizio degli altri. Disabili, donne maltrattate, senza tetto, rom, migranti. Questo libro dà voce a tutti gli esclusi dalla società a cui la vita di don Virginio si è intimamente legata, fino all'ultimo approdo in Casa della carità, la casa di accoglienza voluta da Carlo Maria Martini e presto diventata faro di umanità solidale nella nebbia della metropoli milanese.

 

A cura di don Virginio Colmegna e Maria Grazia Guida - Parole nuove per la politica


Etica, democrazia, giustizia. Speranza, fraternità, legalità. Parole antiche ma sempre nuove, parole che politici e opinionisti dell'ultima ora, nel chiassoso cicalio del dibattito odierno, hanno imparato a maneggiare, riciclare, piegare alle esigenze propagandistiche, svuotare di significato. Eppure una proposta di rinnovamento culturale, attenta ai bisogni e alle esigenze della società e dei singoli cittadini, può partire solo da una riflessione sul valore originario dei princìpi su cui si basa il nostro lessico politico. Perché è proprio la crisi delle fonti culturali (e perché no, del linguaggio) a portare a una colonizzazione da parte degli interessi particolari, così lontani dagli obiettivi di partenza. E quindi: hanno ancora senso la coerenza e la lealtà in politica? Oppure si esaurisce tutto in un complesso gioco finalizzato al raggiungimento del potere individuale? Cos'è la legalità? Esiste ancora la Maestà della Legge? A queste e ad altre domande cerca di rispondere questo libro, frutto di un incontro tra politici e uomini di cultura che si interrogano sulla possibilità di formulare un programma in grado di ridurre le distanze tra politica e vita quotidiana, tra società e individuo. Don Virginio Colmegna e Maria Grazia Guida, curatori e ispiratori del volume, tracciano le linee guida di un nuovo modo di nominare la politica e di farla, un modo che sappia promuovere coesione sociale, che educhi alla solidarietà e alla prossimità, che recuperi l'importanza etica della sua funzione.

 
 

Virginio Colmegna - Ho avuto fame


Don Virginio Colmegna - fondatore della Casa della Carità  di Milano e direttore per dieci anni della Caritas Ambrosiana - si rivolge in questo libro a credenti e non credenti per stimolarli alla ricerca di un senso del vivere che prenda energia non dal dubbio o dall'eccessiva sicurezza di potersi dire cristiani, ma dall'incontro col prossimo e dalla speranza che esso racchiude. Dare da mangiare a chi ha fame e da bere a chi ha sete, essere ospitali con lo straniero, vestire chi non ha da coprirsi, visitare i malati e i carcerati sono sei passi di un percorso intenso nel quale incontriamo l'altro, con la sua singolarità  e i suoi bisogni, ma anche noi stessi, con la nostra fame di affetti e di significati. Un cammino che esige l'abbandono del pietismo e illumina il rapporto dialettico fra carità  e giustizia.



 

A cura di Maurizio Ambrosini - Costruire Cittadinanza


Povertà  ed esclusione sociale sono in aumento anche nelle società  avanzate. Già  prima che la recessione aggravasse il problema, era cresciuto il numero di chi aveva perso il lavoro, i legami familiari, la casa, di chi era stato abbandonato anche dalle istituzioni pubbliche. S'impone la ricerca di nuove vie per la reintegrazione sociale di queste persone, combinando accoglienza e sostegno, emancipazione e avvio all'autonomia. "Costruire cittadinanza" esplora in diversi contesti metropolitani, sul piano nazionale ed europeo, le pratiche con cui prende forma la "costruzione dei cittadini". Il progetto è nato nelle stanze della Casa della carità  di Milano - luogo di accoglienza e reinserimento guidato da don Virginio Colmegna - dall'idea di un'equipe di sociologi e operatori sociali. Questi studiosi hanno rivolto la loro attenzione alle organizzazioni della società  civile a vocazione solidaristica, persuasi del ruolo fondamentale di queste organizzazioni nel costruire ponti tra inclusi ed esclusi, nel mobilitare energie e sensibilità  verso obiettivi di lotta alla povertà . Nel corso della ricerca sono stati analizzati i casi di cinque centri stranieri operanti nei contesti metropolitani di Barcellona, Berlino, Londra, Parigi, Varsavia, e di cinque realtà  italiane, distribuite sul territorio nazionale: Bologna, Napoli, Palermo, Roma, Torino.

 

A cura di don Virginio Colmegna, Maria Grazia Guida e altri - Etica della cura


Gli autori hanno rielaborato i loro contenuti e il loro pensiero a partire dalla relazione iniziale di Massimo Toschi. Sono stati approfonditi, fra gli altri, gli scorci antropologici ed etici sulle professioni della cura, la presa in carico e il processo di aiuto alla persona sottolineando come la cura richieda un approccio davvero multidisciplinare e di rete che sappia incrociare e valorizzare tutte le diverse competenze: educative, psicologiche, psichiatriche. Il volume raccoglie testi di: Massimo Toschi, Bruno Andreoni, Laura Arduini, Rossana Becarelli, don Enzo Capitani, Elisabetta Cofrancesco, don Virginio Colmegna, Luciano Eusebi, Alberto Ferrari, Maria Grazia Guida, Silvia Landra, Leonardo Lenzi, Angelo Lippi, Claudia Mazzucato, Fausta Podavitte, Claudia Polli, Carmelo Scarcella, Graziano Valera.

 

Virginio Colmegna e Silvia Landra - Cristiano di parola


Prete da ormai 35 anni, molti dei quali trascorsi nella condivisione anche abitativa con i più deboli, da qualche mese sono ritornato a vivere in una casa di ospitalità , in quella Casa della Carità  che il Card. Martini ha voluto lasciare come "eredità  preziosa" alla sua diocesi, ed in particolare alla città  di Milano. Traggo riflessioni proprio da questa esperienza quotidiana che mi sta rivelando, con sorprendente gioia, la grandezza umile e sapiente della vocazione cristiana. In una fase sociale dove si rischia molto di fare, di sentirsi chiamati a produrre solo risposte, ma di indebolire la dimensione della ricerca e della gratuità , la concretezza che il Vangelo della Carità  sollecita riapre al gusto di vivere, di riscoprire la vera dimensione dell'ospitalità , dell'accoglienza, della povertà  come stile sobrio e sapiente di vita. In questo libro allora vorrei riuscire a comunicare entusiasmo e desiderio di quella radicalità  evangelica che è in grado di generarlo. So che il Vangelo può conquistare o perlomeno incuriosire anche chi è in ricerca, e avverte che la condivisione del cammino con altri, se vissuto con coerenza e intelligenza, suscita una domanda di significato, intreccia un insopprimibile desiderio di spiritualità . (dall'Introduzione di don Virginio Colmegna)

 

Virginio Colmegna e Massimo Mapelli - E' bello per noi stare qui

Don Virginio Colmegna, direttore della Casa della carità  a Milano, già  direttore della Caritas Ambrosiana, e don Massimo Mapelli, giovane sacerdote che lo affianca, sono da anni impegnati al servizio delle fasce deboli della società . Le meditazioni che propongono nascono da una spirituallità  profondamente radicata nella vita e dalla quotidiana esperienza a contatto con la povertà  e l'emarginazione. Si riscopre così il fondamentale valore dell'ospitalità , che permette di superare tutte le barriere, aiuta a sostenere la fatica del quotidiano e rimette in moto - come scrivono gli autori - la capacità  di "sognare"

 

A cura di Massimiliano Cossi e Marzia Ravazzini - I rom in una metropoli e noi


Dall'esperienza della Casa della Carità , una riflessione sulla convivenza con il popolo Rom
I Rom a Milano, i Rom in una metropoli italiana ed europea: è un incontro-scontro che perdura da molto tempo, ma che sta acquistando oggi note, a volte, particolarmente drammatiche. La politica, con i «pacchetti sicurezza», è un amplificatore del disagio.
Dal disagio dell'immigrato, di cui il popolo italiano ha più di un secolo d'esperienza, si è passati al disagio «a causa» degli immigrati, e qui la metropoli rischia di respirare l'aria forzata di una cappa ideologica che ormai attraversa i partiti, le opinioni, le cosiddette forze sociali e che va sotto il tema «sicurezza», dimenticando che l'insicuro è, anzitutto, chi è senza domicilio fisso, senza lavoro, senza aiuti, senza stima, senza volto... dimenticando che l'accattonaggio, lo scippo e altra violenza sono un frutto e non una causa.
I Rom e noi sono i termini di un rapporto che fotografa perciò il nostro disagio sociale e civile e così si può perdere l'occasione che i Rom contribuiscano al realizzarsi di una società  pluralista. Il pluralismo è la tensione inevitabile di una metropoli che non voglia implodere, come testimoniano figure tra loro diversissime, come Mumford o Panikkar, Geddes o l'Abbè Pierre. 
L'implosione di una metropoli non è il disordine, il misto, il diverso, il cumulo dei problemi, l'incontro-scontro, ma l'ordine totalizzante ed escludente. L'implosione di una metropoli è che ci sia un «noi», sempre più asettico, e tanti «resti»: gli altri. Ghettizzare i Rom non è da metropoli del XXI secolo: è avvilente per i Rom e per noi metropolitani.
Ma chi oggi può rischiare di dirsi «noi»? Solo chi rischia un reale rapporto con l'altro. Il meglio del pensiero europeo del secolo scorso lo sintetizza, senza alcun partitismo, da Buber a Lèvinas, da Sini a Derrida, da Beckett a Camus.
La parola la prende il filosofo, il drammaturgo, il poeta, ma la parola-testimone la prende chi nella situazione rischia il rapporto, chi fa di questa la sua ragion d'essere. La Casa della Carità  fondata da don Colmegna a Milano, con la sua gente, la sua ospitalità  le sue iniziative riguardo a emarginazione e immigrazione, può dire un I Rom e noi che non sarebbe altrimenti dicibile.

 

Michel Wieviorka - L'inquietudine delle differenzea


Nell'ambito delle scienze sociali, la questione delle differenze ha finito per dare vita a due concezioni opposte. Stando alla prima, essa andrebbe analizzata in base alla capacità  posseduta da una società  di integrare le proprie differenze interne, e dunque in base ai concetti di struttura, di meccanismo, di istituzione, di sistema sociale e di società . Il secondo orientamento, al contrario, esamina la questione non tanto dal punto di vista dell'integrazione compiuta dalla società  quanto piuttosto da quello dei portatori delle differenze; esso considera dunque il soggetto nel suo tentativo di affermare la propria differenza, analizzando le reti che gli permettono di esistere e di comunicare e al tempo stesso i cosiddetti fenomeni di mobilità  o, per dirla con Zygmunt Bauman, di fluidità . Questa seconda prospettiva si concentra meno sulla società  nel suo insieme e più sugli individui, sui gruppi, sulle reti, sulla circolazione, la creatività  personale e collettiva e l'esperienza vissuta. Sebbene le due prospettive non siano palesemente in contraddizione, è comunque meglio adottarne una sola.

 

Marc Augé - Tra i confini


In questo breve saggio intendo affrontare tre questioni chiave. La prima è l'urbanizzazione del mondo, a mio avviso un aspetto fondamentale di quella che viene comunemente chiamata mondializzazione o globalizzazione. La seconda riguarda il fatto che le immagini e i messaggi da cui siamo costantemente circondati generano in noi veri e propri effetti di accecamento, soprattutto riguardo al fenomeno dell'urbanizzazione: vediamo troppe cose, e alla fine è come se non vedessimo più niente. Infine, vorrei interrogarmi sull'idea di mobilità : una nozione estremamente complessa, in quanto nell'ambiente urbano non tutto si muove, ma al tempo stesso si muovono molte cose. Forse è proprio a questo tipo di mobilità  che dobbiamo pensare, se vogliamo evitare di subirla in modo acritico.

 

Virginio Colmegna - I poveri

Intervista di Marco Bergamaschi

Chi domanda aiuto, il clochard, l'anziano solo, lo straniero, lo zingaro...ha un nome e un cognome, e soprattutto una storia da raccontare, diversa dalle altre.
I tanti volti della povertà  che affollano le nostre città  in modo sempre più drammatico hanno un nome, un cognome, una storia da raccontare. Una società  civile deve impegnare le proprie energie e le proprie competenze per contrastare l'indigenza, recuperando soprattutto la dignità  personale. 
Un appello affinchè la povertà  non smetta di scandalizzare e di rinnovare lo slancio evangelico alla carità.

 

Richard Sennet - Rispetto e riconoscimento


Rispetto in quanto riconoscimento, rispetto come alternativa all'indifferenza: la polarità  che indica Richard Sennett con la sua nozione di rispetto è quella storica tra presenza e invisibilità , e non soltanto la contrapposizione di sempre tra stima e disprezzo. Il rispetto basato sul riconoscimento appare così come la capacità  di attrito, la risorsa di resistenza dell'uomo flessibile al regime di invisibilità  creato dal capitalismo moderno, nel quale le relazioni tra lavoratori vengono sostituite da mere transazioni, nel quale ai criteri di qualità  ed etica professionale si sovrappongono quelli di efficienza ed esecuzione passiva. A fare le spese di questo nuovo regime di indifferenza sono gli individui che, anzichè essere considerati quali soggetti degni e capaci, divengono masse anonime, passive e impotenti, sia nelle politiche di welfare dall'alto sia nei rimedi della "compassione che ferisce" che pure cercano di arginare le falle nella coesione sociale. La questione del rispetto, secondo Sennett, si configura oggi come un problema politico centrale che chiama in causa i limiti culturali della sinistra riformatrice, non meno che quelli del solidarismo di ispirazione religiosa, e la loro capacità  di trasformarsi.



 

Notizie CULTURA

  1. 14/11/17 | A 15 anni dalla nascita della nostra Fondazione

    Venerdì 24 novembre, per l'anniversario della Casa della carità, un momento di riflessione con il Sindaco Giuseppe Sala e Monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la Carità dell'Arcidiocesi di Milano

     
  2. 03/11/17 | Souq Film Festival: ecco la 6a edizione

    Dal 10 al 12 novembre al Piccolo Teatro di Milano

     
  3. 24/10/17 | Ero Straniero:
    RACCOLTE 85 MILA FIRME!
    Consegnate alla Camera venerdì 27 ottobre

    Domenica 29 ottobre festeggiamo il traguardo in Casa della carità

     
  4. 16/10/17 | Altre cento, mille foto come quella del Volta

    Su Repubblica Milano, don Virginio Colmegna riflette sull'iniziativa del liceo milanese in favore della riforma della cittadinanza

     
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