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Casa della Carità
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La Casa della carità dalla parte dei rifugiati

19 giugno 2017

Da sempre la Fondazione aiuta rifugiati e richiedenti asilo con progetti di accoglienza e sostegno legale

"Per la Convenzione di Ginevra i rifugiati sono una responsabilità internazionale, di tutti". A dirlo è stato, lo scorso 24 maggio, l’Alto Commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi, nel corso del convegno “Accogliere emergenze, promuovere diritti”, promosso dal nostro SOUQ – Centro Studi sulla Sofferenza Urbana. 

Come Casa della carità crediamo molto in questa affermazione, e per questo anche noi vogliamo dire che stiamo con i rifugiati. #WithRefugees, come dice la campagna lanciata dall’Unhcr in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra il 20 giugno. 

Essere dalla parte dei rifugiati, per la Casa della carità, si concretizza in due progetti di accoglienza specifici. Dal 2013, in convenzione con il Comune di Milano, la Fondazione attua un progetto per richiedenti asilo e rifugiati vulnerabili: persone con  malattie organiche, disabilità fisiche o patologie psichiatriche complesse. Lavorando in rete con altri soggetti pubblici o del privato sociale, con loro vengono realizzati interventi sanitari, di cura e finalizzati al riconoscimento dei diritti di cittadinanza attraverso la regolarizzazione dei documenti. Nel 2016, nell’ambito di questo progetto, sono state accolte 18 persone. 

Il secondo progetto di accoglienza, promosso dal Comune di Milano nell’ambito del Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati del Ministero dell’Interno (SPRAR) è attivo dal 2014 ed è rivolto esclusivamente a rifugiati e richiedenti asilo con problemi di salute mentale, che sono seguiti sul piano sanitario e del riconoscimento dei diritti di cittadinanza. Gli operatori del progetto, tra cui medici, psichiatri e avvocati, lavorano in collaborazione con il Centro di consultazione etnopsichiatrica dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda. Nel 2016 all’interno del cosiddetto Sprar DM, la Casa della carità ha accolto 9 persone.

Accanto a questi progetti, che rientrano nel sistema SPRAR in cui la Fondazione crede molto, la Casa aiuta da sempre rifugiati e richiedenti asilo, anche fuori dalle convenzioni. Solo lo scorso anno, per esempio, 719 persone con uno status legato alla protezione internazionale hanno usufruito dei servizi gratuiti del nostro sportello legale. Tante volte, inoltre, la Casa della carità ha aperto le porte del suo auditorium per accogliere in emergenza quanti sono arrivati a Milano in fuga da guerre e povertà. Nelle ultime estati, poi, la Fondazione ha portato sul territorio cittadino la sua esperienza, collaborando le parrocchie di Bruzzano e Affori per l'accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.


[La foto di copertina è di Francesco Falciola]

 

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