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La Società di Lettura presenta "Liberi dentro"

13 aprile 2016

Un libro scritto dai giovani ospiti della Casa della carità, da studenti ed ex studenti del Liceo Volta e dai giovani adulti della Casa circondariale di San Vittore

Gianni Mura, Concita De Gregorio, Paolo Di Stefano, Lello Gurrado. Sono solo alcuni degli autori che, nel corso degli ultimi sette anni,  i ragazzi ospiti della Fondazione, gli studenti del liceo scientifico "Alessandro Volta" di Milano e, più di recente, alcuni giovani detenuti del carcere di San Vittore hanno potuto conoscere grazie alla Società di Lettura, un progetto promosso dalla Biblioteca del Confine della Casa della carità e dallo stesso liceo Volta, per avvicinare ai libri e al piacere della lettura ragazzi e ragazze provenienti da contesti sociali e culturali differenti.

Un'iniziativa che, spiega Alessandro Coerezza, operatore della Biblioteca del Confine, cambia ed evolve di anno in anno. Per esempio, all'edizione 2016 della Società di Lettura si sono aggiunti dei nuovi partecipanti: i giovani ospiti della neonata comunità per minori stranieri non accompagnati, gestita dalla Casa della carità a Milano.

Ma non è la sola novità. Fino allo scorso anno, infatti, i ragazzi erano invitati a leggere e analizzare un libro, facendo emergere le proprie riflessioni sui temi proposti. Partendo da quel testo era poi costruito un incontro pubblico con l'autore. Quest'anno, invece, non ci si è concentrati su un unico volume e su un solo scrittore. Partendo da tanti testi di diverso genere, i giovani protagonisti del progetto hanno svolto un lavoro di approfondimento attraverso la scrittura: sono stati loro, questa volte, a diventare autori.

Il risultato di questo lavoro è racchiuso nel libro "Liberi dentro", scritto a più mani dai ragazzi ospiti della Casa della carità, dagli studenti ed ex studenti del Volta, insieme ai giovani adulti della Casa circondariale di San Vittore, grazie alla preziosa collaborazione con il Gruppo Carcere Cuminetti. "Libero dentro" sarà presentato mercoledì 20 aprile alle 18.30, nell'auditorium della Casa della carità.

Partendo, ad esempio, dalla lettura di "Mi chiamo Mario" di Mario Livrieri, detenuto 29enne del carcere di Avezzano (in provincia dell'Aquila), i ragazzi hanno approfondito argomenti quali l'identità, il conoscere se stessi e l'altro, la detenzione. Questo testo, vincitore del premio letterario “Michele Buldrini”, è stato lo spunto per un continuo scambio di domande, risposte, opinioni, riflessioni, che si sono poi tramutate in racconti e poesie.

La libertà, la felicità, la fiducia e il limite sono stati i temi intorno ai quali la parola scritta è diventata il tramite per una comunicazione tra “dentro” e “fuori”, un dialogo che ha attraversato le mura del carcere, le differenze e i pregiudizi. "Liberi dentro" quindi non è solo un libro. È il racconto di un viaggio di scoperta reciproca. È il risultato di un originale dialogo tra mondi diversi.

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