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“Gli Italiani e la carità”: un'indagine di AstraRicerche per la Casa

20 giugno 2013

È stata presentata questa mattina nel nostro auditorium con il presidente dell'istituto di ricerche Enrico Finzi e il filosofo Roberto Mancini

 

Si è svolta questa mattina a Milano, nell'auditorium della Casa della carità, la presentazione della ricerca nazionale “Gli Italiani e la carità”, svolta on line da AstraRicerche per conto della fondazione presieduta da don Virginio Colmegna. L'indagine ha in parte aggiornato e in parte integrato la precedente ricerca effettuata otto anni fa, nel 2005, a pochi mesi dall'apertura del centro voluto dal Cardinale Carlo Maria Martini.

Dall'indagine (vedi scheda a lato) emerge un'Italia che riconosce un valore forte alla carità ma che, al tempo stesso, soffre la crisi: 9,4 milioni di italiani hanno infatti ammesso di “non riuscire più ad aiutare gli altri, avendo gravi difficoltà economiche o non avendo più risorse” mentre la platea dei donatori è crollata dal 33 per cento del 2005 al 20 per cento attuale e si è dimezzata dal 41 al 20 per cento anche la quota di chi fa spesso l'elemosina a chi la chiede per strada.

In pratica, per quanto riguarda il rapporto con la carità, inteso come impegno in prima persona nel volontariato, disponibilità a fare donazioni a realtà no profit e capacità di indignarsi di fronte all'ingiustizia, gli italiani sono divisi in due:  poco più della metà, il 53,4 per cento si dichiara attivo, mentre il restante 46,6 dice di non esserlo o per questioni economiche o di principio.

Un altro dato preoccupante è che il 53,9 per cento degli italiani è ostile, indifferente o poco attento ai temi legati alla carità, spiega il sociologo Enrico Finzi, a capo di AstraRicerche. “Non sappiamo tanto se sia aumentata l'ostilità nei confronti della carità, ma possiamo dire con certezza che è cresciuta l'ostilità dichiarata. Non ci si vergogna più cioè ad ammettere il disinteresse o la contrarietà: un comportamento legittimato, negli ultimi anni, anche da atteggiamenti e da prese di posizione della nostra politica”.

Proprio per contrastare questa rischiosa tendenza all'indifferenza, il filosofo Roberto Mancini (vedi l'intervento nella scheda a lato), docente all'Università di Macerata, ha suggerito di lavorare per “una politica democratica che sappia rimuovere la strozzatura che non consente alle numerose esperienze positive presenti nel nostro Paese di influenzare il dibattito e le scelte politiche” e di impegnarsi per “creare, partendo dai territori, un senso di appartenenza a una comunità solidale e democratica con cui sconfiggere l'identificazione e l'isolamento causati dalla crisi”.

“È una ricerca importante – ha concluso don Colmegna – perché ci consente di conoscere meglio il contesto in cui affrontare la sfida della Casa della carità che, nonostante la grave crisi che sta attraversando, vuole mantenere la sua specificità. Vogliamo continuare, come ci ha invitato a fare il Cardinal Martini, ad accogliere chi nessuno vuole accogliere. Per farlo, oggi più che mai, abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per sanare il nostro bilancio e rendere quest'esperienza sostenibile nel lungo periodo”.

 
 
 

Il presidente della fondazione

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