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“Essere cittadini oltre ogni discriminazione. I rom si raccontano”

14 febbraio 2013

Le storie delle famiglie accolte dalla Casa e dal Ceas, con il contributo dell'antropologo Marco Aime e la presentazione della campagna “Tre Erre". Martedì 19 febbraio, alle ore 18.00

Due anni fa, in vista delle amministrative 2011, erano il tema caldo della campagna elettorale per il nuovo Sindaco di Milano. Sui manifesti gli slogan erano contro “Zingaropoli”, “l'emergenza nomadi” e “i campi abusivi in ogni quartiere”. Oggi il silenzio. Della questione rom nessuno ne parla. Nemmeno a livello regionale, nonostante la conferenza Stato-Regioni avesse proposto di avviare tavoli regionali per attuare la Strategia nazionale di inclusione lanciata lo scorso anno.

Se il tema rom sembro svanito nel nulla all'interno dell'agenda politica, altrettanto non si può dire dei pregiudizi che li riguardano. Sulla stampa vengono ancora definiti “zingari” e “nomadi” con l'aggiunta di aggettivi non propriamente gentili. Nel solo mese di gennaio, nei confronti di questa minoranza, si sono registrati sui media italiani 51 episodi di incitamento all'odio e ben 155 casi di informazione scorretta. Secondo il rapporto presentato dalla Casa della carità nel 2012, oltre il 47 per cento dei rom residenti in Italia dichiara di essere stato discriminato o trattato male a causa della sua appartenenza etnica. E poco è cambiato dal 2008 quando un sondaggio ha rivelato che solo un italiano su mille conosce realmente la situazione nella quale vivono i 170mila rom presenti nel nostro paese.

Eppure, a dispetto di questi pregiudizi, la realtà è molto cambiata. Sono molte le famiglie rom che, in questi anni, hanno fatto il possibile per uscire dalla povertà e dall'esclusione nelle quali erano costrette. Si tratta di veri percorsi virtuosi che hanno fatto di queste persone cittadini che possiedono una casa e un lavoro, vivono senza problemi con i loro vicini e colleghi e si preoccupano di assicurare ai loro figli un'istruzione e un futuro migliore.

La Casa della carità, che ha accompagnato molti di questi percorsi, ritiene che storie come queste meritino di essere raccontate perché solo attraverso la conoscenza si superano le barriere della diffidenza e ogni atteggiamento di chiusura.
Per questo, martedì 19 febbraio, alle ore 18.00, nell'auditorium della Casa, è stato organizzato l'incontro “Essere cittadini oltre ogni discriminazione. I rom si raccontano” al quale prenderanno parte le famiglie rom seguite dalla nostra fondazione e dal CeAS, Centro Ambrosiano di Solidarietà. Con loro dialogheranno don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, Marco Aime, antropologo dell'Università degli studi di Genova e autore de “La macchia della razza”, e Nazzareno Guarnieri, presidente della Fondazione Romanì Italia.

Durante la serata si terrà la presentazione milanese della “Campagna Tre Erre”, promossa su scala nazionale dalla Fondazione Romanì Italia e sostenuta dalla Casa della carità.

La prima parte della “Campagna” vuole contrastare pregiudizio e discriminazione ad ogni livello, partendo proprio dall'esperienza della popolazione rom, gli ultimi nella scala dei discriminati. L'obiettivo è far sì che nessuna minoranza sia costretta in questo paese a nascondere, come fanno ancora oggi molti rom, la propria identità o a far accettare la propria diversità. Solo la tolleranza e il riconoscimento dei pieni diritti consentiranno a un numero sempre maggiore di queste persone di intraprendere percorsi positivi, sull'esempio di quelli già imboccati da chi prenderà la parola nel corso della serata.

All'incontro parteciperanno anche alcuni rappresentanti dell'associazione IBVA che, avendo firmato lo scorso anno un protocollo d'intesa con la Casa, collaborano strettamente con la nostra fondazione per le attività di accoglienza e cultura. Alla serata, sono stati invitati Marco Granelli, assessore alla Sicurezza e coesione sociale, Polizia locale, Protezione civile, Volontariato del Comune di Milano e Piefrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute del Comune di Milano.

[sopra, l'intervento nel corso della serata del presidente della Fondazione Romanì Italia, Nazzareno Guarnieri]

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