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Insieme senza muri per battere la paura

7 aprile 2017

Una riflessione di don Virginio Colmegna in vista della marcia per l'accoglienza dei migranti in programma il 20 maggio a Milano

Milano come Barcellona. Lo sento ripetere da molti, da quando è stata convocata anche nella nostra città una manifestazione per l’accoglienza. Bene, facciamo come a Barcellona: in un momento di preoccupazioni e paure, per certi versi comprensibili, scendiamo in piazza per ribadire, ad alta voce, che una società “aperta” e “plurale” “scommette con più certezza sulla propria crescita e sulla capacità di generare lavoro, benessere ed opportunità”, per tutti. 

“Insieme senza muri” è possibile. Milano è da sempre una città attiva, operosa e, proprio per questo, refrattaria a costruire muri: essere crocevia di affari, industria, commercio e innovazione significa essere aperti al mondo, alle diverse culture, ai diversi bisogni, sforzandosi di comprenderli e includerli e non di negarli o, peggio, escluderli. Milano sa che sono i percorsi di cittadinanza a garantire la coesione sociale. È anche per questo che può vantare una grande tradizione, laica e religiosa, di accoglienza, che si rinnova ancora oggi. 

Accanto all’azione, però, non deve mai mancare
il pensiero degli enti culturali e la riflessione delle agenzie educative, altrimenti si rischia di lasciarsi travolgere dall’emergenza. Per questo, sono felice che, nell’appello “Insieme senza muri” che lancia la marcia, si chieda di superare la Bossi - Fini. Si tratta di un punto cruciale perché molti delle criticità che l’Italia vive con l’immigrazione sono legate non solo alle decisioni europee, ma anche a questa normativa, che genera irregolarità. In un dibattito pubblico sempre più chiuso è tempo di far spazio a proposte di senso opposto, è tempo di “abbracciare i confini”, come ha chiesto di fare Papa Francesco proprio a Milano, è tempo di dire che legalità e sicurezza si ottengono con percorsi positivi di gestione dei flussi migratori e non con sterili tentativi di fermarli. 

Le politiche nazionali sull’immigrazione hanno bisogno di essere ripensate, ma non in senso restrittivo, nella vana speranza di sottrarre consensi agli imprenditori della paura. Servono proposte realistiche di riforma per una normativa obsoleta e dannosa che, di fatto, costringe le persone che vogliono arrivare nel nostro Paese, prima, ad attraversare il mare e, poi, a fare domanda di protezione internazionale. È un meccanismo perverso e sbagliato, che va sostituito con vie d’accesso legali e sicure, legate all’occupazione. 


Per andare sempre più verso una società “aperta e plurale”, quindi, cambiare la Bossi - Fini è sicuramente uno dei primi passi. Il fatto che finalmente se ne inizi a parlare mi rallegra. Per contro, mi preoccupano fortemente le conseguenze del decreto Minniti-Orlando, che va in direzione opposta. Quello appena approvato dal Senato è un pacchetto di misure che ha un’impostazione securitaria, che nega i diritti di alcuni cittadini stranieri (annullando l’appello per chi ha ricevuto un diniego dell’asilo) e che, per molti altri, rischia di riproporre le stesse inaccettabili condizioni dei CIE nei “nuovi” Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). Il tutto senza attaccare le cause, ma solo i sintomi della situazione critica che l’Italia sta vivendo oggi coi migranti. E senza produrre, quindi, vera sicurezza. 

Se davvero vogliamo trasformare la manifestazione “Insieme senza muri” in un riuscito incontro di popolo, il periodo che ci separa dal 20 maggio deve diventare un lungo cammino culturale. In queste settimane, dobbiamo interrogarci su quali sono le scelte strategiche che davvero costruiscono una società sempre più aperta, plurale, solidale e coesa; dobbiamo moltiplicare i momenti di dialogo e confronto, con serenità e fiducia, valorizzando le buone notizie senza negare i problemi, ma senza nemmeno cedere alla ferocia di certi slogan; dobbiamo convincere sempre più persone che l’ospitalità è un valore e che, se ben gestita, l’immigrazione è una risorsa.


Articolo pubblicato su La Repubblica Milano del 7 aprile 2017

[Le immagini della manifestazione di Barcellona in favore dell'accoglienza dei migranti sono tratte da repubblica.it ]

 
 

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